skip to Main Content
Calcio (giocato) Come Terapia Di Supporto Contro Il Tumore Alla Prostata

Calcio (giocato) come terapia di supporto contro il tumore alla prostata

  • News

Uno studio ha evidenziato come l’attività fisica migliori la qualità della vita di chi deve combattere il tumore più diffuso tra gli uomini.

Il cancro è, in Italia e nel mondo, la seconda causa di morte dopo le malattie cardio-circolatorie. Nonostante la sopravvivenza sia aumentata, le persone che hanno dovuto sottoporsi a trattamenti per la cura di un tumore non sempre ritornano a vivere esattamente come prima della diagnosi. Possono persistere sintomi come stanchezza o problemi psicologici, che hanno un impatto negativo sulla qualità di vita. Abbiamo ampiamente parlato dei benefici correlati all’attività fisica.

L’attività fisica come terapia di supporto

Molti studi recenti evidenziano benefici effettivi dell’attività fisica non solo a scopo preventivo, ma anche in persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore. Questo su vari fronti, come il miglioramento generale della qualità di vita, la riduzione della stanchezza e, in generale, un miglioramento della funzionalità fisica.

In uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica PLoS Medicine si confermano proprio questi dati, focalizzando l’attenzione sul tumore della prostata, il cancro più frequente fra gli uomini. Gli approcci terapeutici per questo tumore sono diversi e possono avere un impatto negativo sulla qualità di vita delle persone affette, perché presentano molti effetti collaterali che si vanno a sommare alla disabilità già portata dalla malattia in sé. Per esempio, la terapia ormonale può portare a una riduzione della densità ossea (in altre parole, le ossa sono più fragili), o all’aumento del peso corporeo con un più alto rischio dello sviluppo di diabete e malattie cardiovascolari.

È stato dimostrato che l’attività fisica, aiuto efficace per molti problemi in ambito preventivo e terapeutico, può darci una mano anche in questo caso come “terapia di supporto”. Il metodo utilizzato in questo studio è curioso: le persone che hanno partecipato sono state divise in due gruppi e seguite per un anno. A uno è stato offerto un allenamento settimanale in una squadra locale di calcio, mentre all’altro è stato richiesto di continuare con le normali attività quotidiane. I ricercatori hanno concluso che le persone appartenenti al primo gruppo hanno avuto un miglioramento dell’umore, una riduzione del peso corporeo, un miglioramento della densità ossea e una riduzione degli accessi in ospedale, senza che ci fosse un aumentato rischio di cadute e fratture rispetto alle persone che non avevano aderito alla proposta di giocare nella squadra di calcio.

Inoltre, non meno importante, è stato rilevato che più della metà dei partecipanti del primo gruppo hanno continuato a praticare quest’attività anche dopo la conclusione dello studio, segno di un cambiamento verso abitudini di vita più salutari.

Spero sia chiaro che l’attività specifica in sé è solo un pretesto. Allenamenti di calcio, marcia o corsa poco cambia. L’importante è abbandonare prima possibile lo stile di vita sedentario. Anche dopo un tumore.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Bjerre ED, Petersen TH, Jørgensen AB, Johansen C, Krustrup P, Langdahl B, et al. (2019) Community-based football in men with prostate cancer: 1-year follow-up on a pragmatic, multicentre randomised controlled trial. PLoS Med 16(10): e1002936.

Aiom – Numeri del cancro 2018

Bourke L., et al. Exercise for Men with Prostate Cancer: A Systematic Reviewand Meta-analysis. European Urology 69 (2016) 693-703

 

Back To Top