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Ernia Inguinale

Cosa fare se si è affetti da ernia inguinale

Oggi il secondo appuntamento dedicato da Medical Facts a questo comune problema d’interesse chirurgico. Tutte le ernie inguinali devono essere trattate? Scopriamolo insieme.

Dopo aver descritto le caratteristiche generali di un’ernia inguinale, oggi passiamo a valutare come gestirla sia per prevenirne le complicanze che per risolvere il problema. La più semplice e scontata indicazione da dare è quella di limitare le attività pesanti che causano dolore o fastidio a livello inguinale. Va comunque sottolineato che un’ernia inguinale non migliorerà o scomparirà se non trattata. Anzi, la tendenza è quella di aumentare di dimensioni nel corso degli anni. L’unico vero trattamento efficace è l’intervento chirurgico, per il quale esistono numerose tecniche e differenti approcci.

Tutte le ernie inguinali vanno operate?

La riparazione dell’ernia non costituisce (salvo rari casi che tratteremo più avanti), un’urgenza chirurgica. La decisione se eseguire o meno l’intervento chirurgico dipende dal tipo di ernia e dalla quantità di dolore o fastidio che provoca durante lo svolgimento delle attività quotidiane: vi è un’indicazione a eseguire l’intervento se l’ernia provoca dolore o fastidio, e in tutti i casi in cui a essa consegue una limitazione delle attività quotidiane o se influenza la qualità di vita.

Nei casi in cui l’ernia non sia dolente, non causi fastidio o limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane e presenti un basso rischio di complicarsi, il medico può decidere, in accordo con il paziente, di non proporre un intervento chirurgico ma semplicemente di osservare l’evoluzione dell’ernia.

L’ernia inguinale in alcuni casi può “complicarsi”, ovvero modificarsi in maniera acuta e diventare un’urgenza chirurgica. Una possibile complicanza dell’ernia è costituita dall’“incarceramento”. L’incarceramento erniario è una condizione in cui l’intestino si blocca all’interno dell’ernia al punto da non poter più essere riportato agevolmente in addome. A esso può associarsi l’“intasamento”, ovvero il blocco del transito del materiale contenuto all’interno dell’intestino coinvolto. In casi più gravi, si può avere il cosiddetto “strozzamento”, caratterizzato dall’interruzione del flusso di sangue al tratto di intestino coinvolto.

Tali complicanze sono di solito facilmente riconoscibili dal paziente stesso, che si accorge che l’ernia, un tempo riducibile in addome, all’improvviso non lo è più e “resta bloccata all’esterno”. In caso di strozzamento dell’ernia si configura un quadro di urgenza chirurgica a tutti gli effetti, con dolore acutissimo e intenso che deve condurre il paziente dal medico in brevissimo tempo. La conseguenza dello strozzamento erniario, in caso di mancato o ritardato intervento chirurgico, può essere la necrosi (ovvero la “morte”) di un tratto d’intestino più o meno lungo, che potrebbe dover essere rimosso nei casi più gravi.

Come si ripara chirurgicamente un’ernia inguinale

La riparazione dell’ernia presenta numerosissime varianti tecniche. Schematicamente, esistono due varianti tecniche maggiori, ovvero la riparazione con o senza materiale di rinforzo (“protesi”), e due approcci tecnici: l’approccio chirurgico tradizionale con il taglio inguinalee l’approccio laparoscopico, che prevede la realizzazione dell’intervento attraverso tre piccoli buchi a livello dell’addome.

La riparazione senza protesi è ormai poco realizzata, se non nei casi in cui è controindicato il posizionamento di materiale protesico, perché è dimostrato che la riparazione senza protesi è meno efficace ed espone maggiormente al rischio di recidive (ovvero il ritorno dell’ernia nella stessa sede). Le Società Scientifiche internazionali che si occupano di rilasciare Linee Guida, ovvero un sorta di regole di comportamento generali per i medici riguardo a varie patologie, sono concordi nel ritenere che la riparazione dell’ernia inguinale è più efficace se effettuata con posizionamento di protesi. La protesi è una retina di differenti materiali simili a plastica, compatibile con i tessuti umani, che viene posizionata dal chirurgo a livello del canale inguinale, per rendere la riparazione più solida. Nel giro di qualche settimana la protesi viene ricoperta da una sorta di “cicatrice” prodotta dal corpo, che diviene con il tempo molto solida. Questo fenomeno spiega perché viene sconsigliato di svolgere attività pesanti nei primi giorni dopo l’intervento. In generale, una volta riparata l’ernia e passato il periodo in cui le attività vanno limitate, possono essere svolte con sicurezza tutte le attività, anche quelle pesanti.

La riparazione con tecnica chirurgica tradizionale viene praticata attraverso un’incisione inguinale e può essere realizzata in anestesia locale o in anestesia generale. Solitamente, tale tipo d’intervento richiede il ricovero in ospedale per qualche ora, con ritorno a domicilio la sera stessa dell’intervento. Poco dopo l’intervento il paziente può alzarsi e camminare senza problemi, ma vanno evitate per i primi tempi le attività pesanti.

La riparazione laparoscopica prevede l’accesso alla cavità addominale attraverso tre piccoli buchi, attraverso i quali s’introducono gli strumenti chirurgici e una telecamera apposita che permette di seguire l’intervento su uno schermo. L’intervento laparoscopico va eseguito necessariamente in anestesia generale e solitamente permette un recupero postoperatorio ancora più rapido.

Questi ultimi aspetti saranno discussi col paziente e, alla luce del quadro clinico, si opterà per l’intervento più adatto al singolo caso. Ormai si tratta davvero d’interventi di “routine” con ottimi risultati, soprattutto quando non si interviene in emergenza, come per le complicanze di cui abbiamo parlato. L’invito che, da chirurgo, vi faccio è, però, quello di non trascurare questo “banale” problema sin dalla sua comparsa. Proprio perché vogliamo che, non complicandosi, resti tale.

 

Enrico Facchiano

 

Fonti:

HerniaSurge group. International guidelines for groin hernia management. Hernia 2018 Feb;22(1):1-165.

Hewitt DB. Groin hernia. JAMA. 2017 Jun 27;317(24):2560.

Hewitt DB, Chojnacki K. Groin hernia repair by open surgery. JAMA. 2017 Aug 22;318(8):764.

Hewitt DB, Chojnacki K. Laparoscopic groin hernia repair. JAMA. 2017 Oct 3;318(13):1294.

 

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