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Fumo: Un Killer Terribile. Come Smettere O Limitare I Danni

Fumo: un killer terribile. Come smettere o limitare i danni

Fumare è una dipendenza pericolosissima. Bisogna smettere, ma come fare? In mezzo a tanti falsi miti, sentiamo cosa dice la scienza. Ecco il primo di una serie di articoli sulle dipendenze del professor Antonello Bonci.

Ogni anno oltre sette milioni di persone in tutto il mondo muoiono a causa dell’uso di sigarette e tabacco. La maggior parte di questi decessi è dovuta a malattie cardiache e polmonari causate direttamente dall’uso di tabacco, ma fino a un milione di morti ogni anno derivano dall’esposizione secondaria al fumo di sigaretta. Nonostante i massicci costi per la salute ed economici, ogni giorno un miliardo di persone in tutto il mondo continua a usare sigarette e altri prodotti contenenti nicotina. Mentre 7 fumatori su 10 vogliono smettere di fumare, l’80% che tenta di smettere ricomincia a fumare entro un mese, meno del 20% riesce a smettere per 6 mesi, e solo il 3% riesce a smettere per almeno un anno.

Così difficile smettere

Perché le persone continuano a usare sigarette e tabacco nonostante i pericoli? Il motivo principale è che il tabacco contiene nicotina, una sostanza chimica che crea dipendenza. La nicotina agisce legandosi ai recettori nicotinici di tutto il corpo, e in particolare del cervello. Nel cervello, un sottotipo di recettore nicotinico è espresso sui neuroni della dopamina, che rappresentano il “centro di controllo” della ricompensa e delle dipendenze.

L’attivazione di questi recettori da parte della nicotina eccita i neuroni della dopamina, portando a un aumento del rilascio di dopamina e sensazioni di piacere ed euforia. Nel tempo, la mente inizia ad associare gli effetti gratificanti della nicotina agli stimoli nell’ambiente. Alla fine, stimoli altrimenti normali, come la vista o l’odore di una sigaretta, un caffè, un altro fumatore, un bicchiere di vino o l’ambiente di lavoro, causano un desiderio spesso incontrollabile di fumare, aumentando il consumo di sigarette.

L’uso a lungo termine della nicotina modifica la funzione e l’espressione dei recettori nicotinici nel cervello e nel corpo e il piacere prodotto dalla nicotina diminuisce nel tempo. Quindi, mentre gli stimoli associati alla nicotina continuano progressivamente a far aumentare la voglia di fumare, il soggetto ottiene progressivamente meno piacere dal fumo. A complicare il tutto, la brusca interruzione del fumare provoca sensazioni spiacevoli di astinenza, come insonnia, ansia, mal di testa e depressione, che rendono estremamente difficile smettere.

Le sigarette elettroniche

Mentre i prodotti di combustione del tabacco, come le sigarette, sono stati popolari per secoli, recentemente abbiamo visto apparire nuovi aggeggi per soddisfare il vizio del fumo. Uno di questi è la sigaretta elettronica. Con questo nome s’intende un dispositivo che permette di inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente quantità variabili di nicotina, che raggiunge l’apparato respiratorio senza che ci sia combustione del tabacco e i danni a essa correlati.

Nei fumatori la pratica di aspirare dal cilindretto a forma di sigaretta – per la quale è stato coniato il neologismo “svapare” -, fornisce non solo la nicotina di cui sente il bisogno l’organismo che ha sviluppato dipendenza, ma anche un’esperienza tattile, olfattiva e gustativa che richiama quella della sigaretta. Le sigarette elettroniche sono aumentate tantissimo in popolarità nell’ultimo decennio. Questi dispositivi sono attualmente molto di moda, perché sono considerati più “discreti”, non hanno un forte odore e sono purtroppo creduti più sicuri e meno pericolosi per la salute delle sigarette tradizionali.

Come abbiamo detto, in questi aggeggi la nicotina viene inalata attraverso un aerosol (o vapore), piuttosto che attraverso un processo di combustione come nelle sigarette normali. Purtroppo, il concetto che le sigarette elettroniche siano più sicure delle sigarette è un mito, ed è falso. Negli ultimi cinque anni, migliaia di persone, dai 17 ai 75 anni, sono state ricoverate in pronto soccorso a causa di convulsioni, polmoniti e difficoltà respiratorie dovute all’utilizzo di sigarette elettroniche. Tantissimi giovani sono morti, o finiscono in coma, e molti di quelli che si sono ripresi si porteranno per il resto della loro vita difficoltà respiratorie dovute alle sigarette elettroniche.

Dalla sigaretta elettronica a quella tradizionale

Le sigarette elettroniche sono particolarmente attraenti per gli adolescenti grazie agli aromi fruttati e dolci usati nel liquido che contiene la nicotina. Purtroppo, i giovani che iniziano a usare le sigarette elettroniche hanno 7 volte più probabilità di iniziare a fumare sigarette tradizionali, già 6 mesi dopo la prima sigaretta elettronica, innescando la lotta con la dipendenza e conseguenze dannose per la salute.

Quindi, il mito secondo cui le sigarette elettroniche aiutano le persone a smettere di fumare è privo di fondamento. Solo il 9% delle persone che usano sigarette elettroniche per smettere di fumare ha riportato il successo un anno dopo. La maggior parte dei fumatori che tentano di utilizzare le sigarette elettroniche per smettere di fumare in realtà fumano di più, e ha meno probabilità di smettere di fumare rispetto a coloro che hanno utilizzato altri strumenti per smettere.

Perché le sigarette e le sigarette elettroniche sono così mortali

Sia le sigarette che le sigarette elettroniche contengono centinaia di sostanze chimiche, e gli effetti a lungo termine dell’esposizione a queste sostanze chimiche sono pericolosi sia per il cervello e il corpo. Per esempio, le sigarette tradizionali contengono monossido di carbonio (lo stesso che si trova nello scarico delle auto), arsenico (che viene utilizzato nel veleno per topi), ammoniaca (che viene utilizzata nel detergente per i servizi igienici), catrame (utilizzato per pavimentare le strade), e acetone (che viene utilizzato nei prodotti per la rimozione dello smalto).

Allo stesso modo, le sigarette elettroniche contengono sostanze chimiche nocive come il benzene, che si trova nei pesticidi e nella benzina, e la formaldeide, che viene utilizzata per preservare i cadaveri. Inoltre, sia le sigarette che le sigarette elettroniche contengono toluene, che è un solvente industriale velenoso, e cadmio, che è un metallo pesante tossico utilizzato nelle batterie. Da ricordare che le sigarette elettroniche contengono glicole propilenico, la sostanza chiave utilizzata per produrre la vaporizzazione nelle sigarette elettroniche. Il problema è che il glicole propilenico si trova nel liquido antigelo, e una volta inalato, entra rapidamente nel flusso sanguigno, dove può causare danni persistenti alla salute. Infine, la vitamina E acetato, presente in molti liquidi delle sigarette elettroniche, provoca la formazione di accumuli oleosi nei polmoni, rendendo polmoni di adolescenti fumatori simili a polmoni di un 75enne.

Le sigarette senza combustione

In Italia, recentemente, si sono diffusi moltissimo anche degli apparecchi che permettono di fumare il tabacco senza bruciarlo grazie a una specie di fornelletto che riscalda una specie di “minisigaretta” a una temperatura prefissata, che chiameremo “sigarette senza combustione”. Questa “minisigaretta” non fa uso di liquidi aromatici e fruttati (con tutto quello che ne consegue), e gli studi sembrano dimostrare una minore produzione di alcune sostanze tossiche rispetto alle sigarette tradizionali. Ma è bene sottolineare con forza che la loro efficacia nel diminuire i danni del fumo a lungo termine è ancora tutta da dimostrare e soprattutto che la produzione di numerose sostanze tossiche – a partire dalla nicotina -, da parte di queste “sigarette senza combustione” è molto simile a quella delle sigarette propriamente dette. Dunque fumare con questi aggeggi fa male, anche se forse fa meno male che fumare sigarette, e in nessun modo le “sigarette senza combustione” devono essere ritenute sicure o non dannose e dunque possono essere utilizzate solo e solamente nel quadro di una “riduzione del danno”, o come primo passo per intraprendere la via verso la cessazione del fumo.

Perché dobbiamo dircelo con chiarezza: le scelte giuste sono due. Se non si fuma, non bisogna cominciare a fumare (qualunque cosa si voglia fumare). Se si fuma, bisogna smettere di fumare (qualunque cosa si fumi) .

Smettere di fumare però, come abbiamo detto sopra, è difficilissimo. Pochi ci riescono e spesso la volontà non basta.

I metodi per smettere di fumare

Oltre a mille sciocchezze, cosa mette la ricerca di provato scientificamente a disposizione per i fumatori di sigarette tradizionali, di sigarette elettroniche o di sigarette senza combustione che vogliono smettere?

Esistono numerosi farmaci e trattamenti non farmacologici che si sono dimostrati efficaci nell’aiutare le persone a ridurre o interrompere l’uso di sigarette, sia tradizionali che elettroniche. Le opzioni più diffuse includono terapie sostitutive della nicotina, che sono prodotti quali gomme da masticare, spray nasali e cerotti che contengono nicotina. Questi prodotti in genere non causano danni gravi a cuore o polmoni e consentono a una persona di ridurre lentamente la loro assunzione giornaliera di nicotina senza fastidiosi effetti di astinenza.

Un’altra opzione terapeutica è il bupropione, un antidepressivo che riduce il desiderio e l’astinenza da nicotina, aumentando la dopamina nel cervello, e bloccando i recettori della nicotina. Più recentemente, la vareniclina ha acquistato popolarità per smettere di fumare. La vareniclina agisce nel cervello legandosi agli stessi recettori che causano la sensazione di ricompensa che un fumatore prova quando inala nicotina. A causa di questo, quando una persona prende della vareniclina e prova a fumare una sigaretta, la nicotina non è più in grado di legarsi ai propri recettori, e quindi perde lentamente la sua capacità di provocare piacere o desiderio di fumare. Allo stesso tempo, quando una persona sta assumendo vareniclina e non utilizza prodotti a base di nicotina, non presenta in genere sintomi importanti di astinenza. Studi di ricerca su larga scala che hanno coinvolto migliaia di pazienti hanno dimostrato che la vareniclina è da 1,25 a 2 volte più efficace del bupropione o delle terapie sostitutive della nicotina (gomme, cerotti, ecc…),  nel mantenere l’astinenza dal consumo di sigarette, fino a un mese dopo avere smesso di fumare. La vareniclina, inoltre, riduce il rischio di eventi cardiovascolari nei fumatori, come infarto e ictus.

Un’altra opzione terapeutica di recentissima introduzione, e non farmacologica, è una procedura di stimolazione cerebrale non invasiva chiamata Stimolazione Magnetica Transcranica(TMS). Questo trattamento avviene tramite una sonda magnetica posizionata nella parte anteriore della testa del paziente, rivolta a una regione del cervello chiamata corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra (TMS ripetitiva), o un elmetto contenente una bobina magnetica, per stimolare la corteccia dell’insula (TMS profonda).

Queste due regioni del cervello sono rispettivamente coinvolte nel processo decisionale e nel controllo inibitorio, e modulano il desiderio di nicotina e i sintomi di astinenza. Si ritiene che la stimolazione magnetica di queste aree del cervello “riequilibri” i circuiti cerebrali che portano un paziente a fumare, ripristinando la capacità dell’individuo di poter decidere se fumare o meno. La TMS ha effetti collaterali minimi (il mal di testa, per poche ore, è il più comune), ed è una procedura ambulatoriale che non richiede ricovero o anestesia. Sebbene la TMS possa richiedere trattamenti ripetuti per mantenere l’astinenza a lungo termine, è comunque un’opzione di trattamento importante per le persone che desiderano smettere di usare sigarette, sigarette elettroniche o altri prodotti contenenti nicotina e che non possono o desiderano assumere farmaci a tal proposito.

In conclusione, non esiste una sigaretta, sigaretta elettronica o sigaretta senza combustione sicura e innocua. Fanno tutte male. Sia le sigarette, sia le sigarette elettroniche, sia le sigarette senza combustione contengono nicotina che crea dipendenza, e tante altre sostanze chimiche pericolose e dannose che possono causare danni irreversibili e mortali a cuore e polmoni.

Come abbiamo detto, la scelta giusta è non cominciare a fumare se non si fuma, o smettere se si fuma. Qualunque sforzo in questo senso può letteralmente salvarvi la vita. L’ideale è smettere, ma se proprio non riuscite provate a limitare il danno fumando di meno: ne guadagnerete comunque in salute riducendo i danni.

 

Antonello Bonci

 

Fonti:

https://www.drugabuse.gov/publications/research-reports/tobacco-nicotine-e-cigarettes/how-does-tobacco-deliver-its-effects

https://www.iss.it/?p=3442

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/fumo/nuovi-dati-sul-vapore-delle-sigarette-elettroniche

 

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