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Vescica Iperattiva

Vescica iperattiva nell’uomo: come riconoscerla e come curarla

Oggi parliamo di un disturbo che colpisce sino a circa il 20% di maschi in età avanzata. Ne discutiamo le cause, i sintomi e le possibili terapie.

La cosiddetta vescica iperattiva è un disturbo molto comune, che affligge milioni di uomini in tutto il mondo (fino a quasi 1 uomo su 5), e tende a presentarsi più frequentemente con il passare degli anni, nell’età adulta e anziana. Come riconoscere questa malattia, e quali strategie abbiamo per curarla?

Perché e come si presenta

La vescica è, sostanzialmente, un contenitore elastico dotato di pareti ricche di muscoli. Normalmente, essa si distende per raccogliere l’urina che viene filtrata dai reni, per poi contrarsi e svuotarsi al momento della minzione, ovvero quando si fa la pipì. Con l’età, e anche a causa di alcune malattie (per esempio il diabete), i muscoli della vescica tendono a contrarsi in maniera anomala, cioè scollegata rispetto alla necessità di urinare. Questo porta a sviluppare i tipici, fastidiosi sintomi della vescica iperattiva: sensazione di dover urinare urgentemente, talvolta senza riuscire a trattenersi fino al bagno (cosiddetta “incontinenza urinaria”), a volte anche di notte; inoltre chi ne è affetto ha la sensazione di dover espellere moltissime volte al giorno scarsissime quantità di urina.Tutti sintomi che, ovviamente, peggiorano molto la qualità della vita di chi ne soffre, impedendo a volte anche di condurre una vita di relazione normale.

Che cosa si è fatto finora per curarla

Considerando la causa dei disturbi, cioè il funzionamento scorretto dei muscoli della vescica, finora sono state adottate due strategie per curarla. La prima è la cosiddetta “terapia comportamentale”, che cerca di rieducare la vescica a funzionare correttamente, imparando a ritardare la minzione, a controllare l’urgenza e a prevenire l’incontinenza urinaria. Per farlo, viene insegnata una speciale ginnastica che rinforza i muscoli del pavimento pelvico (cioè la parte bassa dell’addome che controlla il rilascio di urina e feci). La seconda strategia, invece, consiste nell’assumere alcuni farmaci che impediscono ai muscoli della vescica di contrarsi irregolarmente. Questi due approcci sono sempre stati applicati separatamente: o l’uno o l’altro.

Le due strategie di cui abbiamo parlato riducono i disturbi legati alla vescica iperattiva, ma nella maggior parte dei casi non li curano del tutto. Che cosa si può fare di più? Se lo è chiesto un importante studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Internal Medicine.

I risultati di un recente studio

Questo studio ha messo a confronto oltre 200 uomini con più di 40 anni, tutti affetti da vescica iperattiva. Dapprima, alcuni sono stati trattati con la sola ginnastica pelvica, altri solo con i farmaci, e altri ancora con entrambe le strategie contemporaneamente. In un secondo tempo, tutti i partecipanti hanno associato le due metodiche, sia comportamentale, sia farmacologica.

Che cosa è emerso? Gli uomini che hanno iniziato con la sola ginnastica pelvica hanno riferito un miglioramento dei sintomi in misura superiore rispetto a chi aveva iniziato con i soli farmaci. Inoltre, gli uomini che avevano iniziato ad assumere i farmaci hanno riportato un maggior numero di reazioni avverse (in particolare stitichezza, bocca secca e calo della pressione sanguigna), legate proprio all’effetto delle medicine. Chi, invece, ha combinato da subito le due strategie, ha riscontrato un beneficio maggiore rispetto alla sola assunzione di farmaci, ma sovrapponibile rispetto alla terapia comportamentale.

Tirando le somme, come dobbiamo comportarci per curare al meglio i disturbi legati alla vescica iperattiva? Tutto considerato, la scelta migliore come primo approccio sembra essere proprio la terapia comportamentale, ovvero la ginnastica dei muscoli pelvici: non solo è più efficace rispetto ai farmaci, ma è anche più economica e provoca meno reazioni avverse. Come proseguire? Dipende da quanto la ginnastica pelvica ha funzionato sulla singola persona: per chi, nonostante tutto, avesse ancora disturbi debilitanti, può essere utile cominciare ad assumere anche farmaci specifici. Il vostro urologo saprà sicuramente consigliarvi in merito.

 

Giorgia Protti

 

Fonti:

https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2758797

 

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