skip to Main Content
Probiotici

Internet e probiotici: quanto sono affidabili le informazioni che trovate online?

Più volte sulle nostre pagine abbiamo affrontato l’argomento probiotici, o “fermenti lattici” come spesso vengono erroneamente chiamati. Un gruppo di ricercatori ha analizzato 150 diversi siti web, facendo una sorta di valutazione dell’attendibilità scientifica di quanto riportato sui probiotici. Leggete i risultati di questo studio su Medical Facts.

I probiotici sono tra gli argomenti più “in voga” degli ultimi anni. Non solo in ambito medico. La maggiore comprensione del ruolo svolto dai microrganismi che normalmente abitano il nostro corpo (il cosiddetto microbiota), ha letteralmente fatto esplodere ipotesi sul loro possibile uso per prevenire o controllare alcune patologie. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i probiotici sono «microorganismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute» di chi li prende. Bellissimo! Batteri o funghi che, se presi, permettono di andare meno incontro a disturbi gastroenterici riequilibrando la flora intestinale, di rinforzare le proprie difese immunitarie in modo da essere meno soggetti ai mali di stagione, di favorire una migliore depurazione del fegato, di risentire meno dello stress e magari anche di rendere la cute del viso ancora più liscia. Tutte queste sono indicazioni di possibili usi di probiotici che potete facilmente trovare online. Ma, c’è un «ma»: chi valuta se quanto detto su una preparazione che potete acquistare online è vero dal punto di vista scientifico? Questo è il problema principale quando si ha a che fare con i probiotici. Possono essere immessi in commercio (non solo quello online), senza passare attraverso le fasi di sperimentazione cui, per esempio, è sottoposto un farmaco vero e proprio.

Un mercato con scarsi controlli

L’esplosione dell’interesse per il microbiota ha stimolato un mercato enorme. Si calcola che negli Usa, dove la regolamentazione è ancora meno rigida che in Europa, il giro d’affari che ruota solo intorno a probiotici e affini è superiore ai 40 miliardi di dollari annui. Praticamente una Legge Finanziaria qui in Italia. Ed è in costante aumento.

Un recente studio

Partendo proprio da questi presupposti, un trio di ricercatori provenienti da diversi Paesi europei, si è dato la pena di verificare con criteri molto precisi e rigidi quanto fossero supportate da dati scientifici le affermazioni presenti su siti che trattano, pubblicizzano o addirittura vendono direttamente probiotici. Hanno cercato la parola «probiotics» su Google, e selezionato 150 diversi siti web. Tutte le informazioni riportate sono state verificate, usando come riferimento la Cochrane library, uno dei più prestigiosi database di informazioni ed evidenze medico-scientifiche disponibili online. Per dirla in termini giornalistici, hanno fatto fact-checking, ovvero hanno verificato l’attendibilità di quanto riportato sui vari siti usando come riferimento una fonte autorevole.

Per documentare l’esito di questa verifica, gli autori hanno preso in considerazione i seguenti parametri per ogni pagina analizzata: 1) la presenza di chiari riferimenti a studi scientifici in cui era stata valutata l’efficacia del prodotto di cui il sito parlava; 2) la presenza di commenti relativi alla forza delle evidenze scientifiche, ovvero dei risultati derivanti da quegli studi (non tutti gli studi hanno lo stesso valore; uno studio che valuta 10 pazienti, per fare solo un esempio, ha valore molto inferiore rispetto a studi che ne valutano 100 o 1000); 3) presenza di commenti relativi a possibili effetti collaterali del prodotto e 4) presenza di riferimenti alla situazione normativa di quel prodotto (in altre parole, che tipo di approvazione ufficiale avesse ricevuto e da quali organismi).

Cos’è emerso dall’analisi

I risultati ottenuti sono sconcertanti, anche se a restare stupiti – immagino –  saranno soprattutto i non addetti ai lavori; ovvero chi i probiotici li prende perché gli vengono prescritti o perché ha sentito un amico che glieli consigliava. Solo il 10% delle pagine web analizzate ha dettagli su tutti e quattro i criteri considerati. Meno della metà (40%) fa riferimento in modo chiaro al fatto che gli effetti benefici di un probiotico possono essere influenzati da vari fattori relativi al singolo individuo. In altre parole, che non è detto che diano qualche beneficio. Solo il 35% rimanda a studi scientifici, spesso, però, privi di spessore dal punto di vista dei metodi seguiti. Solo un quarto delle pagine, infine, cita la possibile comparsa di effetti collaterali legati all’uso del prodotto.

Perché questo? A cos’è dovuta questa scarsità d’informazioni specifiche e documentate su prodotti che sono indicati come benefici per la nostra salute? I motivi identificati sono vari. Il principale è legato al fatto che la stragrande maggioranza dei siti presenti su Internet con riferimento ai probiotici sono di tipo commerciale o giornalistico. Pochissimi i siti che affrontano la tematica dal punto di vista scientifico. Quelli con le informazioni più deficitarie e, soprattutto, più deboli dal punto di vista scientifico sono, com’era lecito attendersi, i siti commerciali. A questo si collega il fatto che gran parte delle affermazioni riscontrate circa i benefici di questa o quella preparazione probiotica non è supportata da alcuna evidenza scientifica. Puro e semplice marketing, quindi.

Lo ribadiamo: a nostro parere, il vero motivo di tutto questo è la scarsa e molto permeabile regolamentazione attualmente vigente su questi prodotti. Anche qui in Europa. È fondamentale che s’intervenga quanto prima per garantire una più chiara e oggettiva informazione di tutti, pazienti in primis,  su un argomento così delicato. Noi di Medical Facts saremo in prima linea per cercare di dare un contributo. Seguiteci.

 

Nicasio Mancini

 

Fonti

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmed.2019.00296/full

https://www.hon.ch/en/

 

Condividi
Fermenti latticiProbioticiprobiotici bambiniProbiotici migliori
Back To Top