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Diabete Tipo 2 Stile Di Vita

Diabete di tipo 2: perdere peso precocemente aumenta le probabilità di non dover assumere farmaci

  • 16 Febbraio 2020

Mantenere un peso corretto può prevenire tante patologie. Uno studio recente ne ha confermato l’importanza nel controllare al meglio il diabete di tipo 2.

Il diabete di tipo 2 è fortemente legato agli stili di vita scorretti. A differenza di quello di tipo 1, nel quale l’insulina deve sempre essere somministrata per raggiungere il controllo della malattia, questo non è fondamentale nel caso del diabete di tipo 2. Diversi studi dimostrano che, attraverso una cospicua perdita di peso, si potrebbe arrivare alla remissione della malattia, ossia al mantenimento dei livelli degli zuccheri nel sangue in un intervallo di valori corretti, senza la necessità di assumere farmaci. Il diabete di tipo 2, infatti, non è causato da una distruzione delle cellule del pancreas adibite alla produzione dell’insulina, come accade nel tipo 1, ma da una resistenza delle cellule alla sua azione. Quindi l’insulina c’è e, potenzialmente, può funzionare.

Gli studi esistenti

Negli studi fatti finora, però, i pazienti venivano sottoposti a interventi molto intesivi per perdere peso, sia in termini di attività fisica che di restrizione calorica. I gruppi di persone analizzati potrebbero, quindi, non rappresentare tutta la popolazione: non tutti, nella vita quotidiana, riescono a seguire una dieta severa o a praticare sport in modo intensivo. In genere si incontrano difficoltà anche per fare un’ora di palestra o una corsetta di mezz’ora neanche tutti i giorni, figuriamoci un’attività fisica intensa. Inoltre, gli studi esistenti hanno considerato sia persone con una diagnosi recente, che quelle che avevano il diabete già da un po’ di anni, senza fare differenziazioni: non è chiaro se una perdita di peso che avvenga precocemente, subito dopo la diagnosi, possa favorire una remissione della malattia  duratura nel tempo.

Uno studio inglese

I limiti di questi studi vengono superati da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Diabetic Medicine, condotta su 867 pazienti di età compresa fra i 40 e i 69 anni. Al momento della diagnosi e a distanza di un anno sono stati valutati il peso, la quantità di attività fisica, la dieta e la quantità di alcol assunta. Il peso e il valore dell’emoglobina glicata (che è un indice dei livelli di zuccheri nel sangue degli ultimi due-tre mesi) sono stati misurati anche dopo 5 anni.

Quali sono stati i risultati?

I pazienti sono stati seguiti per cinque anni e, alla fine del periodo, nel 30% dei casi il diabete è andato incontro a remissione. Le persone che hanno perso almeno il 10% del loro peso nel primo anno dalla diagnosi hanno avuto quasi l’80% di possibilità in più di raggiungere la remissione della malattia. In questo intervallo di tempo, anche la perdita di una percentuale compresa fra il 5 e il 10% del proprio peso aumentava le probabilità di remissione della malattia, seppur con minori probabilità (circa il 40%).

Sappiamo quanto sia importante mantenere un peso corretto: il sovrappeso e l’obesità aumentano, infatti, il rischio di malattie cardiovascolari, dell’apparato muscolo-scheletrico e di molti tipi di tumore. I risultati di questo studio ne confermano l’importanza anche nei soggetti affetti da diabete di tipo 2, addirittura per favorire la remissione della malattia. Perdere peso gradualmente nel primo anno dopo la diagnosi per non dover assumere farmaci. Voi cosa ne dite? Ne vale davvero la pena. A ognuno la propria scelta.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Dambha-Miller, et al. Behaviour change, weight loss and remission of Type 2 diabetes: a community-based prospective cohort study. https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/dme.14122

Losing weight following diagnosis of type 2 diabetes boosts chance of remission. BMJ. https://www.bmj.com/content/368/bmj.l6775

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