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L’ictus è Frequente, Ma Per Fortuna Prevenibile

L’ictus è frequente, ma per fortuna prevenibile

Una campagna mondiale pone l’attenzione su come prevenire il rischio di ictus. Poche, ma efficaci, regole da seguire.

Sul sito dell’Organizzazione Mondiale dell’Ictus (World Stroke Organization), appare in prima pagina una campagna di prevenzione lanciata per la giornata mondiale dell’ictus, tenutasi il 29 ottobre, dal titolo «Don’t be the one». “Non essere tu”, urla l’iniziativa, riferendosi al rischio del 25% di avere un ictus nel corso della vita: proprio così, una persona su quattro rischia di avere un ictus, un numero davvero spaventoso. E oltre a essere una causa di mortalità da podio (in Italia è la terza causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore e i tumori), l’ictus si porta dietro una percentuale davvero alta di disabilità.

Anzi, l’ictus è la prima causa di disabilità. Contate che circa il 20-30% delle persone colpite da ictus muore entro il primo anno. Fra i sopravvissuti solo il 25% guarisce completamente: ciò significa che i tre quarti di quelli che sopravvivono saranno costretti a vivere con una forma d’invalidità. Ma dirò di più: quasi la metà di questi tre quarti sarà costretto a vivere con una forma di invalidità grave che comporterà la compromissione della sua autosufficienza. Una prospettiva davvero sconcertante.

A tutte le età si è a rischio ictus

Inoltre, le preoccupanti evidenze scientifiche degli ultimi anni stanno enfatizzando come tutte le persone, a qualsiasi età, sono a rischio per ictus. Sicuramente la sua prevalenza aumenta con l’età: l’incidenza aumenta dopo i 55 anni e la maggior parte di questa patologia si verifica dopo i sessantacinque anni. Ma gli ultimi dati mondiali dimostrano che l’incidenza, nei Paesi sviluppati, sta crescendo anche nella fascia d’età 15-49 anni. E quest’incremento è dovuto alla prevalenza crescente dei ben noti fattori di rischio di aterosclerosi fra i giovani adulti.

Dopo questa panoramica poco confortante, veniamo al lato positivo: quasi tutti i casi di ictus, grazie alla prevenzione, potrebbero essere evitati. Infatti, fra i fattori di rischio riconosciuti, si annoverano tanti comportamenti che potrebbero essere modificati, come per esempio il fumo di sigaretta, l’obesità e la sedentarietà, l’eccessivo consumo di alcol, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito.

La sopracitata campagna della World Stroke Organizationsi pone proprio l’obiettivo di incoraggiare le singole persone a evitare l’ictus grazie ai semplici principi della prevenzione, che già conosciamo: praticare esercizio fisico almeno cinque giorni alla settimana, adottare una dieta sana e bilanciata, mantenere un peso corretto e smettere di fumare.

Fondamentale la prevenzione

Stando ai dati della World Stroke Organization, fino al 90% degli ictus possono essere prevenuti cercando di evitare questi (relativamente pochi) fattori di rischio. Inoltre, l’azione preventiva sull’ictus contribuisce anche a una notevole riduzione delle malattie cardiovascolari in generale e di molti tumori.

Se consideriamo la mortalità e, forse ancora più spaventosa, la disabilità che può derivare da questa patologia (da forme d’invalidità fisica a difficoltà comunicative all’incapacità di continuare a lavorare e molte altre), forse varrebbe la pena fare qualche ora in più di sport alla settimana e, prima di accendersi una sigaretta, pensarci su due volte.

 

Renata Gili

 

Fonti:

The Lancet. Don’t be the one: individual responsibility in stroke prevention. Vol 394 October 26, 2019

World Stroke Organization. https://www.world-stroke.org/

Ministero della Salute. www.salute.gov

 

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