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Catastrofi E Salute: Effetti Anche A Distanza Di Anni, Come Per Le Torri Gemelle

Catastrofi e salute: effetti anche a distanza di anni, come per le Torri Gemelle

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Le grandi catastrofi naturali o indotte dall’uomo ci colpiscono nel corpo e nello spirito e gli effetti si possono vedere anche a distanza di decenni. Lo dimostra uno studio sui vigili del fuoco di New York, che furono impegnati in prima linea dopo l’attacco alle Torri Gemelle.

Quando pensiamo alle catastrofi, naturali e non, di grandi dimensioni i primi pensieri che ci passano per la testa sono, ovviamente, legati al numero immenso di vittime e feriti che questi disastri si portano dietro. A questo si associa il conto delle risorse economiche utilizzate per il primo soccorso o necessarie alla ricostruzione di città e infrastrutture. Meno immediato è, invece, che il nostro pensiero sia rivolto ai danni a medio e lungo termine (ossia nel corso dei molti anni successivi all’evento), in termini di salute, per le persone che in queste calamità si sono trovate, magari prestando soccorso e assistenza, e che sono sopravvissute.

Le Torri Gemelle

Proprio a tal proposito, è di recente uscito uno studio su Jama Network Open, cheha valutato se i vigili del fuoco che avevano lavorato sul luogo dell’attentato al World Trade Center l’11 settembre del 2001 fossero più a rischio di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto al resto della popolazione.

Lo studio ha evidenziato come che chi era stato esposto alle polveri del World Trade Centeravesse avuto, in tutti gli anni successivi all’attentato, un rischio maggiore di sviluppare problemi cardiovascolari, come infarto o ictus. Questo rischio, per di più, aumentava per coloro che in quel luogo ci avevano lavorato per più tempo o per quelli che erano arrivati subito sul sito dell’attentato, rispetto a quelli che erano arrivati nei giorni successivi. Molti altri studi precedenti a questo avevano dimostrato il legame fra l’aver vissuto questa terribile esperienza e lo sviluppo di molte altre patologie di varia natura, sia di tipo fisico che psicologico.

Il terremoto de L’Aquila

In Italia, negli ultimi anni, ci sono stati esempi eclatanti di catastrofi, a partire dal terremoto de L’Aquila dell’aprile 2009. Sono stati, così, condotti numerosi studi – raccolti qualche anno fa in un numero della rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia – per valutare i danni di salute e sociali collegati a questi disastri e le possibili strategie da mettere in campo in termini di prevenzione e sanità pubblica. Anche da noi, infatti, la tendenza è sempre quella di concentrarsi sui danni diretti e acuti che conseguono la calamità, tralasciando l’importanza di tenere in considerazione i danni sulla salute che potrebbero comparire negli anni successivi. Grazie a questi lavori si è arrivati a dichiarare formalmente la necessità di dotare l’Italia di un sistema di sorveglianza della salute, dedicato alle popolazioni vittime di eventi catastrofici, che ne monitori lo stato generale anche molti anni dopo il disastro.

In Italia, infatti, un sistema di questo tipo non esiste, ma, come dimostrato da questo tipo di osservazioni e di prese di posizione ufficiali, forse qualcosa si sta muovendo. Anche questa, infatti, è prevenzione e, come abbiamo già più volte ribadito, può salvare la vita. Speriamo davvero che dalle prese di posizione ufficiali si passi alla loro applicazione pratica. Speriamo.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Cohen H.W., et al. Long-term Cardiovascular Disease Risk Among Firefighters After theWorld Trade Center Disaster. JAMA Network Open. 2019;2(9): e199775

Epicentro.Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica. www.epicentro.iss.it

Epidemiologia e Prevenzione 2016; 40 (2), marzo-aprile. L’Aquila: sorveglianza e ricerca dopo il terremoto 2009

 

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