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Non Esistono Medicine Alternative. Esistono Solo Pericolosissime Alternative Alla Medicina Tradizionale

Non esistono medicine alternative. Esistono solo pericolosissime alternative alla medicina tradizionale

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Questo bambino è morto a sette anni per un’otite trattata non con gli antibiotici, ma con farmaci omeopatici. Facciamo la conoscenza con il suo medico, Massimiliano Mecozzi, da mercoledì a processo per omicidio colposo.

Il bambino che vedete nella foto, Francesco Bonifazi, era delle mie parti, viveva nell’entroterra della provincia di Pesaro-Urbino. Uso il passato perché purtroppo Francesco è morto nel maggio 2017 (2017, non 1817) a soli sette anni. Non è morto di un tumore, non è morto per un incidente tragico: è morto a causa di un’otite curata esclusivamente con farmaci omeopatici. È morto in modo atroce, con i batteri che si sono fatti strada dall’orecchio fino al suo cervello, provocandogli un’encefalite.

Il medico che lo curava (o che non lo curava, è appena iniziato il processo contro di lui, con l’imputazione di omicidio colposo e sarà la giustizia a decidere), è tal Massimiliano Mecozzi, sedicente omeopata.

Ma chi è questo signore? Ha un percorso professionale molto strano. Si laurea in Medicina a Roma nel 1996, a quasi 34 anni (ampiamente fuoricorso, dunque), e si trasferisce a Pesaro, dove inizia a lavorare come medico. Poco dopo, però, una svolta improvvisa: l’appassionata adesione all’associazione Roveto Ardente. Che cos’è l’associazione Roveto Ardente? Non esattamente una società scientifica. Roveto Ardente (secondo alcuni giornali una vera e propria setta),è stata fondata da Giovanna Giovannelli e dal marito Piero Santini. Lei – che diventa l’anima dell’associazione – sosteneva di essere guarita da una «saldatura delle vertebre» che le impediva addirittura di camminare dopo che il consorte, di ritorno da un incontro di preghiera, le aveva impartito una benedizione.

Mecozzi si aggrega a questo gruppo, cosa originale per un medico, visto che tra i precetti dell’organizzazione c’è l’idea che le malattie siano causate da un maleficio e che si possano guarire con l’imposizione delle mani.

Il Roveto Ardente

All’inizio tutto si risolve in una fissazione religiosa che porta il medico devoto ad ammannire rosari alla sua famiglia, fino a 150 Ave Maria al giorno. Si può sicuramente dibattere a lungo sull’efficacia terapeutica della preghiera, ma certamente un centinaio di Ave Maria non ha mai fatto male a nessuno. Gli adepti del Roveto Ardente aspettano l’imminente Apocalisse e nel frattempo finiscono sui giornali perché celebrano matrimoni dove tutti – sposi e invitati – sono vestiti come Re Artù, Ginevra, Lancillotto e i cavalieri della Tavola Rotonda.

La Giovannelli insegna religione e si distingue per il fatto di fare ascoltare ai suoi studenti le orazioni di padre Corrado Balducci, un prete piuttosto originale, che vedeva nel rock il diavolo, spiegando i misteri delle incisioni al contrario nei dischi dei Beatles e dei Led Zeppelin. Certo, ogni tanto arrivano pure dei guai, nei quali Mecozzi si caccia prontamente: il figlio di due adepti ha un incidente stradale, viene sottoposto a un delicato intervento chirurgico che richiede una trasfusione. Mecozzi, insieme alla Giovannelli, fa di tutto per convincere i genitori dell’inutilità della trasfusione, assicurando che il bambino sarebbe migliorato da solo. Per fortuna nel gruppo ci sono altri medici che sventano il possibile pericolo.

La profezia assurda

Le cose cambiano di colpo nel 2005, quando Giovanna Giovannelli muore di un tumore: secondo le teorie del Roveto Ardente questo è il segno inequivocabile che entro tre anni il mondo finirà. Bisogna prepararsi. Gli adepti comprano una casa albergo a Lourdes per aspettare nel luogo più appropriato l’Apocalisse e attendono il grande momento.

Fatto sta che – come tutti potete facilmente intuire in virtù del fatto che state leggendo – la fine del mondo non arriva, per cui tutti i membri effettivi del Roveto Ardente devono ripensare le proprie vite alla luce di questo inaspettato sviluppo. Mecozzi, che nel frattempo si era cancellato dall’Ordine dei medici, immaginando correttamente una certa qual inutilità della professione – e più in generale dei titoli professionali – dopo la fine del mondo, deve riadattarsi a una vita più normale e lo fa ripartendo dal basso: trova un impiego come addetto al deposito in un grande magazzino di Pesaro che vende ferramenta. Poi però la vecchia passione prevale; rientra nell’Ordine e apre uno studio medico, dove esercita la medicina omeopatica. La storia continua, e continueremo a raccontarvela nei prossimi giorni, perché purtroppo prende una piega molto tragica.

Massimiliano Mecozzi

Massimiliano Mecozzi iscritto nuovamente all’Ordine

La vicenda giudiziaria

Sappiate nel frattempo due cose: la prima è che i genitori di Francesco sono stati condannati a tre mesi in primo grado.

La seconda è che il dottor Massimiliano Mecozzi, mentre è processato per omicidio colposo, esercita regolarmente e legittimamente la sua professione, visita pazienti e prescrive medicine (non sappiamo di quale tipo). È infatti regolarmente iscritto all’ordine dopo una sospensione di sei (sei) mesi. Nel frattempo ricordate che non esistono medicine alternative: esistono solo pericolose alternative alla medicina tradizionale.

 

Roberto Burioni

 

Fonti:

Balle mortali, Roberto Burioni, Rizzoli 2018

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/bambino-morto-otite-madre-1.4800808

https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/bimbo-morto-otite-mecozzi-processo-1.4799299

https://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/dettagliProfessionista.public?id=0&_HDIV_STATE_=15-9-6F7AF40C971B3EDBBE647BEE5053A8A0

 

 

 

 

 

 

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