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Ultime Indicazioni Sullo Svezzamento. Ritorno Alle Origini: Vale Il Tutto (o Quasi) E Subito

Ultime indicazioni sullo svezzamento. Ritorno alle origini: vale il tutto (o quasi) e subito

Come deve mangiare un neonato quando passa dal latte a un’alimentazione più varia? I pareri non sono del tutto concordanti. Oggi Medical Facts vi riporta le evidenze più recenti a riguardo.

Sullo svezzamento se ne sentono di tutti i colori, ma oggi vorremmo riportarvi le indicazioni emerse dagli ultimi studi.

La fisiologia dello svezzamento

Le nuove indicazioni sullo svezzamento sono un po’ un ritorno alle origini. Si vuole “demedicalizzare” questo atto di per sé fisiologico, che ogni bambino dovrebbe vivere in maniera naturale e che troppo spesso è stato affrontato quasi come una patologia.

Recentemente un autorevole ed esperto gruppo di lavoro dell’ASL Città di Torino formato dal Dipartimento Materno Infantile, dal Dipartimento della Prevenzione (SC Igiene degli Alimenti e Nutrizione e SSD Coordinamento e Piano Locale della Prevenzione) e dall’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza (Ospedale Infantile Regina Margherita), con grande impegno ha raccolto numerose fonti scientifiche per arrivare alla stesura di un documento, che a breve (si spera) verrà pubblicato riguardo il tema dello svezzamento.

La prima cosa che sottolinea è che lo svezzamento non è un atto medico, ma un processo fisiologico che deve essere supportato da informazioni corrette, che un genitore deve poter conoscere e sulle quali deve sentirsi sicuro. Entrando nello specifico, lo svezzamento inizia non prima della diciassettima e non dopo la ventiseiesima settimana di vita, tenendo conto che nei primi sei mesi si raccomanda l’allattamento al seno come unica fonte di nutrimento. I primi segnali arrivano dal lattante, che in questo periodo mostra la perdita del riflesso di estrusione (che fa tirare fuori la lingua quando si stimolano le labbra), spingendo così il cibo solido fuori dalla bocca, la capacità di star seduto senza aiuto, l’interesse verso quello che fanno i grandi a tavola e il coordinamento fra occhi, mani e bocca sufficienti a guardare il cibo, prenderlo e “assaggiarlo”. Inoltre il periodo coincide con una maturazione dell’intestino e del sistema immunitario, tali per cui il suo corpo diventa pronto per mangiare nuovi alimenti.

Come iniziare lo svezzamento

Da quali alimenti iniziare? Il problema di partenza riguarda la loro consistenza. Si parte con il cucchiaio, quindi alimenti cremosi, tritati e schiacciati, ma molti bimbi preferiscono mangiare da soli e allora gli si danno quei cibi afferrabili con una una presa a mano aperta: pasta di formato grande, pezzi grandi di pane oppure carne, frittate, pesce e verdure a strisce. Infine, assecondando i progressi del bambino, si passa a cibi che possono essere afferrati con una presa a pinza (tra le dita) e quindi si somministrano tutti gli alimenti a pezzetti.

Vi starete chiedendo: ma c’è un ordine da seguire? Devo escludere alcuni alimenti? Bene, dalla revisione della bibliografia riguardante questo tema, si arriva a dire che vale la regola del tutto e subito: qualunque alimento può essere somministrato dalle prime fasi dello svezzamento.

Evidenze sperimentali hanno dimostrato che il bambino a rischio di sviluppare allergia o celiachia non deve seguire uno schema di divezzamento diverso da quello della popolazione generale. Evitare o ritardare l’assunzione di alimenti allergizzanti non modifica l’incidenza di allergia, sia nei lattanti considerati ad aumentato rischio, sia in quelli non considerati tali. Anzi, alcuni autori sottolineano che l’introduzione tardiva potrebbe aumentare il rischio di sensibilizzazione, oltre che l’eliminazione di alcuni alimenti potrebbe avere importanti conseguenze nutrizionali. Come abbiamo, però, visto in un recente articolo su Medical Facts, un fattore importante può essere non tanto il tempo d’introduzione, ma la quantità di glutine assunto nei primi mesi di vita da bambini a rischio genetico.

Alcune precauzioni

Ci sono solo due eccezioni, due alimenti da introdurre dopo il primo anno di vita: il miele e il latte vaccino. Il miele perché potrebbe contenere spore di botulino (causa del botulismo infantile), pericolose in bambini così piccoli privi di un apparato gastroenterico sufficientemente sviluppato. Il latte vaccino non è consigliato perché potrebbe sbilanciare l’apporto proteico giornaliero e indurre una carenza di ferro. Durante il divezzamento il latte materno rimane la prima scelta come fonte lattea.

Come distribuire i vari alimenti nell’arco di una giornata

Un’ultima indicazione che vi riporto è la distribuzione degli alimenti nella giornata e la loro frequenza. Cibi da assumere in ogni pasto principale: cereali, frutta, verdura e olio d’oliva. Cibi da assumere ogni giorno: latte, yogurt, spezie, erbe aromatiche, aglio, cipolla e frutta secca. Cibi da assumere settimanalmente: carne, pesce, uova, formaggio, legumi, patate e dolci.

Se avete dubbi e vi servono informazioni aggiuntive vi consiglio di parlarne col vostro pediatra o di rivolgervi agli ospedali pediatrici o ai consultori della vostra zona.

 

Giacomo Astrua

Dietista

 

Fonti:

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