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Virus Influenzali: Il Punto Sulla Stagione Appena Iniziata

Virus influenzali: il punto sulla stagione appena iniziata

Sono stati resi disponibili i primi dati europei sulla stagione influenzale appena iniziata. Eccone i punti salienti.

La stagione invernale si associa a un maggior rischio di infezioni respiratorie, a partire da quelle più pericolose: le infezioni causate dai virus influenzali. Per questo motivo a livello mondiale si segue, settimana dopo settimana, l’andamento e la diffusione dell’epidemia. Questo sia per studiare le caratteristiche dei virus che si stanno diffondendo, sia, ovviamente, per valutarne la pericolosità.

Le caratteristiche dei virus

Il primo aspetto si valuta studiando quanto i virus che stanno circolando nella popolazione siano diversi rispetto a quelli della stagione precedente e, cosa ancora più importante, quanto lo siano rispetto a quelli usati per mettere a punto il vaccino stagionale.

I lettori di Medical Facts probabilmente ricorderanno come i virus influenzali cambino continuamente aspetto. Hanno, infatti, la caratteristica di modificare con estrema facilità le proprie proteine. Questo cambiamento rende spesso inefficaci le difese immunitarie derivanti da precedenti infezioni. In parole più semplici: è proprio questo meccanismo (chiamato “deriva antigenica”), che fa sì che l’influenza possa essere contratta più volte nell’arco della vita, a differenza di altre infezioni.

Questo cambiamento, inoltre, rende molto difficile la vita a chi deve preparare i vaccini anti-influenzali: non è sempre semplice “scegliere” i virus da usare, proprio perché non è facile prevedere quali di essi circoleranno. Ci si aiuta, quindi, considerando i virus che sono circolati nei mesi precedenti. In particolar modo nell’emisfero opposto a quello in cui si vive, sfruttando il fatto che le stagioni sono invertite. In altre parole, nel nostro emisfero si tiene conto sia dei virus circolati l’inverno precedente qui da noi, sia di quelli circolati durante la nostra estate, ovvero durante l’inverno nell’Emisfero Australe (Sud America, Sud del Continente Africano, Australia, Nuova Zelanda).

I primi aggiornamenti

Quali sono i primi aggiornamenti che ci fornisce a tal proposito l’European Center for Disease Prevention and Control (ECDC)? Prima di tutto, che i virus che stanno circolando sono simili ai quattro contenuti nel cosiddetto “vaccino quadrivalente. Buona notizia. Attenzione, però: già si iniziano a evidenziare differenze rispetto a quelli usati. Potrebbe questo portare a un’efficacia minore del vaccino usato in questa stagione? Non possiamo ancora dirlo con certezza, ma la situazione dovrà essere strettamente monitorata.

Le caratteristiche cliniche

I primi dati ci dicono anche un’altra cosa: la stagione influenza le quest’anno è iniziata un po’ in anticipo, più o meno verso la metà del mese di novembre e questo rende ancora più difficile prevedere quando ci sarà il picco dell’epidemia. Sappiamo, inoltre, che i virus prevalenti sono l’A (H3N2) e il B/Victoria. Il primo è stato negli scorsi anni associato a serie complicanze e a un incremento di mortalità negli anziani: nel Regno Unito sembra già osservarsi un incremento nei casi di ospedalizzazione. È ancora presto per dire come l’epidemia andrà avanti, anche perché per ora – fortunatamente -, non si osservano aumenti significativi della mortalità fra gli anziani. Per l’Italia, gli unici dati finora disponibili sono quelli relativi alle “sindromi simil-influenzali” che stanno iniziando, come atteso, ad aumentare. Gli ospedali dovranno, però, farsi trovare pronti per quando ci sarà il picco di casi.

Cosa si può ancora fare

Il documento dell’ECDC ribadisce l’importanza della vaccinazione. Siamo al limite del tempo massimo, ma sia le categorie a rischio delle complicanze più gravi (chi ha più di 65 anni, bimbi con con più di 6 mesi e meno di 5 anni, chi è affetto da alcune patologie croniche, donne incinte), sia gli operatori sanitari che ancora non l’avessero fatto, devono essere spinti a vaccinarsi entro pochi giorni.

Altro aspetto importante per il controllo dell’epidemia è legato ai comportamenti di ognuno di noi. Il documento ribadisce  l’importanza di “auto-isolarsi”, ovvero di restare a casa, per chi è affetto da una possibile influenza. Questo è il modo migliore per riguardarsi e per evitare di diffondere ulteriormente l’infezione. Restano, poi, regole base come l’evitare il più possibile luoghi chiusi e affollati, evitare di tossire o starnutire senza coprirsi la bocca (meglio se con il braccio e non con la mano nuda) e, per l’appunto, lavarsi frequentemente le mani. Poche regole di buon senso che aiutano, ma non risolvono il problema alla radice.

Nel frattempo, però, molti ricercatori al mondo stanno in questo momento lavorando per mettere a punto un vaccino “universale”, più efficace di quelli “stagionali” che attualmente usiamo ogni anno. Questo non dimenticatelo mai. Questo non lo dimentichi mai chi governa. È l’augurio (utopico?) che faccio a tutti noi per il nuovo decennio che inizia.

 

Nicasio Mancini

 

Fonti:

https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/influenza-situation-assessment-18-December-2019.pdf

https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/communicable-disease-threats-report-21-dec-2019-PUBLIC.pdf

https://old.iss.it/site/RMI/influnet/pagine/rapportoInflunet.aspx

 

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