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Ictus Ischemico E Livelli Di Colesterolo, Ecco Qual è Il Valore Corretto

Ictus ischemico e livelli di colesterolo, ecco qual è il valore corretto

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Quali devono essere i livelli massimi di colesterolo per minimizzare il rischio di ictus? Il dibattito è ancora aperto anche su Medical Facts.

Su Medical Facts vi abbiamo recentemente parlato dell’importanza della cosiddetta prevenzione secondaria dopo una malattia cardiovascolare come infarto o ictus, ossia delle misure terapeutiche e comportamentali da mettere in atto al fine di prevenire l’insorgenza di un secondo episodio. Una di queste misure interessa i livelli di colesterolo nel sangue, noto fattore di rischio cardiovascolare, che è importante tenere al di sotto di un certo valore.

Qual è il valore di riferimento

Sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine ci s’interroga proprio sulla questione. In particolare lo si fa riferendosi all’ictus ischemico causato dall’aterosclerosi, patologia caratterizzata da un indurimento delle pareti dei vasi arteriosi per la presenza di vere e proprie placche di grassi che possono portare all’ostruzione parziale o totale del flusso del sangue.

Nell’articolo viene descritto un recente studio che valuta se, dopo un ictus ischemico da ateriosclerosi, sia più vantaggioso tenere i livelli di colesterolo LDL (ossia quello “cattivo”), al di sotto dei 70 milligrammi rispetto a una soglia un po’ più alta (compresa fra i 90 e i 110 milligrammi per decilitro). I risultati mostrano come le persone appartenenti al primo gruppo (quello dei 70 milligrammi per decilitro), abbiano avuto un rischio del 25% più basso di sviluppare un altro ictus o infarto rispetto al secondo gruppo.

L’argomento rimane, però, dibattuto per molti motivi. Per esempio, è corretto che venga preso in considerazione solo il colesterolo LDL? O ancora: in altri studi si è visto che una terapia aggressiva con statine potrebbe aumentare la probabilità di avere un altro tipo di ictus, quello emorragico (ovvero, legato, non all’ostruzione ma alla rottura di un vaso), ma negli ultimi studi condotti sembra che tale rischio non sia in realtà aumentato significativamente. Però, anche in questo caso, sarà necessario studiare ulteriormente la questione per allungare le estremità di una coperta che, per ora, è ancora un po’ corta in questo ambito.

Insomma, le ultime evidenze concordano sul fatto che la terapia con statine e il mantenimento dei livelli di colesterolo LDL al di sotto del valore di 70 milligrammi per decilitro, dopo un ictus ischemico su base aterosclerotica, riducano il rischio di avere un secondo episodio di malattia cardiovascolare. Come abbiamo visto, però, rimangono aperte ancora molte questioni. In ogni caso, è bene seguire attentamente i consigli del proprio medico rispetto alle terapie da mettere in atto in prevenzione secondaria. E poi, ovviamente, tenere a mente i principi di vita sana ed eliminazione dei fattori di rischio cardiovascolare (come la cessazione del fumo di sigaretta, la dieta equilibrata e l’attività fisica), che non smetteremo mai di ricordarvi.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Amarenco P., et al. A Comparison of Two LDL Cholesterol Targets after Ischemic Stroke. The New England Journal of Medicine. November 2019.

Wechsler L.R. Statins and Stroke — It’s Complicated. The New England Journal of Medicine. November 2019

 

 

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