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Un Motivo In Più Per Vaccinarsi Contro Il Morbillo

Un motivo in più per vaccinarsi contro il morbillo

Oggi Medical Facts vi dà un motivo in più per vaccinare contro il morbillo i vostri bimbi: evitare altre infezioni.

Prima della disponibilità del vaccino anti-morbillo, praticamente ogni singolo bambino era infettato da questo virus. Il virus del morbillo ha davvero una contagiosità spaventosa che inizia, si badi bene, un paio di giorni prima rispetto alla comparsa delle tipiche manifestazione cutanee. In altre parole, il virus si trasmette con estrema efficienza per via respiratoria da soggetti che non hanno ancora i chiari segni dell’infezione. È quasi impossibile evitarlo.

Non solo gli effetti diretti del morbillo

La disponibilità del vaccino dalla fine degli anni ’60 (dal 1976 in Italia), ha determinato una drastica riduzione dei casi di morbillo. Il problema è che ancora oggi il morbillo è endemico in molte aree del pianeta con più di 7 milioni di casi e più di 100 mila morti ogni anno nel mondo. In poco meno di due anni i casi di morbillo sono quasi triplicati a causa della diminuzione dei soggetti vaccinati. In Italia sono 1.596 i casi finora registrati nel 2019, e in questa triste classifica siamo “battuti” solo dalla Romania e dalla Francia. Il rischio è che questo aumento di casi si associ anche a un aumento delle morti causate di questo virus.

Ma perché si muore di morbillo? Ci sono sostanzialmente due cause principali: la prima è l’effetto devastante diretto che il virus può avere su alcuni organi, e in particolare sui polmoni; l’altra è invece il rischio di andare incontro a infezioni da parte di altri microrganismi. Proprio così: il morbillo aumenta la probabilità di contrarre altre infezioni di origine sia batterica che virale. Dati epidemiologici già noti dimostrano, infatti, come la mortalità per le malattie infettive più disparate aumenta dopo un’epidemia di morbillo.

Perché il morbillo favorisce altre infezioni

Questo aspetto è ben noto da tempo. Ma perché succede? Questa è esattamente la domanda che si sono posti due gruppi di ricercatori che hanno recentemente pubblicato i risultati dei loro studi su due importantissime riviste scientifiche: Science e Science ImmunologyCome fare per rispondere? Chi studiare? Semplice: chi si è preso il morbillo non essendosi vaccinato. A tal proposito, entrambi i gruppi di ricercatori hanno rivolto la propria attenzione a un ben noto gruppo di bambini olandesi che per motivi religiosi non erano stati vaccinati. Questa comunità è andata incontro nel 2013 a una vera e propria epidemia di morbillo; di molti dei suoi componenti, inoltre, sono disponibili tutta una serie di campioni di sangue sia antecedenti che successivi  all’epidemia stessa.

Studio su bimbi non vaccinati

Uno dei due gruppi di ricercatori ha valutato i livelli di anticorpi diretti contro vari virus presenti in questi bambini prima e dopo l’epidemia. Con risultati sconvolgenti: i bambini erano inizialmente sanissimi con la presenza di anticorpi diretti contro i virus più disparati. Dopo l’infezione da morbillo, in media, il 20% di questi anticorpi non c’era più. Perso. Scomparso. In alcuni soggetti addirittura il 70% di queste importanti molecole che contribuiscono a difendere il nostro organismo non c’era più. Un vero e proprio colpo di spugna che cancellava, per mesi e forse per anni, una delle principali armi che permette al nostro organismo di difendersi in modo efficace da patogeni che abbiamo già incontrato. Una sorta di infernale macchina del tempo che ha riportato indietro di anni il sistema immune di questi bimbi, con il risultato di renderli più suscettibili a tutta una serie di infezioni che avevano già superato. L’altro gruppo di ricercatori ha spiegato anche le ragioni di questo: il virus distrugge direttamente i linfociti B cosiddetti “della memoria”, ovvero le cellule del nostro sistema immune che tengono traccia dei precedenti incontri con i vari microrganismi e, in caso di nuovo contatto, premettono di produrre rapidamente anticorpi protettivi. Un vero e proprio database di fondamentali informazioni che il virus del morbillo cancella in un attimo.

L’importanza dei gruppi di controllo

Ricordatevi che in uno studio è fondamentale scegliere bene i gruppi di controllo da usare per confrontare i dati osservati. Quale gruppo migliore di controllo in questo caso di altri bambini della stessa età, ma vaccinati contro il morbillo? La stessa analisi eseguita sui bimbi vaccinati ha dimostrato, non solo la presenza di anticorpi contro il morbillo (risultato ovviamente atteso), ma anche la presenza inalterata di anticorpi diretti contro gli altri virus studiati. In parole semplici, i soggetti vaccinati non solo erano protetti dal morbillo ma, non correndo il rischio di essere infettati da questo virus, conservavano la protezione anche nei confronti di altri agenti virali che avevano già incontrato nella propria vita. Questo dato è stato confermato anche dai risultati ottenuto sui pochi (molto pochi, solo il 6% del totale), bambini olandesi che, pur non essendo stati vaccinati, non avevano contratto il morbillo: in questi bimbi, infatti, il livello dei vari anticorpi non era variato. Ovviamente, però, questi bimbi non avevano anticorpi contro il morbillo non essendo stati infettati dal virus. Non è detto, quindi, che saranno altrettanto fortunati durante una nuova ondata epidemica.

È proprio, questo, il significato e l’importanza delle vaccinazioni. Permettere a noi e ai nostri bambini di non sfidare continuamente alla roulette russa tutta una serie di virus, a iniziare dal morbillo. A volte, ahimè, il colpo può partire e sono davvero dolori.

 

Nicasio Mancini

 

Fonti:

Science 366, 599–606 (2019) 1 November 2019

Science Immunology 4, eaay6125 (2019) 1 November 2019

https://www.ecdc.europa.eu/sites/default/files/documents/Communicable-disease-threats-report-9-nov-2019.pdf

 

 

 

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