Secondo i dati raccolti la mutazione del virus può infettare anche chi ha ricevuto una sola dose, mentre è protetto chi ha completato il ciclo. Il direttore dell’Ecdc Ammon: cruciale procedere con campagna vaccinale, seconda dose sia somministrata entro intervallo minimo dalla prima.
Sulla base delle prove scientifiche disponibili, la variante delta è più trasmissibile di quelle finora in circolazione, e stimiamo che entro la fine di agosto rappresenterà il 90% di tutti i virus Covid-19 in circolazione nell’Unione Europea. Ad annunciarlo è il direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) Andrea Ammon, in una nota diffusa oggi sullo stato della diffusione delle varianti del Covid-19 in Europa. Guardando all’Italia, la variante delta si sta diffondendo molto velocemente: dall’1% registrato il 18 maggio scorso dall’Istituto Superiore di Sanità si è passati al 9% di metà giugno.
Secondo i dati ad oggi raccolti, si legge nella nota, la variante delta può infettare anche individui che hanno ricevuto una dose dei vaccini attualmente disponibili, rappresentando un rischio per gli individui più vulnerabili di sperimentare gravi malattie nel caso in cui non abbiano completato il ciclo vaccinale. La buona notizia è che, sempre secondo quanto riportato dagli studi dell’Ecdc, chi ha ricevuto due dosi ha un’elevata protezione contro la variante e le sue conseguenze. “È molto importante progredire con la campagna vaccinale a un ritmo molto elevato”, ha affermato Ammon, “in questa fase diventa cruciale che la seconda dose di vaccinazione venga somministrata entro l’intervallo minimo autorizzato dalla prima dose, per accelerare la velocità con cui gli individui vulnerabili vengono protetti”.
Redazione Medical Facts
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