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Censura Su Internet: A Volte Necessaria, Ma Pericolosa

Censura su Internet: a volte necessaria, ma pericolosa

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In questi giorni si parla molto della censura nella rete, qualcosa che sembra doveroso. Ecco come la pensa Roberto Burioni e cosa aveva scritto nel suo libro La congiura dei somari.

[…] Il terreno della libertà di opinione è un campo minato. Perché, più si va avanti, più ci si lascia indietro il terreno solido costituito dal metodo scientifico e dai dati condivisi sul quale possiamo appoggiare con tranquillità e fiducia le basi delle nostre ragioni.

Da un lato c’è l’esigenza di limitare la diffusione di bugie che rappresentano un pericolo; allo stesso tempo dare spazio a ogni pensiero alternativo è sentito dai singoli come una delle libertà più importanti e più irrinunciabili della vita. Si tratta, però, di un territorio molto rischioso, dove la scienza non può guidarci, e nel quale anche la politica può essere debole, visto che stabilire il principio che si possono reprimere voci che esprimono concetti pericolosi potrebbe comportare un abuso che nessuno di noi vorrebbe.

Negli Stati Uniti, la patria della libertà di opinione, dove è addirittura legittimo proclamarsi nazisti, ci fu una famosa sentenza della Corte Suprema che stabilì che gridare: «Al fuoco!» in un teatro affollato non è un legittimo esercizio della libertà di opinione. In effetti, se durante una trasmissione televisiva uno degli ospiti dicesse: «C’è una bomba all’aeroporto di Fiumicino!», non eserciterebbe la sua libertà di espressione, ma commetterebbe un assurdo e pericoloso reato.

Il caso di Hit Man

Negli anni Settanta si è dibattuto a lungo su un libro intitolato Hit Man (Sicario), di Rex Feral (uno pseudonimo). Un manuale tecnico per professionisti indipendenti, secondo il sottotitolo; una guida ragionata e accurata per uccidere persone e rimanere impuniti, in realtà. Alcuni ritenevano che un libro simile non dovesse essere pubblicato. Altri, al contrario, sostenevano che bisognava pubblicarlo, perché libertà vuol dire pubblicare tutto quanto. Il dibattito si trascinò a lungo, fino a quando, a un certo punto, qualcuno commise un triplo omicidio seguendo passo per passo le istruzioni contenute in quel discutibile manuale fai da te.

Anche in questo caso, siamo in un terreno minato. Ognuno di noi vorrebbe essere libero di leggere tutti i libri che gli pare. Viene da pensare, a questo proposito, che anche un innocuo libro giallo, nel quale sia descritta minuziosamente la preparazione di una strage, potrebbe essere d’ispirazione per commetterla. […]

Quando dico che bisogna censurare le bugie pericolose, lo dico dunque con un certo disagio. Perché da un lato sono convintissimo che non debbano essere diffuse, ma dall’altro mi rendo conto che questa regola si presta ad abusi che possono comportare una limitazione della libertà di opinione, che io, come molti altri, sento come una parte fondamentale della mia vita e dei miei diritti di uomo.

 

Roberto Burioni

 

Fonte:

La congiura dei somari, Rizzoli, ottobre 2016

 

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