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Coronavirus Gravidanza

Coronavirus: una buona e una cattiva notizia

Oggi torniamo su come sono registrati i casi d’infezione in Cina e sui problemi che questo può comportare. Riportiamo anche i primi dati appena pubblicati su chi ha contratto il nuovo coronavirus in gravidanza.

Non più tardi dell’altro ieri esprimevamo la nostra preoccupazione per una decisione unilaterale della Cina di considerare negativi i pazienti nei quali viene dimostrato il coronavirus, ma senza sintomi. L’abbiamo descritta come una decisione che tendeva ad alterare i dati, abbassandone artificiosamente il numero e rendendo ancora più difficile l’interpretazione di quanto succede. Avevamo lasciato un minimo di dubbio perché le direttive erano in cinese, e qui fra noi nessuno conosce questa lingua. Molti ci hanno criticato, ma la fonte era autorevole e infatti l’informazione era esatta, come ha confermato questa mattina al GR1 delle ore 8 il Prof. Walter Ricciardi, che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Trovo questa decisione inspiegabile: una persona positiva per il virus è un paziente che è stato infettato, nel quale il virus si sta replicando ed è fino a prova contraria infettivo. Quale sia l’impatto di questa decisione nella conta dei casi di malattia e nel calo improvviso del numero dei casi sospetti, non è dato saperlo. Penso che una maggiore trasparenza e chiarezza sarebbe molto utile.

Nel frattempo, una buona notizia: uno studio appena apparso su The Lancet descrive nove donne che hanno contratto l’infezione (che d’ora in poi chiameremo COVID-19), nell’ultima parte della gravidanza. Per fortuna, nessuna infezione intrauterina e nessuna trasmissione della malattia al feto.

 

Roberto Burioni

 

Fonti:

https://www.thelancet.com/pb-assets/Lancet/pdfs/S0140673620303603.pdf

 

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