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L’importanza Della Prevenzione Per Combattere I Tumori

L’importanza della prevenzione per combattere i tumori

  • Focus

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con la prevenzione si possono prevenire fino al 50% dei casi di cancro. Oltre a uno stile di vita corretto ci sono anche gli screening oncologici. Ecco di cosa si tratta.

La prevenzione è il principale strumento che abbiamo per combattere i tumori e, in generale, le malattie croniche: a conferma di ciò, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci dice che i casi di cancro sono prevenibili fra il 30 e il 50%, cioè si potrebbe arrivare a prevenirne quasi un caso su due. Davvero tantissimo.

Cosa s’intende per prevenzione

La prevenzione primaria è l’insieme delle azioni e delle attività che mirano a correggere i fattori di rischio delle malattie, per permetterci di stare bene dal punto di vista fisico, psichico e sociale ed è davvero un’arma a portata di tutti, che prevede l’assunzione di uno stile di vita corretto. Per esempio, praticare una regolare attività fisica costituisce la base della prevenzione e contribuisce alla riduzione della mortalità, permettendoci di mantenere una buona forma e anche un miglioramento della salute mentale.

Attenzione però: la regolare attività fisica di cui si parla non prevede assolutamente un allenamento di livello degno di record mondiali alla Usain Bolt: le linee guida e gli studi scientifici ci dicono, infatti, che bastano 30 minuti al giorno di attività fisica di moderata intensità per cinque giorni alla settimana. Un altro esempio eclatante è l’importanza di smettere di fumare. L’OMS ci presenta uno scenario a dir poco spaventoso sul fumo di sigaretta: in tutto il mondo, infatti, il tabacco uccide, ogni anno, sei milioni di persone, non solo di tumore, ma anche di altre malattie a esso correlabili, praticamente un’arma di distruzione di massa.

Inoltre, il fumo di tabacco non è solo legato, come molti pensano, all’insorgenza del tumore al polmone: molte ricerche scientifiche, negli anni, hanno dimostrato che è pericoloso anche per numerosi altri organi, come la vescica o il rene. Ci sono molti altri fattori di rischio legati a comportamenti non salutari che possiamo cercare di correggere per prevenire i tumori: la dieta sana, ricca di frutta e verdura e povera di grassi saturi (per esempio quelli contenuti nel burro, nei salumi e in molti cibi confezionati), associata all’esercizio fisico, ci permette di mantenere un peso corporeo adeguato, evitando il sovrappeso e l’obesità; un consumo moderato di alcol e di bevande zuccherate; anche alcune infezioni sono considerate un importante fattore di rischio per alcuni tipi di tumore, e fra queste particolarmente importanti sono il papilloma virus umano (HPV) e il virus dell’epatite B che per fortuna sono, grazie ai vaccini, assolutamente prevenibili.

Esiste anche un altro tipo di prevenzione, la cosiddetta prevenzione secondaria, che interviene su soggetti già ammalati, ma ponendosi l’obiettivo di diagnosticare la malattia in una fase iniziale. È il caso, questo, degli screening oncologici, ossia dei programmi di esami volti a individuare la malattia quando ancora è asintomatica. In generale, infatti, la sopravvivenza dei tumori è condizionata da due aspetti: la fase nella quale viene diagnosticata la patologia e l’efficacia delle terapie intraprese. Lasciamo da parte l’efficacia delle terapie intraprese, argomento altamente specialistico e di cui sarebbe davvero riduttivo parlare in questa sede, e concentriamoci sugli screening.

Gli screening oncologici

Per certi tipi di tumore si è visto, infatti, che facendo a tappeto, su determinate fasce della popolazione sana (tipicamente nelle età in cui si è più a rischio di sviluppare una certa patologia oncologica), alcuni esami specifici, si possono scoprire certe malattie ancora prima che queste diano segni e sintomi della loro esistenza. Andare a fare questi esami quando ci si trova nella fascia d’età corretta, risulta, quindi, dal punto di vista medico-scientifico, di sostanziale importanza, senza se e senza ma. Soprattutto, andare a fare questi esami quando si è totalmente asintomatici, per quanto possa apparire noioso in una condizione di benessere, è fondamentale.

Ma perché gli screening sulla popolazione si fanno solo per alcuni tipi di tumore? Le ragioni sono diverse e tecniche, ma, in linea generale, i motivi sono essenzialmente due. Da un lato la malattia che scopriamo precocemente deve aver la possibilità di essere curata. Se io scopro di avere una malattia nelle fasi iniziali, ma poi non posso guarire, quale sarebbe il vantaggio di averla scoperta prima, quando, per lo più, ancora stavo bene? Il secondo motivo sta nell’accettabilità e nella sicurezza dell’esame che viene proposto: proprio perché lo dobbiamo fare quando stiamo bene e non è assolutamente detto che dall’esame venga fuori che abbiamo la malattia, non accetteremmo mai di sottoporci a un esame difficile, invasivo e con rischi importanti.

In Italia sono attivi veri e propri programmi di screening nazionali per le malattie oncologiche e ogni anno vengono invitati attivamente (ciò significa che si riceve una vera e propria lettera a casa che ci dà un appuntamento preciso per l’esecuzione dell’esame), milioni di pazienti. In particolare i programmi di screening attualmente attivi sono tre: per la prevenzione del tumore del seno e del collo dell’utero, nelle donne, e per la prevenzione del tumore del colon-retto nelle donne e negli uomini.

Quando si rientra nella fascia d’età corretta, per quanto ovviamente non obbligatorio, sarebbe davvero sciocco non aderire al programma di screening. Infatti, qualora venisse riscontrata un’anomalia, lo screening ci dà la possibilità di accedere velocemente ad altri esami più specifici e di curare la malattia a uno stadio in cui non è ancora pericolosa, quindi con percentuali di guarigione davvero altissime. Oltretutto l’esame è totalmente gratuito: non viene richiesto a nessuno alcun pagamento del ticket sanitario.

Nei prossimi articoli ne analizzeremo uno per uno e sappiate che, nel caso in cui vi trovaste nella fascia d’età corretta per l’esecuzione di uno di questi esami e non aveste ricevuto alcuna lettera a casa che vi invitava ad andarli a fare, potete rivolgervi alla vostra Asl o al vostro medico, chiedendo informazioni al riguardo per poter accedere all’analisi corretta.

Per i tumori per i quali la diagnostica precoce è migliorata e viene sistematicamente utilizzata avvalendosi di programmi di screening, la sopravvivenza negli anni è andata incontro a un notevole aumento con una riduzione della mortalità legata al cancro e anche proprio del rischio di sviluppare la patologia. Dobbiamo quindi mettere da parte la paura e la pigrizia di sottoporci, da sani, agli esami diagnostici che ci vengono proposti, perché ci possono davvero aiutare a curarci con meno sforzi e maggiore efficacia. Inoltre, quando pensiamo che gli stili di vita sani non siano poi così importanti per prevenire delle brutte malattie, ricordiamoci i numeri dell’OMS: quasi la metà dei tumori può essere prevenuta e questo dipende solo da ognuno di noi.

 

Renata Gili

 

Fonti:

Organizzazione Mondiale della Sanità – www.who.int/cancer/prevention/en

Ministero della Salute – www.salute.gov.it

Osservatorio Nazionale Screening – www.osservatorionazionalescreening.it

Aiom – I numeri del cancro in Italia 2018

Linee Guida europee 2016 sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari nella pratica clinica

 

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