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Appendicite: Cos’è E Come Riconoscerla

Appendicite: cos’è e come riconoscerla

I segni e i sintomi dell’infiammazione dell’appendice non sono sempre semplici da riconoscere e possono cambiare di persona in persona.

Per parlare in maniera corretta di appendicite, occorre in primo luogo fare un po’ di chiarezza sui termini usati. L’appendice è una struttura attaccata all’intestino che ricorda un tubicino di misure variabili, simile a un piccolo verme (non a caso, in anatomia viene chiamata “appendice vermiforme”), e situata nella parte inferiore destra dell’addome. L’appendice è presente in tutte le persone. La sua forma e le sue dimensioni possono variare notevolmente tra i vari individui e, nella stessa persona, essa può andare incontro a cambiamenti nel corso della vita.

L’infiammazione dell’appendice è una vera e propria malattia che prende il nome di appendicite. Con il termine peritonite, invece, si indica un’infiammazione che interessa la membrana che riveste gli organi all’interno dell’addome e può derivare, tra le altre cose, da un aggravamento dell’appendicite. La peritonite, quindi, non è una conseguenza esclusiva dell’appendicite, ma si può sviluppare in seguito alla diffusione di varie malattie degli organi interni.

L’appendicite nelle varie fasi della vita

In generale, l’appendicite è molto rara nei lattanti, ha una frequenza maggiore nei bambini e diventa sempre meno comune con l’avanzare dell’età; vengono osservati, seppur raramente, casi di appendicite anche nell’anziano. La differente frequenza dell’appendicite nelle diverse età è dovuta ai cambiamenti nella forma e nelle funzioni a cui va incontro l’appendice nel corso della vita.

A cosa serve l’appendice? La funzione dell’appendice, in realtà, non è completamente nota. È stato ipotizzato che si tratti di un residuo dello sviluppo dell’intestino, anche se è possibile una sua funzione protettiva da alcune infezioni, soprattutto in giovane età. Qualunque sia la sua origine, l’appendice può essere asportata senza conseguenze evidenti per la vita, dal momento che essa non svolge nessuna funzione fondamentale o insostituibile nel corpo umano.

L’appendicite è molto comune in Italia e nel mondo: si calcola che ogni anno nei soli Stati Uniti d’America vengono realizzati più di 300 mila interventi di asportazione dell’appendice.

Quando sospettare un’appendicite

I sintomi dell’appendicite sono estremamente vari, al punto che non è sempre facile riconoscere questa malattia. Nella sua presentazione più tipica, l’appendicite inizia con un dolore vago e poco intenso a livello della parte centrale dell’addome per poi spostarsi, nel giro di qualche ora, in basso a destra. In genere, febbre, nausea e vomito si associano al dolore. Dal momento che l’appendice presenta numerose variazioni di posizione, non è raro che il dolore si presenti in sedi diverse, come, per esempio, a livello del fianco o, più raramente, in altri punti dell’addome. I sintomi, comunque, sono estremamente variabili ed è possibile osservare quadri di appendicite con manifestazioni completamente diverse da quelle classiche.

Per questo motivo, oltre alla visita con palpazione dell’addome e gli esami del sangue, può essere necessario, a giudizio del medico, ricorrere a esami radiologici di approfondimento come l’ecografia o, se necessario, la TAC.

Come si tratta un’appendicite

Sebbene al giorno d’oggi l’appendicite possa essere curata, nei secoli passati ha rappresentato una malattia molto grave, con esito spesso mortale quando si complicava in una peritonite. Il trattamento di scelta e definitivo dell’appendicite è rappresentato dall’intervento chirurgico, che prende il nome di appendicectomia, ovvero il la rimozione dell’appendice stessa.Tale intervento veniva realizzato in passato soltanto con il taglio chirurgico che, a seconda della gravità della malattia, poteva variare da un’incisione di qualche centimetro nella parte in basso a destra dell’addome fino a incisioni più lunghe nella parte centrale dell’addome. A partire dalla fine degli anni ’80 e ’90 ha avuto sempre maggiore diffusione la laparoscopia, tecnica chirurgica che permette di effettuare gli interventi utilizzando buchi delle dimensioni di 5-12 mm attraverso cui si inseriscono una telecamera e gli strumenti chirurgici. La laparoscopia presenta il vantaggio di ottenere eccellenti risultati nel trattamento dell’appendicite, di diminuire notevolmente il dolore dopo l’operazione e di lasciare cicatrici meno evidenti.

In alcuni casi può essere tentato, a giudizio del medico, un iniziale trattamento antibiotico per l’appendicite. Recenti studi hanno osservato che tale trattamento risulta efficace in casi selezionati anche se comunque, non venendo asportata l’appendice, permane il rischio di andare incontro ad altri episodi successivi. Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, sebbene i risultati del trattamento antibiotico si possano considerare promettenti, il trattamento definitivo dell’appendicite rimane l’intervento chirurgico. Si sottolinea come la scelta del trattamento ideale vada, comunque e in ogni caso, affidata al medico che valuterà in ogni singolo paziente la strada migliore da seguire.

 

Enrico Facchiano

 

Fonti:

Kooij IA, Sahami S, Meijer SL et al.The immunology of the vermiform appendix: a review of the literature. Clin Exp Immunol. 2016 Oct;186(1):1-9.

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Zeller JL, Burke AE, Glass RM. JAMApatientpage. Acute appendicitisin children. JAMA. 2007 Jul 25;298(4):482.

 

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