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Una Nuova Molecola Antibiotica All’orizzonte

Una nuova molecola antibiotica all’orizzonte

La rivista Nature ha appena anticipato sul suo sito l’uscita di un articolo che descrive l’identificazione di una nuova molecola antibiotica.

L’identificazione di una nuova molecola antibiotica, ancor di più perché attiva sui cosiddetti batteri “gram-negativi”, è sicuramente un’ottima notizia. Soprattutto se consideriamo il momento che stiamo vivendo in termini di diffusione delle resistenza agli antibiotici. Non facciamoci, però, prendere da facili entusiasmi per tutta una serie di motivi che cercheremo di spiegarvi in questo articolo.

Cosa sono i batteri gram-negativi

I batteri gram-negativi sono batteri caratterizzati dalla presenza di una struttura esterna, chiamata per l’appunto membrana citoplasmatica esterna, che li circonda completamente. Questa struttura rende molto problematico l’ingresso in questi batteri di molti degli antibiotici che abbiamo a disposizione. In altre parole, molti antibiotici non sono efficaci contro i batteri gram-negativi semplicemente perché non riescono a entrare al loro interno. A questa caratteristica naturale vanno, poi, aggiunti i meccanismi di resistenza che questi batteri possono acquisire a seguito dell’errato uso che spesso si fa degli antibiotici (argomento più volte affrontato da Medical Facts).

Un esempio di batterio gram-negativo è l’Escherichia coli, di cui probabilmente conoscete la capacità di causare infezioni delle vie urinarie, come la cistite. Insieme ad altri  gram-negativi (Pseudomonas aeruginosa, Klebsiella pneumoniae solo per citarne altri due), lEscherichia coli occupa, per l’appunto, le prime posizioni fra i batteri che spesso non rispondono alla terapia antibiotica. E le infezioni causate non sono sempre cistiti; spesso, ahimè, sono infezioni ben più severe.

Una nuova molecola

È proprio questo il motivo per cui è ottima la notizia che ci arriva dalle pagine online della prestigiosa rivista Nature. Un gruppo multinazionale di ricercatori ha, infatti, identificato una nuova molecola con attività antibiotica specifica proprio sui batteri gram-negativi. Questa molecola, “battezzata” col nome di  darobactina, è stata isolata dall’intestino di un verme che infetta le larve di alcuni insetti. Per identificare nuovi antibiotici si fa anche questo.

La darobactina agisce proprio interferendo con il meccanismo di organizzazione strutturale della membrana citoplasmaticaesterna, e ha dimostrato una notevole efficacia in animali infettati anche da batteri multiresistenti ad altri antibiotici. La cosa che rende potenzialmente ancora più interessante questa molecola è che essa sembra (il dubitativo è d’obbligo) avere un’attività ridotta nei confronti di altri batteri gram-negativi che popolano il nostro intestino e che svolgono, invece, una funzione protettiva per la nostra salute.

Estrema cautela

Dicevamo che, nonostante la notizia sia davvero buona e la molecola abbia caratteristiche interessanti, non possiamo fare salti di gioia. Per quale motivo?

Prima di tutto, vi sarete sicuramente accorti che nella descrizione della molecola non ho parlato della sua attività sull’uomo, ovvero sui pazienti. Non l’ho fatto, perché i dati presentati si riferiscono solo alla sua caratterizzazione in laboratorio e in modelli d’infezione in animali da esperimento. Questa è la procedura che segue l’identificazione e la caratterizzazione di un potenziale farmaco: si parte prima dalla comprensione della sua attività e della sua sicurezza e, solo in un secondo momento e attraverso varie fasi di sperimentazione sempre più rigide, si passa all’uomo. Non possiamo fare salti di gioia, quindi, perché ci troviamo ancora in una fase molto preliminare di sviluppo. Sarebbe un po’ come esultare dopo i primi due chilometri di una maratona.

C’è anche un altro motivo che impone cautela, atteso per chi studia questi argomenti, che si deduce chiaramente dalla lettura dell’articolo. I ricercatori che l’hanno identificata sono già “riusciti” a produrre in laboratorio o, per meglio dire, a selezionare batteri resistenti alla darobactina. Ripeto: nessuna sorpresa. Abbiamo più volte accennato su queste pagine all’estrema adattabilità dei batteri stessi. Alla loro capacità di modificare alcune proprie caratteristiche per continuare a replicare pur in presenza di quantità potenzialmente efficaci di un antibiotico. Nella corsa contro i batteri siamo destinati a restare sempre indietro: possiamo solo organizzarci al meglio per limitare i danni.

Da questa storia, allo stato attuale, ritengo che il messaggio che tutti noi dobbiamo portare a casa è semplice e diretto: per sfruttare al meglio possibili antibiotici futuri, come la darobactina, è fondamentale usare al meglio gli antibiotici che abbiamo già a disposizione. Solo così, infatti, potremmo usare le nuove molecole con raziocinio e non forzati dalla mancanza di alternative. Avanti quindi! Ma, usando parole non mie, facciamolo «Con juicio!»

 

Nicasio Mancini

 

Fonti:

https://www.nature.com/articles/s41586-019-1791-1

 

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