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Mappa Coronavirus

Coronavirus: perché avremmo voluto essere nel torto

Gli ultimi aggiornamenti sugli sviluppi dell’epidemia in corso in Cina, che si sta diffondendo molto rapidamente.

Avevamo ragione, e questa volta ci dispiace perché avremmo preferito avere torto. Dieci giorni fa molti affermavano che il rischio di arrivo in Europa di questo coronavirus fosse minimo e invece è arrivato. Altri dicevano che il virus sarebbe rimasto circoscritto; al contrario si sta diffondendo in Cina, nonostante la quarantena più immensa che la storia dell’uomo ricordi. Abbiamo sempre detto che i numeri cinesi erano poco affidabili e che era meglio non fidarsi, ora è evidente a tutti che le cose stanno effettivamente così.
Il motivo per cui Medical Facts ci ha visto giusto, probabilmente, deriva da due elementi: il primo è il fatto che – essendo il nostro lavoro -, conosciamo bene l’argomento; il secondo è che siamo completamente liberi di dire tutto quello che ci pare e che riteniamo giusto dire. La nostra indipendenza è un valore importante che conserveremo.
Per questo, in tutta indipendenza, è necessario ribadire che la situazione merita tutta la nostra attenzione e non deve essere sottovalutata, però non ha nessun senso in questo momento evitare i cinesi, i ristoranti cinesi o i quartieri cinesi in Italia. L’unica cosa che deve essere evitata sono i viaggi in direzione della Cina, o in altre zone a rischio.

Meglio puntare su una diagnosi più rapida

Nel frattempo, la mia opinione è che dovremmo smettere di parlare di vaccini o farmaci antivirali: a meno di un colpo di fortuna inaspettato (sarebbe a dire un farmaco usato per altri scopi che funziona contro questo virus), dovremo affrontare questa epidemia senza questi aiuti.
Se io dovessi decidere dove intensificare gli sforzi della ricerca, farei di tutto per mettere a punto nel più breve tempo possibile un test molecolare per diagnosticare l’infezione che possa essere rapidissimo (ancora più rapido di quello attuale), facile da usare ed economico da produrre. Se riuscissimo ad averlo a disposizione in breve tempo (e secondo me è possibile), sarebbe un’arma fantastica per fare l’unica cosa fattibile in questo momento: ostacolare la diffusione del virus. Nel frattempo, dobbiamo usare senza ritardi e senza riserve tutto quello che abbiamo. Non consentire al virus di diffondersi in Italia (e più generalmente in Europa) è la priorità assoluta.
Roberto Burioni
(Nella foto la diffusione del coronavirus in una mappa elaborata dall’Università Johns Hopkins di Baltimora, Maryland, Usa)

 

Fonti:

https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6

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