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Colesterolo: Se Troppo Alto Può Essere Pericoloso Per La Nostra Salute

Colesterolo: se troppo alto può essere pericoloso per la nostra salute

Un recente articolo sul New England Journal of Medicine ha fatto il punto su come controllare il colesterolo. Oggi Medical Facts ve ne presenta alcuni aspetti.

Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo. Per avere un ordine di grandezza, contano quasi 18 milioni di decessi all’anno, praticamente il doppio dei tumori. In linea con i dati mondiali, in Italia queste patologie sono la prima causa di ricovero ospedaliero e, nonostante i tassi di mortalità siano rimasti stabili, i casi sono in aumento. Questo succede anche in quasi tutti i Paesi europei. Il fatto che il numero di morti sia costante nonostante il numero crescente dei casi di malattia è senz’altro da attribuire ai progressi in ambito sanitario, i quali ci hanno permesso di aumentare la nostra aspettativa di vita. Siamo in grado di gestire meglio le urgenze e di prevenire alcune delle drammatiche conseguenze.

Poca attenzione alla prevenzione

In ogni caso, l’aumento dei casi è preoccupante ed è spiegato dal fatto che la diffusione dei fattori di rischio non si sta affatto riducendo. A questo punto è doveroso puntualizzare un dato che deve farci riflettere: è vero che l’aspettativa di vita si sta progressivamente allungando, ma la speranza di vivere tutti questi anni “in buona salute” non sta andando di pari passo. Possiamo, quindi, comprendere ancora meglio l’importanza della prevenzione: eliminando i fattori di rischio aumentiamo di molto le nostre probabilità di vivere più a lungo stando bene. Pensate che con la sola eliminazione dei comportamenti rischiosi per la nostra salute possiamo prevenire almeno l’80% delle malattie cardiovascolari. I fattori di rischio sono diversi e di molti abbiamo già scritto su Medical Facts. Abbiamo, per esempio, sottolineato l’importanza dell’attività fisica per contrastare la sedentarietà, del mantenimento di un peso corporeo adeguato a evitare i pericoli derivanti da sovrappeso e obesità o di evitare un’alimentazione scorretta. Sicuramente ne analizzeremo altri più nel dettaglio, come il fumo di tabacco, l’ipertensione arteriosa o il diabete. In quest’articolo ci concentriamo, invece, sull’ipercolesterolemia.

Il colesterolo

Il colesterolo è una sostanza grassa e, nelle giuste quantità, il nostro organismo ne ha bisogno: ci serve, per esempio, per produrre alcuni ormoni o per costituire la membrana delle nostre cellule. Viene in parte prodotto dal fegato e in parte assunto con la dieta. I principali alimenti che lo contengono sono quelli ricchi in grassi animali come burro, tuorlo dell’uovo, carne, salumi e formaggi. Penso abbiate già sentito parlare di colesterolo “buono” e “cattivo”. Si divide così perché il colesterolo viene trasportato nel sangue da alcune particolari particelle che si chiamano lipoproteine. Le due tipologie principali, che avrete sicuramente già visto su un referto delle analisi del sangue, sono dette LDL e HDL. Le prime, quelle “cattive”, trasportano il colesterolo in giro per il nostro corpo mentre le seconde, quelle “buone”, hanno il compito di rimuovere il colesterolo in eccesso dai vari organi per trasportarlo nuovamente al fegato che provvederà ad eliminarlo.

Perché il colesterolo cattivo fa male

La scoperta della pericolosità del colesterolo risale alla seconda metà del 1900, quando era stato condotto un grandissimo studio sui cittadini di Framingham, in Massachusetts negli Stati Uniti (lo studio si chiama, infatti, “Framingham Heart Study”) che per primo identificò il colesterolo presente nel sangue come potenziale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. A questo seguirono numerosi studi che chiarirono definitivamente la correlazione fra elevati livelli di LDL, quindi di “colesterolo cattivo”, e aterosclerosi, patologia alla base delle malattie cardiovascolari. Quest’ultima è un indurimento delle pareti dei vasi arteriosi causato dalla formazione di vere e proprie placche di grassi che diventano sempre più grandi e più dure e possono ostruire parzialmente o completamente il flusso ematico: le cellule che si trovano a valle dell’ostruzione rischiano quindi di rimanere senza ossigeno e di morire.

Per esempio, se l’aterosclerosi colpisce le arterie coronarie, ossia quelle che portano il sangue al nostro cuore, possiamo avere un infarto perché a causa della placca aterosclerotica le arterie che provvedono al trasporto di sangue alle cellule cardiache si ostruiscono provocandone la morte.

L’impatto dello stile di vita

Chiarito il pericolo che può derivare dal colesterolo, è fondamentale essere consci del fatto che, prima ancora di adottare soluzioni farmacologiche, per farne scendere i livelli nel sangue è assolutamente necessario modificare gli stili di vita. Per farvi capire meglio, pensate che addirittura le persone con un profilo genetico a rischio per malattie cardiovascolari possono ridurre fino al 50% delle probabilità di svilupparle solo cambiando il loro stile di vita.

Evitare il sovrappeso, aumentare l’attività fisica, ridurre l’assunzione di zuccheri semplici e di cibi ricchi in grassi sono, quindi, semplici accorgimenti che contribuiscono significativamente alla diminuzione dei livelli lipidici e devono essere messi in atto anche qualora il medico ci consigliasse una terapia farmacologica, proprio per migliorarne l’efficacia.

Non solo colesterolo

È fondamentale puntualizzare che, ovviamente, tenere a bada solo il colesterolo non è abbastanza. Infatti, il rischio di una persona dipende, oltre che da familiarità, sesso o età (variabili non modificabili), da tutti i fattori sopracitati i quali non devono essere considerati singolarmente ma, uno sull’altro, concorrono ad aumentare il rischio cardiovascolare complessivo. Per esempio, un soggetto di sesso femminile con livelli di colesterolo molto alti ma senza altri fattori potenzialmente pericolosi può presentare un rischio anche di dieci volte più basso rispetto a un soggetto di sesso maschile con livelli minori di colesterolo ma iperteso e fumatore.

Concludo, quindi, dicendovi che tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel nostro sangue è un obiettivo centrale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. In alcuni casi può essere necessaria anche una terapia farmacologica ma per tutti, senza alcuna eccezione, è fondamentale un cambiamento comportamentale con l’adozione di stili di vita sani ed equilibrati. Con un occhio attento sulla totalità dei fattori di rischio: il «sono magro e quindi posso permettermi di fumare», oppure «mangio sano dunque sono esonerato dall’attività fisica», per le malattie cardiovascolari, non vale.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Michos E.D., et al. Lipid Management for the Prevention of Atherosclerotic Cardiovascular Disease. N Engl J Med 381;16. October 17, 2019.

Linee guida europee 2016 sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari nella pratica clinica.

Epicentro. www.epicentro.iss.it

Volpe M., Tocci G., Battistoni A. Inquadramento epidemiologico delle malattie cardiovascolari in Italia. G Ital Cardiol 2018;19(2 Suppl 1):5S-7.

 

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