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L’uso Del Defibrillatore Nell’arresto Cardiaco: Meno Attesa, Più Vita

L’uso del defibrillatore nell’arresto cardiaco: meno attesa, più vita

Un recente studio giapponese valuta l’utilità dei defibrillatori posti in luoghi pubblici. Perché ci sono ritardi che non possono essere sopportati.

Ogni anno in Europa circa 400 mila persone sono colpite da un arresto cardiaco. Come dice la parola stessa, l’arresto cardiaco indica il momento in cui il cuore non riesce più a funzionare efficacemente come una pompa e, di conseguenza, si ferma la circolazione del sangue, indispensabile per mantenere in vita gli organi e i tessuti del nostro corpo. In alcuni casi può essere preceduto da sintomi, come dolore toracico o difficoltà respiratorie, ma spesso non dà alcun segno premonitore e avviene improvvisamente. Proprio per questo l’arresto cardiaco improvviso può colpire le persone ovunque e in ogni situazione: per strada, al centro commerciale, al lavoro o a casa propria.

L’importanza di un rapido soccorso

Si conta che in circa il 70% dei casi l’arresto cardiaco avvenga in situazioni nelle quali è presente qualcuno (per esempio un passante), che potrebbe prestare il proprio soccorso iniziando la rianimazione cardio-polmonare (il cosiddetto massaggio cardiaco, per intenderci). Questo, però, succede solo nel 15% dei casi,mentre la maggior parte delle volte il soccorso viene iniziato tardi, con l’arrivo dell’ambulanza. È importante ricordare quanto le manovre rianimatorie iniziate tempestivamente siano fondamentali: raddoppiano, se non triplicano, le possibilità di farcela. Inoltre, numerosi studi ci dicono che queste possibilità aumentano ulteriormente se viene utilizzato subito, senza attendere l’arrivo dell’ambulanza, il defibrillatore.

L’importanza del defibrillatore

Tutte le società scientifiche che si occupano di rianimazione cardio-polmonare, infatti, da qualche anno raccomandano fortemente che i defibrillatori automatici siano presenti e accessibili nei luoghi pubblici. Questi dispositivi salvavita, estremamente facili da usare anche dai non addetti ai lavori, analizzano automaticamente il ritmo cardiaco (ovvero il numero di battiti e la loro sequenza) del paziente e valutano se è necessaria o meno una scarica elettrica per ripristinare la funzionalità cardiaca. La sopravvivenza, infatti, aumenta considerevolmente anche quando il defibrillatore è utilizzato da personale non sanitario. Nonostante questo, però, l’utilizzo di questo strumento da parte della popolazione nei luoghi pubblici rimane ancora bassissimo.

Un nuovo studio

Recentemente, sulla rivista scientifica The Lancet è stato pubblicato uno studio che ci mostra ancora una volta quanto sia importante utilizzare precocemente il defibrillatore se ci si trova davanti a una persona che ha avuto un arresto cardiaco. Sono stati studiati circa 30 mila episodi di arresto cardiaco nell’arco di 10 anni, e se ne sono valutati gli esiti in chi è stato prontamente soccorso con un defibrillatore prima dell’arrivo dell’ambulanza e chi, invece, ha dovuto attendere di più. Il risultato più rilevante è che chi era stato soccorso immediatamente con un defibrillatore aveva avuto una maggiore probabilità di sopravvivere e un minor rischio di andare incontro a conseguenze cerebrali, causate dal blocco del cuore.

Una nuova iniziativa

Questi dati sicuramente rafforzano ulteriormente le evidenze già esistenti sull’importanza della diffusione e dell’accessibilità sul territorio dei defibrillatori automatici. In Italia, per aumentare la sensibilizzazione e la formazione delle persone sull’uso dei defibrillatori e sulla rianimazione cardio-polmonare, da qualche anno esiste un’iniziativa, “Viva!”, proposta e portata avanti dalla società scientifica Italian Resuscitation Council. Il suo scopo è proprio quello di sensibilizzare la popolazione su questi temi e diffondere la conoscenza delle manovre cardio-respiratorie e dell’utilizzo dei defibrillatori automatici da parte di tutti.

Qualcosa si sta muovendo anche dal punto di vista politico-legislativo, ma sicuramente molto è ancora da fare. Nella catena della sopravvivenza il tempo è fondamentale e gli interventi per il soccorso devono avvenire il più precocemente possibile: speriamo, quindi, che le Istituzioni lavorino con le società scientifiche e tutti gli attori coinvolti in modo che i defibrillatori siano sempre più accessibili e le persone sempre più sensibilizzate e formate ad utilizzarli.

Il ritardo di un treno causa sicuramente fastidi, che sono, però, il più delle volte risolvibili. Il ritardo nei soccorsi purtroppo no. Teniamolo a mente.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Aung Myat, Andreas Baumbach. Public-access defibrillation: a call to shock. The Lancet. Vol 394 December 21/28, 2019

Nakashima T. et al. Public-access defibrillation and neurological outcomes in patients with out-of-hospital cardiac arrest in Japan: a population-based cohort study. The Lancet. Vol 394 December 21/28, 2019

Italian Resuscitation Council

 

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