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Il Diabete Ha Complicanze Pericolose, Ma C’è Un’arma Efficace: La Prevenzione

Il diabete ha complicanze pericolose, ma c’è un’arma efficace: la prevenzione

Torniamo a parlare di questa malattia, nota già duemila anni fa, e questa volta vi raccontiamo del “kit” per prevenirne le complicanze.

Il medico che verosimilmente utilizzò per primo il termine “diabete” fu il greco Areteo di Cappadocia, nel 150 d.C., il quale lo descriveva come una malattia terribile, non molto frequente, che portava il malato a non smettere mai di urinare e ad avere una sete irrefrenabile. Continuava dicendo che questa malattia si associava a una sopravvivenza breve, sofferta e dolorosa. Rispetto al 150 d.C. sono passati quasi duemila anni e possiamo dire che ci sono almeno due differenze fondamentali: oggi il diabete non è affatto poco frequente e la vita di chi ne è affetto, se ci si impegna, non è affatto breve, sofferta e dolorosa.

I dati

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, in Italia nel 2016 le persone affette da diabete erano 3,2 milioni e, negli ultimi trent’anni, la sua diffusione è quasi raddoppiata (dal 2,9% della popolazione nazionale nel 1980 al 5,3% nel 2016). Inoltre, la mortalità si è ridotta del 20% nell’ultimo decennio, soprattutto quella per ictus e infarto, e le complicanze maggiori sono calate notevolmente.

Le complicanze

Il diabete può avere complicanze a breve e a lungo termine. Le prime possono essere legate all’iperglicemia o all’ipoglicemia, insorgono acutamente e possono mettere in pericolo, nell’immediato, la vita del soggetto. Le complicanze a lungo termine, invece, sono quelle croniche che s’instaurano subdolamente, poco per volta, e possono davvero essere minimizzate attraverso una buona gestione della malattia. Possono colpire diversi organi.

Per esempio, le persone diabetiche hanno un rischio raddoppiato d’infarto miocardico o ictus. Possono, poi, essere danneggiati i vasi sanguigni che irrorano la retina, la parte dell’occhio che ci permette di inviare i segnali visivi al cervello e quindi di vedere, con il rischio di cecità. Inoltre, gli alti livelli di zucchero nel sangue possono danneggiare i reni fino a un’insufficienza renale cronica oppure i nervi, con lo sviluppo di una neuropatia che porta a dolore e riduzione della sensibilità. I danni ai nervi e ai piccoli vasi che irrorano gli arti inferiori, specialmente i piedi, possono portare alla temutissima complicanza del piede diabetico caratterizzato da ulcerazioni e necrosi che possono portare a gravi infezioni difficili da trattare, fino alla necessità di amputazione.

Il kit della prevenzione

La chiave per prevenire o ritardare il più possibile le complicanze del diabete sta, soprattutto, negli stili di vita. Il Centers for Disease Control and Prevention statunitense ha pubblicato un vero e proprio kit per la prevenzione, il cui cardine è la messa in atto di comportamenti salutari. Dal seguire una dieta corretta all’essere fisicamente attivi per almeno 150 minuti alla settimana, al perdere almeno il 5-7% del peso corporeo se si è sovrappeso. E poi c’è l’ABCs: A, che sta per A1C, ossia l’emoglobina glicata, un esame del sangue da eseguire non meno di due volte all’anno per vedere se si ha un buon controllo della glicemia; B, che sta per “blood pressure” o pressione sanguigna, da monitorare regolarmente e tenere al di sotto dei livelli target (normalmente sotto i 140/90 ma, a seconda dei fattori di rischio, potrebbe esserci la necessità di tenerla più bassa, e per questo dovete consultare il vostro medico); C, ossia il controllo dei livelli di colesterolo nel sangue, da ridurre al di sotto di una certa soglia che il vostro medico vi dirà, anche qui, in base alla presenza o meno di altri fattori di rischio. La s finale, invece, sta per “Stop al fumo di sigaretta”.

La buona notizia è che le complicanze sono diminuite e le persone diabetiche possono avere una vita più lunga e sana, anche perché è cresciuta la consapevolezza di come gestire questa complicata patologia, cosa che aiuta molto a ridurre i fattori di rischio. Ma i risultati ottenuti in questi anni non ci devono far abbassare la guardia: le complicanze del diabete, come abbiamo spiegato, esistono e sono pericolose. Siamo, dunque, noi stessi a dover mettere in pista tutte le possibili strategie per prevenirle e per adottare stili di vita corretti. Tenendo conto che, nella gestione della patologia, non ci si deve sentire soli: è importante rivolgersi al proprio medico curante e fare i controlli necessari nei centri per la cura del diabete, dove si possono trovare medici, infermieri e dietisti esperti nella cura del diabete e, secondo le necessità di ogni persona, anche altri specialisti come il cardiologo, l’oculista, il nefrologo o il neurologo.

Ed è importante che le persone diabetiche vadano dal medico per controlli regolari, anche quando si sentono in pieno benessere, perché, come abbiamo detto, le complicanze si instaurano subdolamente durante gli anni, senza dare alcun segno prima della loro comparsa. Ruolo importante è quello svolto dai familiari di questi pazienti: il paziente diabetico non deve sentirsi solo e deve essere continuamente sollecitato, a partire dai familiari stessi, a prendersi cura di sé. Sappiamo, infatti, che le complicanze si possono prevenire e ritardare: è fondamentale, quindi, non tirarsi indietro.

 

Renata Gili

 

Fonti:

CDC – Centers for Disease Control and Prevention – www.cdc.gov

Istat – Istituto Nazionale di Statistica – www.istat.it

Società Italiana di Diabetologia – www.siditalia.it

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