Intervistato dalla testata statunitense, il dottor Mazzetti della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni ha affermato: se non controlliamo loro non controlliamo la circolazione del virus nel Paese
In Italia la campagna vaccinale contro il Covid-19 prosegue a ritmo incalzante ma non per tutti: i migranti irregolari, nonostante l’impegno del governo a vaccinare chiunque indipendentemente dallo status legale, sono ancora esclusi. Uno dei problemi principali è la burocrazia, in quanto la maggior parte delle regioni richiede un numero di previdenza sociale per prenotare un appuntamento e sono una minoranza quelle che accettano i numeri temporanei forniti dalle nostre autorità agli stranieri. Queste le considerazioni del New York Times che ha intervistato Marco Mazzetti, medico e presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni: “Il sistema si è dimenticato di queste persone”, ha detto, “ma sono le più fragili”.
Mentre il governo ha in questi giorni ampliato la possibilità di prenotare il vaccino a tutta la popolazione e sono stati rimossi i limiti di età, sarebbe arrivato l’impegno che l’aumento dell’offerta si tradurrà presto nella possibilità di vaccinazione anche per i migranti. La maggior parte di questa categoria di persone è rappresentata da lavoratori domestici, “se non controlliamo la circolazione del virus tra queste persone che entrano nelle nostre case per aiutarci”, ha denunciato Mazzetti, “non controlliamo la circolazione del virus nel Paese“.
Redazione Medical Facts
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Fonte: https://www.nytimes.com/2021/06/03/world/europe/italy-covid-vaccines-migrants.html












