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Quanto Ne Sanno Gli Operatori Sanitari Sugli Antibiotici?

Quanto ne sanno gli operatori sanitari sugli antibiotici?

Quali sono le cause della resistenza agli antibiotici? Una la evidenzia Medical Facts, riportando i risultati di un questionario con cui ognuno di voi potrà cimentarsi. È fondamentale che tutti conoscano questi concetti base. Anche chi non lavora in ambito sanitario.

In occasione della Giornata europea sull’uso consapevole degli antibiotici, lo scorso 18 novembre, l’ECDC (European Center of Disease Control and Prevention) ha pubblicato i risultati di un sondaggio effettuato su 18.365 operatori sanitari sulla percezione e la consapevolezza dei rischi correlati allo sviluppo delle resistenze agli antibiotici nei batteri. Come operatori sanitari erano inclusi, oltre ai medici, tutta una serie di altre figure professionali che includevano odontoiatri, infermieri, ausiliari, odontotecnici, igienisti dentali, farmacisti e altri come, per esempio, i ricercatori.  La valutazione prevedeva, fra le varie cose, anche di rispondere “vero” o “falso” a una serie di sette affermazioni riguardo gli antibiotici.

Ve le riporto integralmente per darvi un’idea della loro natura e per permettere a chi di voi lavora in ambito sanitario di potersi in qualche modo cimentare. Chi non lavora in questo settore, può ovviamente rispondere ugualmente.

Il test

Ecco le sette affermazioni: ricordatevi, basta solo dire se sono “vere” o “false”. Non vi darò ora le risposte ma riporterò soltanto la percentuale di chi ha risposto correttamente:

1) Gli antibiotici sono efficaci contro i virus (97,5% di risposte corrette)

2) Gli antibiotici sono efficaci contro il raffreddore e l’influenza (97%)

3) La somministrazione di antibiotici può avere effetti collaterali come diarrea, coliti o reazioni allergiche (96,5%)

4) L’uso di antibiotici quando non sono necessari contribuisce a renderli inefficaci (94%)

5) Individui sani possono essere portatori di batteri resistenti agli antibiotici (88,2%)

6) I batteri resistenti agli antibiotici possono essere trasmessi da persona a persona(86,9%)

7) Ogni persona trattata con antibiotici è a maggior rischio di sviluppare un’infezione da batteri resistenti (75%)

Come ve la siete cavata? Credetemi: questi sono davvero concetti base che chiunque lavori in modo più o meno diretto con gli  antibiotici dovrebbe conoscere. Mi spingo oltre: dovrebbero essere concetti chiari a tutti, visto che il problema della resistenza agli antibiotici interessa tutti in modo diretto. Visto che l’uso, o meglio l’abuso, che si fa degli antibiotici riguarda tutti.

I risultati

Quali sono stati i risultati? A livello europeo solo il 58% degli operatori sanitari coinvolti ha risposto correttamente. In Italia (e non siamo nemmeno gli ultimi), ha risposto correttamente solo il 50% degli intervistati. La percentuale ovviamente di sette risposte corrette varia molto a seconda delle categorie. Non meraviglia che chi si è comportato meglio sono i medici, ma lascia di stucco che solo il 68% di loro (di noi) abbia risposto correttamente. Pazzesco: sarebbe un po’ come se più di 3 arbitri di calcio su 10 non sapesse che è gol quando la palla ha superato interamente la linea di porta.

Tutto questo impone a tutti noi medici una profondissima autocritica. Ancora meglio: tutto questo impone a tutti noi docenti universitari in ambito sanitario una profonda revisione dell’importanza che diamo e che comunichiamo ai nostri studenti in merito ai vari argomenti affrontati nei corsi. Non possiamo meravigliarci che i livelli di antibiotico-resistenza siano ormai inaccettabili, se questa è la performance di noi operatori sanitari di fronte a prove così banali. Ne va davvero della nostra professionalità. Ne va davvero della fiducia che i pazienti hanno in noi. Ne va della salute di tutti.

 

Nicasio Mancini

 

Fonti:

https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/survey-of-healthcare-workers-knowledge-attitudes-behaviours-on-antibiotics.pdf

 

 

P.S. Quasi dimenticavo di darvi le risposte: 1.F; 2.F; 3.V; 4.V; 5.V; 6.V; 7.V. Possono essere un punto di partenza.

 

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