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La Storia Di Francesco Bonifazi: Morto A 7 Anni Per Un’otite Non Curata

La storia di Francesco Bonifazi: morto a 7 anni per un’otite non curata

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L’omeopatia non ha alcuna efficacia. È un fatto. Usarla al posto di terapie di provata efficacia è una follia. Facendolo si muore e Francesco Bonifazi, che ora potrebbe essere a giocare con i suoi amici, è morto per un’otite a sette anni.

La settimana scorsa abbiamo parlato di Francesco Bonifazi, morto a sette anni per un’otite curata con l’omeopatia. Il suo medico era l’omeopata Massimiliano Mecozzi, di cui abbiamo raccontato il singolare percorso professionale, che dopo numerose peripezie tra le quali l’adesione a Roveto Ardente – a un certo punto lo porta a Pesaro, dove inizia a esercitare la professione in modo piuttosto singolare. Si fa pagare poco, è disponibilissimo nei confronti dei suoi pazienti, riesce a farsi una cospicua clientela. Ci sono assistiti che lo adorano, altri che, al contrario, raccontano storie inquietanti.

Una mamma, di nome Federica, dice di aver portato da Mecozzi il figlio di 2 anni con 39,5°C di febbre e difficoltà nel respirare e di essersi sentita raccomandare di non dare al bambino paracetamolo o antibiotici (altrimenti l’avrebbe rifiutato come paziente), tutto questo senza alcuna visita. La guarigione sarebbe passata attraverso gocce omeopatiche da somministrare ogni dieci minuti. Il bambino però non guarisce, anzi dopo due giorni comincia a essere meno vispo, la febbre è ancora alta. La madre richiama Mecozzi, che le vieta il paracetamolo dicendole: «La febbre non è niente, quel farmaco invece causa le convulsioni. Non si deve preoccupare, io ho curato anche tumori e AIDS» (!). Ma Federica si preoccupa e non sa cosa fare: una delle regole di Mecozzi, quando si parla di un altro medico, magari più tradizionale, è: «O ti segue lui o ti seguo io». Però, di fronte al bambino che peggiora e a Mecozzi che insiste coi rimedi omeopatici, la madre porta il bambino da un altro pediatra. Risultato: una seria infezione respiratoria che stava degenerando in polmonite. S’interrompono i rimedi omeopatici, si prescrivono antibiotici e il bambino guarisce subito e perfettamente.

La storia di Francesco

Nel 2017 la vita di Massimiliano Mecozzi incrocia purtroppo quella di Francesco Bonifazi. I genitori sono persone per bene, commercianti che lavorano sodo e rispettati da tutti. Certo, nella pagina Facebook del padre si trovano cose strambe, del tipo: «Beh cari amici ormai si è capito! STAMINA come all’epoca pure il METODO DI BELLA sono scomodi all’INDUSTRIA FARMACEUTICA…!!! (costano poco) L’industria farmaceutica non cura… crea clienti», ma al giorno d’oggi è cosa piuttosto comune, come purtroppo sa bene chi frequenta anche solo occasionalmente i social media.

Francesco si ammala: un’otite. Una malattia che nei bambini è molto frequente: la parte interna dell’orecchio s’infiamma e questo può causare febbre e dolore intenso. Molto spesso l’otite guarisce spontaneamente ma nelle otiti più gravi, quando si stabilisce un’infezione, sono necessari gli antibiotici, che nella grandissima parte dei casi risolvono rapidamente la patologia.

Mecozzi ovviamente cura l’otite con i suoi preparati omeopatici, ma il bambino non migliora. Febbre, dolore, vomito: per l’omeopata è tutto normale. Il nonno di Francesco riferisce che secondo Mecozzi il corpo doveva reagire in quel modo per espellere l’infezione. Dopo dieci giorni, però, di fronte all’aggravarsi della situazione, i genitori si preoccupano e tornano da Mecozzi, che visita il bambino e li tranquillizza riguardo alla malattia, mentre li terrorizza sui farmaci: «Se volete farlo diventare sordo dategli l’antibiotico», è la sua incredibile affermazione.

Passano altri giorni e si giunge al tragico epilogo: il bambino sta malissimo, la madre telefona a Mecozzi che di nuovo minimizza, ma Francesco è in coma, lei manda con il cellulare all’omeopata un video del figlio. Niente da fare. Però intanto la donna, presa dal panico, chiama il 118. Il medico dell’ambulanza trova il piccolo in condizioni disperate, ma è troppo tardi. Nonostante le cure, Francesco muore due giorni dopo. I batteri, dal suo orecchio, si sono fatti strada attraverso le ossa del cranio, sono arrivati al cervello e l’hanno ucciso.

Francesco è morto e nessuno lo potrà riportare in vita. I genitori sono stati condannati a tre mesi in primo grado.

Mecozzi continua a fare il medico

Massimiliano Mecozzi

Massimiliano Mecozzi

Mecozzi è sotto processo per omicidio colposo, continua a essere iscritto all’Ordine dei Medici e in questo preciso momento continua a curare malattie, anche le otiti che affliggono altri bambini coetanei di Francesco. Magari proprio con i farmaci omeopatici, visto che il suo legale aveva dichiarato subito dopo la morte del bambino: «La morte del bimbo è un caso eccezionale finito tragicamente. Il mio cliente aveva già curato con gli stessi metodi migliaia di pazienti e non vi erano stati mai dei problemi».

Non è vero. L’omeopatia non ha alcuna efficacia. È un fatto. Usarla al posto di terapie di provata efficacia è una follia. E si muore e Francesco Bonifazi, che ora potrebbe essere a giocare con i suoi amici, è morto.

 

Roberto Burioni

 

(Nella foto Francesco Bonifazi)

 

 

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