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I Dati Allarmanti Dell’obesità Infantile: Prevenirla è Un Dovere

I dati allarmanti dell’obesità infantile: prevenirla è un dovere

L’obesità, in particolar modo quella infantile, è stata spesso argomento di articoli su Medical Facts. Oggi torniamo a parlarne focalizzando ancora una volta l’attenzione su alcune specifiche indicazioni che possono permettere di prevenirla.

Su Medical Facts abbiamo più volte trattato il tema dell’obesità e, nello specifico, dell’obesità infantile. Vediamo, quindi, di approfondire più nel dettaglio quest’enorme questione che vede l’Italia ampiamente coinvolta.

L’obesità in Italia

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’obesità infantile è un grande problema di salute pubblica, che negli ultimi trent’anni ha registrato una crescita davvero rilevante.  La variabilità è molto alta da Paese a Paese e l’Italia è uno di quelli che si conquista, ahimè, uno dei posti più alti della classifica. Un dato positivo, che possiamo vedere grazie al sistema di sorveglianza attivo in Italia Okkio alla Salute, è una tendenza alla diminuzione del fenomeno grazie a lievi miglioramenti delle abitudini di vita. Ma, nonostante questo, i dati non sono confortanti. Basti pensare che quasi l’8% dei bambini non assume colazione al mattino e il 33% ha consumato una colazione non adeguata. O che il 54% dei bambini assume a metà mattina alimenti a elevata densità energetica, che il 20% non consuma quotidianamente frutta e verdura e che il 36% consuma tutti i giorni bevande zuccherate e/o gassate. Tutti questo sono fattori correlati a un maggior rischio di obesità. Le abitudini alimentari dei bambini sono influenzate notevolmente dalle abitudini dei genitori. Siamo tutti coinvolti. Per non parlare della scarsa attività fisica, anche questa duramente condizionata dalle abitudini di papà e mamma. E, nel pieno dell’era digitale, sono proprio lo sport e il movimento a essere più minacciati: circa il 40% dei bambini trascorre più di due ore al giorno davanti alla televisione, al tablet o ai videogiochi.

Non è uno scherzo: l’obesità infantile ha conseguenze serie

Il problema dei bimbi sovrappeso, o francamente obesi, non è un fatto estetico. Se così fosse non saremmo certo qui a parlarne. La questione è diversa e, purtroppo, potenzialmente molto grave: i bambini obesi hanno molte possibilità di sviluppare precocemente una serie di patologie croniche, come quelle tipiche dell’età adulta, o comunque di favorire la loro comparsa durante la crescita. Sono, quindi, a rischio di patologie cardiovascolari, di diabete, di malattie muscolo-scheletriche come l’osteoartrite e addirittura di alcuni tumori come quello endometriale (un tipo di tumore che colpisce l’utero), del seno o del colonE se già sono patologie brutte in età adulta, figuriamoci in giovane età. Inoltre c’è un alto rischio di sviluppare, nell’infanzia e nell’adolescenza, apnee ostruttive del sonno e asma. Tutto questo senza citare le difficoltà psicologiche spesso correlate all’eccesso di peso.

I fattori che possono aumentare il rischio di obesità infantile

Sono molti i fattori che possono contribuire all’aumento di peso dei nostri figli e coinvolgono ogni momento della loro vita, dal concepimento, alla nascita, all’ambiente nel quale crescono. Per esempio, il diabete gestazionale, ossia una particolare forma di diabete che può insorgere durante la gravidanza, è un fattore di rischio che le madri devono cercare di prevenire. L’allattamento al seno fino ad almeno il sesto mese può aiutare, invece, a evitare l’obesità. Ancora, il cibo che scegliamo durante l’infanzia è di fondamentale importanza: le preferenze dei bambini, in termini di cibo, si stabiliscono infatti molto presto. Ma anche l’ambiente, sempre più urbanizzato e digitalizzato, contribuisce ad aumentare la prevalenza del sovrappeso. Insomma, capiamo bene che il problema non coinvolge solo i bambini e i ragazzini, ma una serie di innumerevoli fattori intorno a essi, a partire dalle abitudini di vita dei genitori.

Ma quindi, possiamo cercare di prevenire l’obesità infantile?

La risposta è assolutamente sì. Il sovrappeso e l’obesità infantile sono problemi largamente prevenibili. Infatti, la maggior parte dei casi sono legati ad abitudini scorrette; solo in pochi casi l’obesità è dovuta a patologie genetiche o endocrine. L’Organizzazione Mondiale della Sanità fa raccomandazioni precise. A partire dall’infanzia esorta l’allattamento al seno dalla prima ora dalla nascita  fino al sesto mese, procedendo poi con lo svezzamento (senza, sia chiaro, cibi ricchi in grassi, zuccheri e sale), ma insieme all’allattamento al seno fino ad almeno due anni. Quando i nostri figli iniziano la scuola, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda, anche qui, di limitare grassi e zuccheri e di aumentare il consumo di frutta, verdura, legumi, cereali e noci. Ed ecco che spuntano, qui, anche i famosi sessanta minuti di attività fisica giornaliera.

Nonostante l’andamento in diminuzione, i dati di Okkio alla Salute relativi al nostro Paese non ci permettono di stare tranquilli. E, purtroppo, il trattamento dell’obesità è davvero una sfida difficile, proprio per la complessa natura di questa patologia cronica, che vede coinvolti molti fattori diversi. Senza contare che l’adolescenza è un momento critico che ha implicazioni fisiologiche e psicologiche legate a questo complesso periodo dello sviluppo. Le possibilità di trattamento ci sono, dagli interventi comportamentali fino ad arrivare, nei casi più gravi, alla chirurgia bariatrica.

Ma sarete senz’altro d’accordo anche voi che la prevenzione sia la via più facile. E, affinché funzioni, deve coinvolgere i genitori e, in generale, le famiglie già dalla nascita e almeno fino all’inizio della scuola elementare (periodo in cui vengono stabiliti, fra genitori e figli, gli stili di vita e le abitudini dietetiche). Tenendo conto che l’obesità negli adolescenti, se non prevenuta o trattata, li metterà nella condizione di dover affrontare le dannose conseguenze di questo problema nel corso della loro vita, saremo tutti d’accordo sull’importanza di impegnarsi per trasmettere ai nostri figli abitudini e stili di vita corretti. Certo, può essere faticoso. Ma il beneficio è duplice: una vita sana è utile non solo per loro ma anche per noi.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Organizzazione Mondiale della Sanità. www.who.int

Brown T, Moore THM, Hooper L, Gao Y, Zayegh A, Ijaz S, Elwenspoek M, Foxen SC, MageeL, O’Malley C, Waters E, Summerbell CD. Interventions for preventing obesity in children. Cochrane Database of Systematic Reviews 2019, Issue 7. Art. No.: CD001871

Istituto Superiore di Sanità. www.iss.it

Società Italiana di Pediatria. www.sip.it

Cardel M.I., et al. Treatment of Adolescent Obesity in 2020. Clinical Review& Education JAMA Insights. September 2019.

 

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