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Mal Di Schiena Acuto: Cosa Fare?

Mal di schiena acuto: cosa fare?

Il periodo delle Feste invita a rilassarsi, ma anche a occuparsi di quei “lavoretti” che abbiamo lasciato in sospeso per mancanza di tempo. Attenzione, però, agli sforzi inopportuni: il mal di schiena può essere dietro l’angolo. Facciamo chiarezza su un argomento ricco di luoghi comuni e credenze popolari.

Il cosiddetto “mal di schiena” è senza dubbio tra le problematiche più diffuse in ambito muscolo-scheletrico. Si stima, infatti, che l’85% delle persone ne soffra almeno una volta nella vita. L’adozione di strategie efficaci nella gestione del mal di schiena gioca un ruolo importante per ridurne l’impatto economico sul Sistema Sanitario Nazionale e per migliorare la qualità di vita delle persone. Spesso c’è una gran confusione sulla gestione del mal di schiena, sugli specialisti a cui rivolgersi, sugli esami da fare e sui trattamenti da intraprendere. Le linee guida sul mal di schiena spiegano passo dopo passo cosa fare.

Prima di tutto: una corretta diagnosi

In caso di mal di schiena acuto, è opportuno rivolgersi al proprio medico di base che, dopo un’attenta anamnesi, un accurato esame clinico ed opportuni accertamenti, potrà classificare il mal di schiena di cui soffrite in una delle tre seguenti categorie: lombalgia aspecificaradicolopatia (per esempio da ernia del disco, come nel caso della cosiddetta “sciatica”), lombalgia specifica (fratture vertebrali, restringimenti del canale vertebrale e altro).

Non sempre si tratta di ernia del disco, anzi…quasi mai!

Nel 95% dei casi siamo in presenza di “lombalgia aspecifica”, ossia quel tipo di mal di schiena non attribuibile a una precisa causa. In questo caso il dolore è localizzato nella zona lombare e si può irradiare ai glutei o sulla coscia (anteriormente o posteriormente), ma non scende al di sotto del ginocchio. Tutte le linee guida raccomandano di NON eseguire esami radiologici in caso di lombalgia aspecifica dal momento che questi non sono necessari per impostare il corretto percorso terapeutico. La lombalgia aspecifica ha infatti un decorso benigno e si risolve nell’arco di 4-6 settimane se trattata correttamente.

Quando eseguire un esame radiologico

L’esecuzione di esami radiologici è indicata, invece, in presenza di lombalgia associata a radicolopatia/sciatica (con sintomatologia dolorosa che si irradia al di sotto del ginocchio), o di altri deficit neurologici (perdita di forza e/o alterazioni di sensibilità all’arto inferiore), in caso di dolore infiammatorio (cioè che migliora col movimento e si scatena con il riposo, come ad esempio nel caso di alcune patologie reumatologiche) e in caso di traumi importanti per escludere la presenza di fratture vertebrali.

Tali condizioni tuttavia rappresentano solo il 5% dei casi di lombalgia. In questi casi, o in assenza di miglioramenti dopo 4-6 settimane, il medico di base indirizzerà il paziente dal medico specialista (neurochirurgo, ortopedico, reumatologo, fisiatra), per valutare la necessità di trattamenti diversi da quello riabilitativo.

Qual è il trattamento più indicato in caso di lombalgia aspecifica?

Contrariamente alle credenze popolari, le evidenze scientifiche raccomandano di evitare il riposo a letto in caso di mal di schiena acuto aspecifico e suggeriscono che restare attivi svolgendo le normali attività quotidiane (compatibilmente con l’intensità del dolore), concorra al miglioramento della sintomatologia dolorosa e all’incremento del livello di attività sia nel breve (3-4 settimane), che nel medio-lungo periodo (12 settimane). L’educazione del paziente al mantenimento di un livello minimo di attività rappresenta a oggi il trattamento di prima linea nella gestione del mal di schiena aspecifico.

Il medico di base o il medico specialista valuteranno inoltre la necessità di prescrivere la terapia farmacologica, che sarà personalizzata sulla base della storia clinica del paziente, dell’intensità e durata dei sintomi. Queste due figure potranno, infine, indirizzarvi da un fisioterapista per individuare le altre componenti chiave del percorso terapeutico. Il ricorso alle tecniche di terapia manuale (mobilizzazioni e manipolazioni spinali), e di massoterapia (massaggi terapeutici), può essere utile nella gestione della sintomatologia, mentre il ricorso all’esercizio terapeutico con un programma da svolgere anche a casa, aiuterà a riprendere progressivamente tutte le attività svolte in precedenza dal paziente e a evitare il fenomeno di cronicizzazione del mal di schiena. Il programma riabilitativo deve essere sempre personalizzato sulla base della valutazione e delle esigenze del paziente e adattato in base all’andamento della sintomatologia.

 

Mariano Gemma

Fisioterapista

 

Fonti:

Nadine E Foster, Johannes R Anema, Dan Cherkin, Roger Chou, Steven P Cohen, Douglas P Gross, Paulo H Ferreira, Julie M Fritz, Bart W Koes, Wilco Peul, Judith A Turner, Chris G Maher, on behalf of the Lancet Low Back Pain Series Working Group. Prevention and treatment of low back pain: evidence, challenges, and promising directions. Lancet 2018; 391: 2368–83.

Crystian B. Oliveira, Chris G. Maher, Rafael Z. Pinto, Adrian C. Traeger, ChungWei Christine Lin, JeanFrançois Chenot, Maurits van Tulder, Bart W. Koes. Clinical practice guidelines for the management of nonspecific low back pain in primary care: an updated overview. European Spine Journal (2018) 27:2791–2803.

Dahm KT, Brurberg KG, Jamtvedt G, Hagen KB. Advice to rest in bed versus advice to stay active for acute low-back pain and sciatica. Cochrane Database of Systematic Reviews 2010, Issue 6. Art. No.: CD007612.

Humaira Lateef, Deepak Patel. What is the role of imaging in acute low back pain? Curr Rev Musculoskelet Med (2009) 2:69–73.

 

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