skip to Main Content
Lo Screening Per Il Cancro Del Collo Dell’utero: Sicuro Ed Efficace, Può Salvare La Vita

Lo screening per il cancro del collo dell’utero: sicuro ed efficace, può salvare la vita

In Europa e in Italia, grazie ai programmi di screening, si è assistito negli ultimi decenni a una riduzione del 50% della mortalità per i tumori dell’utero e del 25% dell’incidenza di tale patologia. Oggi Medical Facts ve ne ricorda l’importanza: dati alla mano.

Il tumore del collo dell’utero, o cervice uterina, è al secondo posto nel mondo fra i tumori che colpiscono le donne. L’incidenza è minore nelle nazioni più sviluppate perché nella maggior parte di esse esistono, ormai da molti anni, programmi di screening organizzati a livello nazionale che permettono una diagnosi in fase molto precoce. Visti i numeri, però, il cancro della cervice uterina rimane un problema di sanità pubblica da non sottovalutare, contando in Italia circa 2.700 nuovi casi all’anno, con maggiore frequenza nelle donne più giovani  (fra le quali è la quinta neoplasia più frequente).

Una causa, un tumore

Nel 1983 il Prof. Harald zur Hausen scoprì la correlazione fra l’infezione del virus del papilloma umano (HPV) e il cancro della cervice uterina, dimostrando che questa infezione ne costituisce l’unica causa. Fu una scoperta così importante che gli valse il premio Nobel per la Medicina. Normalmente, infatti, i tumori riconoscono cause diverse che si sommano l’una con l’altra mentre qui la causa è una, con importanti conseguenze in termini di prevenzione: abbiamo un unico nemico da sconfiggere. Quella causata dall’HPV è una tipica infezione a trasmissione sessuale. Ci sono almeno 100 tipi diversi di questo virus, ma solo alcuni di essi possono portare all’insorgenza del tumore e, per questo, vengono detti “ad alto rischio”.

Armi diverse contro un solo nemico: le strategie di prevenzione

Non dimenticando, ovviamente, l’educazione sessuale e l’uso del preservativo (ripetiamolo, si tratta di un’infezione trasmessa sessualmente!), le armi per la prevenzione sono essenzialmente due. Da un lato, un programma di screening che permette la diagnosi precoce del tumore in uno stadio in cui, se si viene trattati, la percentuale di guarigione è davvero altissima (grazie ai programmi di screening, si è assistito negli ultimi decenni a una riduzione del 50% della mortalità per i tumori dell’utero e di oltre il 25% dell’incidenza di tale patologia). Dall’altro lato, un vaccino sicuro ed efficace che, attenzione, non sostituisce assolutamente lo screening, ma si integra a esso. Il vaccino, infatti, previene circa il 90% delle infezioni associate a tumore ma non la totalità.

Questi due strumenti hanno un valore enorme tanto da costituire un’abbinata assolutamente vincente: pensate che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato addirittura possibile la progressiva scomparsa di questo tumore (sì, avete capito bene: scomparsa significa azzerare il numero di nuove diagnosi!).

Lo screening per il cancro della cervice uterina

Come abbiamo detto, lo screening per il cancro della cervice uterina, come tutti gli screening, serve a diagnosticare il tumore in una fase molto precoce, quando cioè non ha ancora dato segni e sintomi di sé. È rivolto a tutte le donne fra i 25 e i 64 anni ed è gratuitamente offerto dal Servizio Sanitario Nazionale (non prevede, cioè, pagamento di ticket). Se si è nella fascia d’età interessata, si riceve una lettera d’invito con giorno, ora e luogo dell’esame. Qualora non si ricevesse la lettera, sarebbe opportuno parlarne con il proprio medico di famiglia per potersi comunque sottoporre all’esame. La procedura è molto semplice perché si tratta di un prelievo di una piccola quantità di cellule del collo dell’utero attraverso una spatolina, che viene strofinata sulle pareti della cervice uterina: poco più fastidioso di una visita ginecologica.

Vi sarà capitato, forse, di far confusione sentendo parlare sia di Pap-test che di HPV-test. Infatti, mentre fino a qualche anno fa esisteva solo il Pap-test ogni tre anni, la ricerca scientifica ha dimostrato come dopo i 30-35 anni di età l’HPV-test sia più efficace del Pap-test. Premesso che, dal punto di vista pratico, non cambia nulla (si tratta sempre di un prelievo cervico-vaginale), la differenza è essenzialmente questa: il Pap-test mi dice se le mie cellule sono danneggiate (cioè se la presenza del virus ha già creato un danno cellulare), mentre l’HPV-test mi dice se c’è il virus prima ancora che questo provochi un danno. Quindi le donne più giovani (dai 25 ai 30-35 anni) continuano a fare il Pap-test ogni tre anni mentre, a partire dai 30-35 anni di età, l’esame da fare è l’HPV test ogni 5 anni.

Una precisazione doverosa: avere un HPV-test o un Pap-test positivi non significa avere un tumore. Vuol dire, però, che bisogna sottoporsi in breve tempo ad altri esami di approfondimento per accertare o escludere la presenza di cancro, così da poterlo eventualmente trattare in una fase molto precoce con grandi probabilità di guarigione.

Tutti i dati dimostrano che nei Paesi più sviluppati la mortalità e l’incidenza del tumore alla cervice uterina sono nettamente diminuite, a differenza dei Paesi che non fanno screening, dove invece continuano ad aumentare. In Italia ci sono ancora troppe aree nelle quali la partecipazione allo screening è bassa e purtroppo i tumori più gravi, quelli cioè che hanno meno possibilità di guarigione, sono più frequenti proprio nelle persone che non hanno mai eseguito questi esami. Allora perché, a fronte di tutte queste informazioni, non farli? Abbiamo in mano un’arma validissima, non possiamo non utilizzarla: la prevenzione è importante e può letteralmente salvare la vita.

 

Renata Gili

 

Fonti:

https://www.epicentro.iss.it

http://www.euro.who.int

https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/09/2019_Numeri_Cancro-operatori-web.pdf

https://www.osservatorionazionalescreening.it

Musa J, et al. (2017) Effect of cervical cancer education and provider recommendation for screening on screening rates: A systematic review and meta-analysis. PLoS ONE 12(9): e0183924.

 

Back To Top