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Obesità: In Casi Estremi, Possibile Un Intervento Chirurgico

Obesità: in casi estremi, possibile un intervento chirurgico

L’obesità è una condizione che si associa a tutta una serie di conseguenze negative sulla salute. Abbiamo già visto come vada prevenuta sin dall’infanzia. Se questo non è stato possibile, l’obesità può essere trattata seguendo varie strategie che comprendono anche, in casi estremi, il riscorso alla chirurgia. La cosiddetta chirurgia bariatrica.

L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo aumento di peso dovuto all’accumulo di grasso con conseguenze negative sulla salute. Essa rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di numerose malattie responsabili di un aumento della mortalità (diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari). È stato calcolato, infatti, che in una persona affetta da obesità l’aspettativa di vita media si riduce fino a 8-10 anni rispetto a una persona normopeso, ovvero con un peso nella norma. È stato, inoltre, chiaramente dimostrato come l’obesità provochi un generale peggioramento della qualità della vita.

Purtroppo, l’obesità è in constante aumento in Italia e nel Mondo: secondo le più recenti stime, in nel nostro Paese circa il 10% della popolazione (circa 6 milioni di individui), è affetta da tale patologia.

Quali sono le cause

In maniera semplicistica si afferma che l’obesità si presenta quando la quantità di calorie introdotte con l’alimentazione supera il consumo di energia. In realtà numerosi fattori genetici, ormonali, metabolici e ambientali ne influenzano lo sviluppo: in sintesi, un paziente affetto da obesità non è necessariamente, o comunque non soltanto, una “persona che mangia troppo”.

Il riconoscimento dell’obesità come malattia multifattoriale, ovvero dovuta a numerose cause, rappresenta il punto di partenza per ottimizzare il suo trattamento. L’obesità è, quindi, una vera e propria malattia che va affrontata e curata con i mezzi più appropriati, siano essi il cambiamento delle abitudini di vita, il trattamento con farmaci e, quando indicato, anche il trattamento chirurgico. Oggi parleremo proprio di quest’ultimo aspetto.

Come si misura l’obesità

Nella pratica clinica si può valutare in modo oggettivo il livello di obesità. Si usa il cosiddetto Indice di Massa Corporea (IMC), anche detto BMI, dall’inglese Body Mass Index. È molto facile calcolarlo. Potete farlo semplicemente, anche senza l’ausilio di app dedicate. L’IMC si ottiene dividendo il peso in chilogrammi di una persona per il quadrato della sua altezza in metri secondo la formula: IMC=Peso÷(altezza x altezza). In altre parole, un uomo che pesa 85 kg ed è alto 1,80m avrà un IMC pari a: IMC = 85 ÷ (1,80×1,80)=26,2.

Viene considerato normopeso un soggetto che presenti un IMC compreso tra 18,5 e 24,9. A partire da un IMC di 30si parla di obesità. Un trattamento chirurgico può essere preso in considerazione, qualora vi siano le condizioni adatte a farlo, per un IMC superiore a 40 o anche più basso (35), in presenza di altre malattie associate, quali diabete o problemi alle articolazioni dovuti al peso eccessivo. A titolo di esempio, per un uomo alto 1,80m potrebbe essere proposto un intervento bariatrico a partire da un peso di 130 kg (corrispondente a un IMC di 40,1). Se tale persona è affetta da diabete, il peso a partire dal quale può essere preso in considerazione l’intervento bariatrico scende a circa 115 kg (IMC 35,5).

Tale formula, comunque, va considerata con le opportune precauzioni e non come una verità assoluta, dal momento che, nel valutare il peso, essa non tiene in considerazione né la percentuale di peso costituita dalla massa magra (per esempio i muscoli), né l’effettiva distribuzione del grasso corporeo.

Esistono differenti tipi di obesità

Non tutti i tipi di obesità sono, infatti, uguali. Semplificando, si può affermare che esistono due tipi di obesità:

  • L’obesità centrale, anche detta “a mela”. Quella più tipica del sesso maschile, in cui il grasso si accumula sulla pancia e a livello degli organi dell’addome.
  • L’obesità periferica o “a pera”. Quella più tipica del sesso femminile, in cui il grasso si accumula a livello di glutei e fianchi.

L’obesità centrale è quella più pericolosa per la salute, perché si associa più frequentemente ad altre malattie metaboliche come il diabete, l’ipertensione e l’accumulo di grasso nel fegato, responsabili, a loro volta, di un aumento della mortalità.

La chirurgia bariatrica

La chirurgia dell’obesità, o chirurgia bariatrica (dal greco baros, peso), è quella branca della chirurgia che si occupa del trattamento dei pazienti affetti da eccesso di peso patologico. La chirurgia bariatrica è in grado di produrre, in pazienti selezionati e con le appropriate procedure, un calo di peso notevole e stabile nel tempo.

Gli interventi per l’obesità si basano essenzialmente su due principi: la riduzione della capacità dello stomaco di accogliere il cibo e la diminuzione dell’assorbimento del cibo ingerito. Alcuni interventi combinano entrambi questi effetti. I classici esempi d’interventi “restrittivi”, ovvero che provocano la riduzione del volume dello stomaco, sono il bendaggio gastrico (oggi un po’ meno realizzato che in passato), e la sleeve gastrectomy, intervento che prevede l’asportazione di una parte dello stomaco. Un intervento misto, invece, è il bypass gastrico che non prevede l’asportazione di tratti dell’apparato digerente, ma che crea una sorta di “accorciamento” dell’intestino stesso tramite la formazione di un percorso interno alternativo. Esistono, poi, tutta una serie di interventi più recenti che combinano la riduzione dello stomaco al ridotto assorbimento.

Gli interventi di chirurgia bariatrica vengono eseguiti quasi sempre in laparoscopia, tecnica che permette di accedere all’interno dell’addome tramite buchi di circa 1 centimetro, eseguendo l’intervento attraverso una telecamera. A volte, tuttavia, può essere necessario ricorrere alla tecnica tradizionale del taglio chirurgico.

Effetti generali di tali interventi sono la diminuzione dell’introduzione di cibo, l’alterazione nella produzione di alcuni ormoni e, per alcune procedure, una modifica nell’assorbimento dei nutrienti. Tali fattori, insieme, portano a una diminuzione del peso.

Un intervento chirurgico bariatrico risolve il problema dell’obesità per sempre?

Tutti gli interventi di chirurgia bariatrica prevedono una partecipazione “attiva” da parte del paziente, che deve attenersi ai principi di una corretta alimentazione (facilitata certamente dall’intervento), e di uno stile di vita attivo. Dopo un iniziale e rapido calo, infatti, il peso tende a stabilizzarsi e, in mancanza di uno stile di vita e di un’alimentazione adeguati, si può assistere negli anni a una ripresa del peso stesso. Dopo aver subito un intervento di chirurgia bariatrica è, poi, fondamentale effettuare i controlli periodici previsti, sia per ottenere i migliori risultati, sia per ridurre il rischio di possibili complicanze che possono derivare dal fatto che si introduce e si assorbe (in alcuni tipi di interventi), meno cibo. La possibilità di andare incontro a carenze di sostanze nutritive e di vitamine, infatti, rappresenta una possibile conseguenza di tali interventi.

Gli interventi di chirurgia bariatrica sono procedure complesse che presentano indubbi benefici, ma non sono esenti da rischi e, vale la pena sottolinearlo, non si tratta di interventi di chirurgia estetica. Proprio considerando la complessità di tale chirurgia, è importante che tali tipi di interventi vengano eseguiti in centri specializzati e con valutazione approfondita da parte di equipe multidisciplinari, comprendenti tra le altre figure, anche dietisti-nutrizionisti, endocrinologi e psichiatri-psicologi. Un vero lavoro di squadra.

 

Enrico Facchiano

 

Fonti:

Prospective Studies Collaboration. Body-mass index and cause-specific mortality in 900000 adults: collaborative analyses of 57 prospective studies. Lancet 2009 Mar 28;373(9669):1083-96

Sjöström L, Narbro K, Sjöström CD et al. Effects of bariatric surgery on mortality in Swedish obese subjects. N Engl J Med 2007 Aug 23;357(8):741-52

OECD (2017), OECD Health Statistics 2017

SICOB – Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità. Documenti per i pazienti e per i medici consultabili sul sito www.sicob.org

 

 

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