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Nutrizione E Chirurgia Bariatrica

Nutrizione e chirurgia bariatrica

Qualche giorno fa Medical Factsha parlato della chirurgia bariatrica, un approccio cui ricorrere in casi ben selezionati. Per renderne duraturi gli effetti è, però, necessario rispettare alcune regole di tipo alimentare ben precise. Il tutto anche per evitare problemi seri.

Tutto il tratto gastrointestinale è coinvolto nei processi digestivi e assorbitivi degli alimenti e dei loro nutrienti e, semplificando, la chirurgia bariatrica ha l’effetto di modificare la funzionalità gastrointestinale, per favorire il dimagrimento. Ma come deve mangiare un paziente sottoposto a un intervento di questo tipo e quali possono essere le complicanze nutrizionali? Dipende dal tipo d’intervento chirurgico, ma in qualunque caso l’obiettivo è favorire il calo ponderale e il suo mantenimento, garantendo però all’individuo i nutrienti necessari per la sopravvivenza e un corretto stato di salute.

Abbiamo visto come esistano diversi approcci di tipo chirurgico. Vediamo i principali.

Palloncino intragastrico

Il palloncino intragastrico (anche noto come Balloon-In-Balloon – BIB) è un dispositivo che viene posizionato direttamente nello stomaco per ridurne transitoriamente il volume. Una volta posizionato, il BIB permette al paziente di raggiungere velocemente la sazietà, proprio perché parte del volume dello stomaco è già occupato. Inizialmente la dieta deve essere liquida, per poi aumentare di densità, diventando semiliquida, semisolida e infine solida. Per evitare volumi alimentari eccessivi la dieta deve essere frazionata in 5 pasti giornalieri ed è necessario masticare bene prima di deglutire.

Si consiglia, inoltre, di assumere 1,5 litri di acqua al giorno, a piccoli bicchieri, lontano dai pasti. Al momento del pasto bisogna privilegiare prima gli alimenti proteici e dopo consumare le fonti di carboidrati. Bisogna ovviamente evitare cibi ricchi in zucchero e grassi, ma anche quelli contenti molte fibre che occuperebbero troppo volume.

Tecniche restrittive: gastroplastica verticale, sleeve gastrectomy e bendaggio gastrico.

Ricordiamo che le metodiche restrittive sono veri e propri interventi chirurgici che mirano a ridurre il volume dello stomaco. Anche queste metodiche inducono diminuzione del volume dello stomaco e, di conseguenza, sazietà precoce. Nelle prime settimane post-operatorie è necessario frazionare la dieta in 6-7 pasti e mantenere una consistenza liquida-semiliquida. Bisogna privilegiare gli alimenti proteici, masticare lentamente e bere lontano dai pasti.

Dopo alcune settimane si aumenta la consistenza, arrivando progressivamente a una dieta solida, che rimane comunque frazionata in 5-6 pasti di piccolo volume, preferendo gli alimenti proteici, reinserendo pian piano tutti i cibi e bevendo sempre lontano dai pasti.

Tecniche restrittive-malassorbitive: by-pass gastrico.

Questa tecnica comporta sia la riduzione del volume dello stomaco che un ridotto assorbimento del cibo a seguito  del “salto” (bypass) di un pezzo d’intestino. In altre parole, il chirurgo fa in modo che il cibo eviti un pezzo di intestino. Questo determina nel paziente sia un precoce senso di sazietà che un lieve malassorbimento. La dieta è la stessa dei sopracitati interventi restrittivi, ma in più è necessario consumare alimenti ricchi in ferro e calcio, che insieme alla vitamina B12 e l’acido folico sono i micronutrienti che risultano carenti in questi soggetti, per cui spesso si ricorre all’utilizzo di integratori.

I cibi con un’elevata osmolarità (per esempio le bevande o gli alimenti contenti molti zuccheri), non vengono ben tollerati e la loro assunzione favorisce la cosiddetta “dumping syndrome”, condizione caratterizzata da eccessiva sudorazione, palpitazioni e spossatezza.

Tecniche malassorbitive: la diversione biliopancreatica

Si tratta d’interventi in cui il tratto di intestino “saltato” è piuttosto lungo, impedendo il completo assorbimento di alcuni nutrienti ingeriti con l’alimentazione.  La conseguenza è che alcuni nutrienti, per esempio i grassi, non vengono assorbiti e vengono eliminati con le feci. Grazie a questa operazione il paziente ha un alterato assorbimento di grassi e di carboidrati complessi, ma non di zuccheri semplici (zucchero, frutta, dolci, bibite). Nei giorni successivi all’intervento il paziente deve frazionare l’alimentazione in 5 o più pasti, preferire gli alimenti proteici, controllare gli zuccheri semplici e bere lontano dai pasti.

Dopo circa due settimane, può pian piano tornare a una dieta solida “libera”, facendo sempre attenzione a frazionare i pasti, a controllare i grassi, gli zuccheri e le fibre, sempre privilegiando gli alimenti proteici. Inoltre deve mantenere l’abitudine di masticare bene, mangiare lentamente e bere lontano dai pasti. Ovviamente essendoci un alterato assorbimento bisogna tener presente che è necessaria un’integrazione di sali minerali e vitamine, perché anche in questo caso ci possono essere carenze di ferro, acido folico, vitamina B12 e calcio, ma anche di altri nutrienti che vanno valutati caso per caso.

Come scriveva il chirurgo, gli interventi di chirurgia bariatrica possono davvero essere efficaci, ma non vanno assolutamente presi alla leggera. Quanto illustrato in questo articolo lo conferma anche dal punto di vista nutrizionistico.

 

Giacomo Astrua

Dietista

 

 

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