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Running E Artrosi Di Ginocchia: Mito O Realtà?

Running e artrosi di ginocchia: mito o realtà?

  • Focus

Il sentire comune è che correre faccia male alle nostre articolazioni, ma recenti studi hanno dimostrato il contrario. Quello che realmente può creare problemi è un allenamento sbagliato. Ecco i consigli per non sbagliare.

Negli ultimi anni, anche a livello amatoriale, sta prendendo sempre più piede l’attività sportiva del running. Basti pensare che negli ultimi 20 anni i tesserati FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera), associazione alla quale fanno riferimento i podisti, sono cresciuti da circa 120 mila a quasi 200 mila.

Essendo, infatti, una tipologia di attività fisica accessibile a molti, eseguibile in svariati contesti ambientali senza la necessità di particolari attrezzature, ha attratto a sé un gran numero di appassionati.

Tuttavia, come spesso accade con le tendenze del momento, le conseguenze più o meno benefiche del running sul nostro corpo sono frequentemente oggetto di confronto e discussione. Una delle tesi più spesso sostenute è che la corsa abbia effetti negativi e traumatici a livello delle ginocchia, specialmente per il fatto che con il passare del tempo possa portare a soffrire di artrosi.

Che cosa è l’artrosi?

Dunque, facciamo chiarezza: l’artrosi è un processo di usura delle articolazioni del nostro corpo. Nella maggior parte dei casi, un’articolazione è composta da due ossa che entrano in contatto nella loro parte terminale. La superficie di contatto è coperta da cartilagine, il cui ruolo è quello di migliorare la congruenza dei capi articolari, ridurre gli stress e minimizzare gli attriti durante il movimento. Con il sopraggiungere dell’artrosi si ha la riduzione dello spessore di questo “cuscinetto” cartilagineo, situazione che in alcune condizioni può causare dolore.

Un parere dalla letteratura scientifica

Tornando al nostro corridore, è vero che facendo questo tipo di attività si pone in una condizione di maggior rischio per l’esordio di un eventuale processo artrosico? Secondo numerosi lavori scientifici pare di no. Di particolare interesse sono i risultati riportati nei due studi che vi presenta oggi Medical Facts.

La prima pubblicazione ha messo a confronto due gruppi di soggetti adulti, in media di 58 anni, il primo composto da corridori amatoriali, il secondo formato da soggetti sani non corridori. A questo punto i ricercatori hanno valutato con radiografie, più volte in un lasso di tempo di 18 anni, l’evoluzione di eventuali situazioni artrosiche a livello delle ginocchia. Quello che ne è risultato, in disaccordo con il pensiero comune, è che i runners amatoriali, durante i 18 anni di durata dello studio, non hanno sviluppato più artrosi alle ginocchia rispetto ai soggetti non runners. Il risultato di questo studio suggerisce che la corsa, svolta come attività sportiva amatoriale, non aumenta la possibilità di sviluppare artrosi con il passare del tempo.

Il secondo lavoro preso in esame riporta risultati ancora più interessanti. Se ne evince, infatti, che paragonando soggetti sedentari e corridori amatoriali, quest’ultimi presentano più raramente artrosi all’articolazione del ginocchio. Giustamente sorge spontaneo chiedersi come sia possibile che individui le cui articolazioni sono sottoposte a maggior utilizzo, con il passare degli anni, siano meno soggette a usura se paragonate a quelle di soggetti sedentari. Andando a riassumere la spiegazione che riportano gli autori, quello che accade a livello delle nostre strutture corporee, se sottoposte a sollecitazioni controllate e prolungate nel tempo, è la messa in atto di meccanismi di compenso. Tali meccanismi, in questo caso agendo anche sulle strutture delle ginocchia, sono in grado di renderle adatte a sopportare il nuovo stimolo senza subirne danni. Questo è uno dei motivi per cui, a lungo termine, i corridori amatoriali presentano meno artrosi.

Runners e dolori alle ginocchia

Purtroppo, molto spesso, si sente di runners amatoriali soffrire di dolori alle ginocchia. Come si può spiegare questo fenomeno? Innanzitutto, è opportuno sottolineare che in molti di questi casi non si tratta di artrosi, bensì di altre condizioni patologiche. A oggi, chi si occupa di ricerca in questo campo, è concorde nell’affermare che una buona parte degli infortuni correlati alla corsa sia da overuse, ovvero uso eccessivo. Con questo termine vengono indicati tutti quegli infortuni causati da un’attività sportiva mal pianificata in una direzione di eccessivo carico, ovvero per singoli allenamenti troppo intensi, pause di riposo troppo brevi e quantità di attività fisica a livello settimanale eccessiva.

Per fare chiarezza su quest’ultimo concetto, un tipico esempio potrebbe essere la persona che, motivata dall’amico sportivo, decide di partecipare a una mezza maratona, passando repentinamente dal divano di casa ai parchi della città, correndo 30-40 km a settimana (vi assicuro che è capitato). Verosimilmente, questo soggetto si troverà nell’arco di poco tempo a lamentare un variopinto ventaglio di dolori, non perché correre 30 km a settimana faccia male, ma poiché sottoponendo il suo corpo a una serie di stress eccessivi non dà modo all’organismo di adattarsi al nuovo tipo di attività sportiva.

Buon senso e cognizione di causa sono la soluzione

Detto tutto questo, a oggi non esistono prove rilevanti che la corsa svolta amatorialmente da soggetti adulti sia una tipologia di attività sportiva che aumenti il rischio di un futuro processo artrosico a livello delle ginocchia. Anzi, alcuni studi sono concordi nell’affermare che uno stile di vita sedentario favorisca sviluppi artrosici con il progredire dell’età. Risulta altrettanto fondamentale porre un focus sulla necessità di pianificare le modalità e tempistiche di allenamento, in modo che l’attività sia adeguatamente impostata in base alle caratteristiche e peculiarità del singolo soggetto.

Chiariti tutti questi concetti, non ci resta che andare a fare una corsetta, consci del fatto di non fare del male alle nostre ginocchia, ma sicuramente del bene per i chili di troppo accumulati durante l’estate.

 

Raffaele Barera

Fisioterapista

 

 

Fonti:

Alentorn-geli E, Samuelsson K, Musahl V, Green CL, Bhandari M, Karlsson J. The Association of Recreational and Competitive Running With Hip and Knee Osteoarthritis: A Systematic Review and Meta-analysis. J Orthop Sports Phys Ther. 2017;47(6):373-390.

Chakravarty EF, Hubert HB, Lingala VB, Zatarain E, Fries JF. Long distance running and knee osteoarthritis. A prospective study. Am J Prev Med. 2008;35(2):133-8.

 

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