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Il Parto Cesareo: Un Intervento Chirurgico Che Richiede Precise Indicazioni Cliniche

Il parto cesareo: un intervento chirurgico che richiede precise indicazioni cliniche

Negli ultimi decenni il ricorso al parto cesareo è notevolmente aumentato, ma secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità spesso viene usato anche quando non è clinicamente necessario.

Parto naturale o taglio cesareo? Non penso che in molti, quando ci si pone questa domanda, si soffermino a pensare che il cesareo è, a tutti gli effetti, un intervento chirurgico. Anzi, dal momento che negli ultimi anni in molti Paesi c’è stato un cospicuo aumento di questa tipologia di parto, possiamo dire che sia uno dei più comuni interventi chirurgici praticati. Ma c’è una grande differenza rispetto alle altre chirurgie: l’Organizzazione Mondiale della Sanità denuncia, infatti, che il cesareo si fa anche quando non è clinicamente necessario, indipendentemente dalle condizioni fisiche delle donne. Essendo un vero e proprio intervento chirurgico, però, se non indicato non porta ad alcun beneficio rispetto al parto naturale, ma solo a possibili rischi per la mamma e per il neonato. Abbiamo, inoltre, recentemente visto su Medical Facts, come si stia anche studiando il ruolo del cesareo nel modificare la flora batterica dei neonati e la sua possibile correlazione con malattie dell’età adulta, quali asma e obesità patologica.

Sempre più parti cesarei

Nonostante queste premesse, negli ultimi decenni, il ricorso al parto cesareo è notevolmente aumentato. Pensate che in Italia si è passati dall’11,2% nel 1980 al 33,7% nel 2016 della percentuali di cesarei sul totale delle nascite, e questo valore risulta il più alto d’Europa. Spesso le donne che ricorrono al taglio cesareo sono quelle che avevano già usato questa tecnica precedentemente. Infatti, in questi casi, le donne si trovano davanti a un bivio: nuovo taglio cesareo o parto vaginale?

Mentre alla prima gravidanza, per tutti i motivi elencati sopra, a meno che non ci siano indicazioni cliniche specifiche, è ampiamente dimostrato che il parto naturale sia meglio, qui la scelta diventa più difficile perché entrambe le opzioni presentano rischi e benefici. A maggior ragione, al momento del primo figlio (a meno che non sussistano specifiche condizioni cliniche), è meglio partorire naturalmente, per evitare di trovarsi in questa situazione al momento del secondo.

Un nuovo studio

Recentemente, sull’importante rivista scientifica PloS Medicine, è uscito un nuovo studio su questo dibattuto argomento, per chiarire potenziali danni e vantaggi di un parto per via naturale dopo un precedente cesareo. Partendo dal presupposto che il rischio assoluto di reazioni avverse è, per fortuna, basso per entrambe le tecniche di parto, questo studio ci dice che il parto vaginale dopo un precedente cesareo potrebbe essere più pericoloso per via, soprattutto, di un maggior rischio di rottura dell’utero. Bisogna, però, anche considerare che la stimolazione sull’organismo indotta dal parto vaginale aumenta le probabilità di allattamento al seno.

Questi elementi devono essere considerati anche alla luce delle già numerosissime evidenze scientifiche che ci dicono che, con l’esecuzione di cesarei ripetuti, aumenta il rischio legato ad anomalie della placenta, con possibili gravi conseguenze sia sulla salute della donna che sul buon esito di future gravidanze. Proprio per quest’ultimo motivo, nonostante ci siano rischi e benefici legati a entrambe le tecniche, attualmente le linee guida sostengono comunque il parto vaginale come scelta più ragionevole dopo il taglio cesareo, a meno che non ci siano controindicazioni.

Al di là della situazione specifica legata ai tagli cesarei ripetuti, per la quale saranno necessari ulteriori studi per chiarire una volta per tutte i potenziali danni e vantaggi delle due tecniche, è doveroso dire che, in generale, le percentuali più alte di cesareo si riscontrano nelle strutture private e nei reparti con un basso numero di parti. Questo porta inevitabilmente al sospetto che il loro utilizzo sia spesso totalmente indipendente dalle ragioni cliniche e associato, invece, a questioni strutturali-organizzative, medico-legali o culturali (per esempio la pianificazione della data della nascita): tutto ciò deve farci riflettere perché il taglio cesareo ha vantaggi sul parto vaginale solo se utilizzato per precise ragioni cliniche.

 

Renata Gili

 

Fonti:

www.who.int

www.epicentro.iss.it

Fitzpatrick KE, Kurinczuk JJ, Bhattacharya S, Quigley MA (2019) Planned mode of delivery after previous cesarean section and short-term maternal and perinatal outcomes: A population based record linkage cohort study in Scotland. PLoS Med 16(9): e1002913.

Linee Guida Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute. Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole.

 

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