Il New England Journal of Medicine ha pubblicato uno studio controllato e randomizzato sulla sperimentazione di un farmaco per curare il COVID-19. Ecco i risultati.
Finalmente una buona notizia sui farmaci anti-coronavirus. È stato appena pubblicato uno studio controllato e randomizzato per valutare l’efficacia del remdesivir, un farmaco antivirale, e la sperimentazione ha dato buoni risultati.
Due considerazioni: la prima è che questo inizia a essere un dato rilevante e non più tanto preliminare. Lo studio non è stato condotto – come altri – semplicemente somministrando il farmaco a malati e osservando il loro decorso. Sono stati selezionati mille pazienti con caratteristiche cliniche simili, sono stati assegnati a caso al gruppo che ha ricevuto il farmaco o a quello che ha ricevuto il placebo (quindi niente), e alla fine sono stati valutati i risultati, comparando i due gruppi.
Così si fanno gli studi seri e affidabili: non somministrando qualcosa a 10 pazienti e dicendo: «La mortalità è zero». Ci vuole il gruppo di controllo. Nei prossimi giorni, su Medical Facts, vi parlerò proprio di come avviene la valutazione dell’efficacia dei farmaci, quando eseguita in maniera rigorosa, perché è un argomento molto interessante.
Dati molto importanti
La seconda considerazione è che a un occhio inesperto il risultato può sembrare poco importante: i pazienti trattati con il farmaco non sono miracolosamente guariti in un’ora, come si legge per qualche magica pozione riportata dai giornali. Sono guariti prima (11 giorni invece che 14) e sono morti di meno (7% invece che 12%). Come ho detto sopra, sembra poco, invece è tantissimo. La vittoria contro l’AIDS non è stata ottenuta con un singolo farmaco magico ed efficacissimo, ma con l’uso combinato di farmaci antivirali che, utilizzati insieme, hanno dato al virus un colpo mortale.
Anche di come abbiamo vinto la battaglia contro l’AIDS (che vi ricordo ha ucciso centinaia di migliaia di persone solo negli Usa, giusto per ricordare a chi è troppo giovane che questa non è la prima epidemia che il genere umano ha affrontato negli ultimi decenni) ne parleremo prossimamente.
Che tempo che fa
Infine, saltando a un altro argomento, ieri sera si è conclusa la stagione della trasmissione televisiva Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio, del quale sono stato ospite per molte puntate. Nonostante questa mia presenza sia stata generata da una circostanza terribile come un’epidemia gravissima, per me è stato un privilegio potere avere la possibilità di informare correttamente su quanto stava accadendo attraverso un programma che non ha dato alcuno spazio alla disinformazione dilagante. Ho avuto il piacere di potermi confrontare nel reciproco rispetto con virologi bravissimi, medici di rilevanza internazionale, studiosi di altissimo livello. So che sembra incredibile, considerando la serie di attacchi che ho ricevuto, ma sono profondamente convinto che partecipare a questa trasmissione sia stata un’occasione di crescita personale e professionale, e per questo sono profondamente grato a Fabio, che ringrazio pubblicamente e con grande affetto.
Roberto Burioni
Fonti:
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2007764?query=featured_home
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