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Studio Della Placenta E Complicanze Della Gravidanza: Una Promettente Novità

Studio della placenta e complicanze della gravidanza: una promettente novità

La gravidanza è un momento molto delicato e un nuovo esame potrebbe aiutare a definire meglio il rischio di ipertensione gestazionale.

La placenta è la struttura fondamentale che permette l’arrivo di nutrienti e di ossigeno al feto, con la contemporanea eliminazione di sostanze di rifiuto originate dal suo metabolismo. Non è quindi particolarmente difficile capire l’importanza di un corretto e adeguato flusso di sangue a questa struttura. Durante la gravidanza si possono, infatti, originare alcune complicanze legate proprio alla riduzione del flusso di sangue che irrora e nutre la placenta.

Non è, quindi, un caso che proprio per garantire un maggiore afflusso di sangue alla placenta, le arterie dell’utero materno aumentino notevolmente il proprio diametro sin dall’inizio della gravidanza. Qualsiasi interferenza in questo processo, potrebbe concorrere, di solito dopo la ventesima settimana, all’aumento generale della pressione della madre (la cosiddetta ipertensione gestazionale), che può sfociare in un quadro noto come preeclampsia. Quest’ultima, in particolare, è una pericolosa complicanza della gravidanza, caratterizzata da pressione alta, perdita di proteine con l’urina, forti dolori addominalivomito e cefalea. Il problema è che questa condizione, oltre a essere pericolosa per la madre, lo è ancora di più per il bambino che potrebbe, di conseguenza, andare incontro a un ritardo della crescita o a una nascita prima del termine.

A oggi il regolare monitoraggio della pressione arteriosa in gravidanza è fondamentale, ma non c’è un esame realmente efficace per l’identificazione delle donne a rischio di sviluppare queste complicanze: la loro prevenzione e la diagnosi precoce rimangono ancora una grande sfida cui dare una risposta.

Un esame per valutare in tempo il rischio

Lo sviluppo di un esame non invasivo che permetta di valutare il flusso di sangue della placenta nei primi mesi di gravidanza potrebbe essere, quindi, davvero utile per diagnosticare precocemente eventuali anomalie, in modo da ridurre i rischi per la madre e per il bambino. Ed è proprio questo l’oggetto della ricerca di un recentissimo studio condotto in Inghilterra e appena pubblicato sul Journal of Magnetic Resonance Imaging.

I ricercatori hanno utilizzato un particolare tipo di risonanza magnetica (detto Pseudocontinuous Arterial Spin Labeling Magnetic Resonance Imaging), in grado di studiare il flusso sanguigno placentare. L’esame non è invasivo, non utilizza alcun mezzo di contrasto e non comporta pericoli per la donna incinta. Lo scopo dello studio è stato proprio quello di andare a vedere se c’è una correlazione fra il volume di sangue che arriva alla placenta e l’insorgenza di complicanze.

Necessari ulteriori studi

Sono state valutate 69 donne durante il secondo trimestre di gravidanza e si è visto che il flusso di sangue placentare era significativamente ridotto nelle donne che poi hanno sviluppato una complicanza, rispetto a quelle che hanno avuto una gravidanza normale.

Ci vorranno ancora studi per confermare tali risultati, ma quest’esame potrebbe essere davvero utile per individuare precocemente le donne a rischio di sviluppare complicanze legate a un malfunzionamento della placenta durante i primi mesi della gravidanza. Attualmente, l’unica arma che abbiamo a tal fine è la l’identificazione dei fattori di rischio, alcuni dei quali sono la pressione sanguigna alta, una malattia renale o il diabete mellito presenti già prima dell’inizio della gravidanza o una precedente preeclampsia. L’identificazione di queste condizioni potenzialmente pericolose serve proprio a fare in modo che le donne che le presentano siano seguite in ambulatori specialistici e con controlli più ravvicinati, in modo da poter diagnosticare il più precocemente possibile l’eventuale insorgenza di una complicanza.

Ricordiamoci sempre, però, che con la conduzione di una vita salutare e fisicamente attiva molti fattori di rischio possono essere evitati a priori, riducendo i rischi, qualora si andasse incontro a una gravidanza, sia per la madre che per il bambino.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Liu, D., et al. Human placenta blood flow during early gestation with pseudo-continuous arterial spin labeling MRI. TITLE. Journal of Magnetic Resonance Imaging. 2019. 4 Novembre 2019. DOI: 10.1002/jmri.26944

 

 

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