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Melanoma Prevenzione

Melanoma: il più insidioso tra i tumori della pelle. Quale prevenzione?

Oggi Medical Facts vi parla di uno dei tumori più temuti e di come l’arma della prevenzione rappresenti ancora la misura più efficace a nostra disposizione per combatterlo.

Il melanoma è il tumore cutaneo più pericoloso: se non individuato in tempi rapidi e non trattato, può diffondersi ad altri organi quali ossa, fegato, polmoni, cervello (melanoma metastatico). Il melanoma deriva dalla trasformazione maligna dei melanociti, cellule presenti nella pelle volte a produrre la melanina, un pigmento scuro che protegge dall’esposizione ai raggi solari. Nella maggior parte dei casi si manifesta su cute sana e meno frequentemente dalla modificazione di un nevo preesistente. Può insorgere in qualsiasi parte del corpo, più raramente sulle mucose e ancor più raramente negli organi interni. La sede più frequentemente interessata è il tronco nell’uomo, le gambe nelle donne e la parte superiore della schiena in entrambi i sessi.

I diversi tipi di melanoma e la loro incidenza

Melanoma

I quattro tipi di melanoma

Esistono 4 tipi di melanomi cutanei rappresentati nelle foto qui accanto: 1) melanoma a diffusione superficiale, il più frequente, rappresentando circa il 70% dei melanomi; 2) lentigo maligna, un melanoma con un ritmo di crescita lento; 3) melanoma lentigginoso, colpisce tipicamente il palmo delle mani o la pianta dei piedi e rappresenta circa il 5 % dei melanomi; 4) melanoma nodulare, il più aggressivo e ad accrescimento rapido, che rappresenta circa il 10-15% dei melanomi.

L’incidenza del melanoma è in aumento in tutto il mondo e si stima sia raddoppiata negli ultimi trent’anni. Colpisce prevalentemente soggetti di età compresa tra i trenta ed i sessanta anni ed i tassi di incidenza più elevati si riscontrano nelle popolazioni europee e nelle aree molto soleggiate. L’incremento del melanoma cutaneo nelle popolazioni europee è cresciuto ad un ritmo del 4-8% l’anno. L’impatto maggiore è tra i i soggetti che si espongono abitualmente al sole ed è inversamente proporzionale all’entità della pigmentazione melanica cutanea, ovvero a quanto più si ha una carnagione scura. I soggetti con carnagione chiara sono, quindi, maggiormente a rischio.

Fattori di rischio

Il principale fattore di rischio per il melanoma è l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta sotto forma di raggi UVA e UVB che, provocando un danno al DNA, innesca il processo di trasformazione tumorale. Il rischio aumenta nelle persone di cute chiara (fototipo I e II) con occhi chiari, che presentano numerosi nevi, e in coloro che hanno un parente di I grado colpito da melanoma o che hanno avuto un precedente melanoma cutaneo. Purtroppo quando il melanoma è diagnosticato tardi, la mortalità resta elevata. Solo la diagnosi precoce e la celere rimozione chirurgica consentono alte percentuali di guarigione. Viceversa, la diagnosi tardiva espone a maggior rischio di diffusione delle cellule tumorali coinvolgendo gli organi interni.

La prevenzione è l’unica arma

È consigliabile esporsi al sole evitando le ore centrali della giornata; utilizzare sempre schermi solari con fattore protettivo elevato; ripetere le applicazioni degli schermanti più volte nella giornata; controllare periodicamente l’aspetto dei nevi e delle altre lesioni cutanee. Un indicatore clinico per il riconoscimento dei melanomi è il segno del “brutto anatroccolo”. In un determinato individuo i nevi generalmente hanno le medesime caratteristiche: il “brutto anatroccolo” è un nevo con caratteristiche diverse rispetto agli altri dello stesso individuo e pertanto potrebbe trattarsi di un potenziale melanoma. Il segno principale del melanoma cutaneo è il cambiamento nell’aspetto di un nevo o la comparsa di uno nuovo. Le caratteristiche di un nevo che possono indicare l’insorgenza di un melanoma sono riassunte nella sigla ABCDE: A come Asimmetria nella forma (un nevo benigno è generalmente circolare o comunque tondeggiante, un melanoma è più irregolare); B come Bordi irregolari e indistinti; C come Colore variabile (ovvero con sfumature diverse all’interno del nevo stesso); D come Dimensioni in aumento, sia in larghezza sia in spessore; E come Evoluzione del nevo che, in un tempo piuttosto breve, mostra cambiamenti di aspetto.

Quando è consigliabile effettuare un controllo

Quando si hanno lesioni della pelle che non siano mai state valutate, oppure quando si hanno lesioni che si siano in qualche modo modificate nell’aspetto; quando esiste una storia familiare di melanoma. Il controllo dei nevi è un esame dermatologico di primo livello, non invasivo, che permette di monitorare i nevi a rischio e identificare l’insorgenza di nuove lesioni, consentendo una diagnosi precoce del melanoma. Farlo può letteralmente salvare la vita.

 

Emanuela Passoni

 

Fonti

www.aiom.it – Associazione Italiana di Oncoogia Medica

www.melanomaimi.it Intergruppo Melanoma Italiano

 

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