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Coronavirus: i dati dalla Cina non sono affidabili e potrebbero esserlo ancora meno dal 7 febbraio in poi

Sembra che la Chinese National Health Commission il 7 febbraio abbia deciso di considerare casi di coronavirus confermati solo quelli che risultano positivi al test e hanno sintomi.

Chinese Health Commission

La Chinese National Health commission bara sui dati?

Nei giorni scorsi autorevoli colleghi, come Pier Luigi Lopalco, e anche io ieri sera da Fabio Fazio,  hanno detto che dalla Cina arrivavano piccoli segnali che inducono a un flebilissimo ottimismo: il numero dei casi di coronavirus sembrava salire con meno intensità negli ultimi giorni. Purtroppo, però, esiste la possibilità che questo calo derivi da una sconcertante decisione della Cina: considerare casi confermati solo quelli che risultano positivi al test e hanno sintomi. In altre parole, chi ha il test positivo, ma non ha sintomi, non rientra nel conto.

Io non so dirvi se è vero, perché non conosco il cinese, ma la direttiva sarebbe stata emessa il 7 febbraio, come si può leggere in questo tweet. Parliamoci chiaro, contare i casi in questo modo ha un nome ben preciso: barare. Spero che non sia vero e spero che nel malaugurato caso fosse vero l’Organizzazione Mondiale della Salute non consenta questo comportamento.

 

Roberto Burioni 

 

(Nella foto una farmacia a Wuhan)

 

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