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Sonno Bambini

L’importanza del sonno nei bambini: ansia, depressione e iperattività

Il sonno è fondamentale per tutti, grandi e piccini. Uno studio norvegese pubblicato su JAMA Network Open ha valutato la possibile correlazione fra un minor numero di ore di sonno e il rischio di alcuni disturbi emotivi e comportamentali. Leggetene i risultati su Medical Facts.

Chi ha dei figli lo sa: che tutte le notti dormano il giusto numero di ore è fondamentale. Gli insegnanti e il pediatra, giustamente, non perdono occasione per ricordarlo. Non sono necessari studi approfonditi per arrivare a conclusioni per cui basta solo la propria esperienza: il bimbo che dorme poco sarà poco concentrato e sbadiglierà di più in classe la mattina successiva.  Tuttavia, sono sicuramente necessarie indagini più approfondite per studiare altri possibili effetti a lungo termine della deprivazione di sonno nei bambini e nei ragazzini. Alcuni studi osservazionali (ossia che si limitano all’osservazione di un certo fenomeno, senza intervenire con farmaci o altro su quanto osservato), hanno riportato che una riduzione delle ore di sonno può essere associata all’insorgenza, dopo qualche anno, di problemi inerenti alla sfera mentale, come ansia depressione.

La maggior parte di questi studi, però, si è basata su questionari di autovalutazione delle ore di sonno, che con molta facilità potrebbero portare con sé errori causati da una falsa percezione: sappiamo bene, infatti, che c’è chi è convinto di dormire pochissimo e invece rimane abbandonato nelle braccia di Morfeo per molte ore e viceversa. Insomma, per arrivare con certezza a un’associazione diretta servono parametri oggettivi, che possano essere messi in correlazione con l’eventuale insorgenza di disturbi comportamentali ed emozionali. E proprio questo è stato fatto da un gruppo di ricercatori norvegesi, che hanno recentemente pubblicato i risultati del proprio studio su JAMA Network Open, confermando quanto emergeva dagli studi precedenti..

Uno studio recente

Lo studio è stato condotto su 799 ragazzi nati nel 2003 e nel 2004 e seguiti nel tempo, ogni due anni, dai 4 ai 12 anni di età. La durata del sonno è stata misurata mediante l’utilizzo, giorno e notte per una settimana intera, di un “accelerometro”, ossia un piccolo strumento in grado di misurare i movimenti e che quindi dà un’idea oggettiva di come si dorme. I dati oggettivi sul sonno sono stati correlati alla presenza di sintomi della sfera emozionale (ansia e depressione), e comportamentale (iperattività e deficit di attenzione). Dallo studio emerge come la deprivazione del sonno in bimbi di 6 e 8 anni di età può facilitare l’insorgenza di disturbi come ansia e depressione nei due anni successivi, come anche di disturbi comportamentali, questi ultimi soprattutto nei bambini rispetto alle bambine.

Sicuramente saranno necessari ulteriori studi, ma il messaggio è chiaro: dormire per gli adulti, ma più ancora per i bambini, è fondamentale e le conseguenze di una deprivazione del sonno potrebbero non essere per nulla banali.

Il pericolo dello smartphone

In un recente report della Società Italiana di Pediatria viene sottolineato che l’uso dello smartphone prima di dormire ha un impatto negativo: disturba, infatti, il ritmo sonno-veglia, causa eccitazione e aumenta le difficoltà di addormentamento. Si stima che, a causa dell’uso dello smartphone prima di dormire, si perdano fino a sei ore e mezzo di sonno durante la settimana scolastica.

E non solo: dal report viene fuori che un utilizzo di cinque ore o più degli smartphone o di altri dispositivi durante il giorno aumenta il rischio di perdere ore di sonno rispetto a chi li usa solo un’ora al giorno. Lo smartphone non è l’unica causa della deprivazione di sonno fra i bambini, ma gioca certamente un ruolo considerevole. La Società Italiana di Pediatria, a tal proposito, dà raccomandazioni precise, a partire dall’importanza di parlare con i propri figli, per spiegare loro cosa voglia dire un utilizzo positivo e intelligente degli smartphone, dei tablet e dei computer, e stabilendo limiti e regole chiare. E anche limitando, per primi, l’uso dei telefoni per esempio quando si è a tavola o in famiglia. Insomma, dando loro il buon esempio.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Bror M. Ranum, et al. Association Between Objectively Measured Sleep Duration and Symptoms of Psychiatric Disorders in Middle Childhood. JAMA Network Open. 2019;2(12):e1918281.

https://www.sip.it/wp-content/uploads/2019/05/2019-05-29-Smartphone-e-adolescenti_position-statement-def.pdf

 

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