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Probiotici: Un Grande Presente (soprattutto Dal Punto Di Vista Economico) Per I “fermenti Lattici”, Ma Un Futuro Da Arricchire Dal Punto Di Vista Clinico E Scientifico

Probiotici: un grande presente (soprattutto dal punto di vista economico) per i “fermenti lattici”, ma un futuro da arricchire dal punto di vista clinico e scientifico

L’uso di microrganismi vivi (questo sono i probiotici), per contrastare o prevenire gli effetti di varie patologie, non solo di natura infettiva, ha riguadagnato notevole interesse negli ultimi anni soprattutto dal punto di vista economico. Ma come la mettiamo dal punto scientifico e, soprattutto, dal punto di vista dell’efficacia clinica? Medical Facts presenta oggi i risultati di uno studio clinico sull’uso di “fermenti lattici” in circa mille bambini per mitigare l’andamento di una gastroenterite.

«Signora, dia anche questo al suo bimbo. È un probiotico. Recupererà prima la sua flora intestinale e starà meglio in minor tempo». Quante volte vi siete sentite dire qualcosa del genere dal vostro pediatra in caso di gastroenterite del vostro bimbo? Immagino sia capitato più volte.

I probiotici

Questo suggerimento si basa su un concetto molto affascinante dal punto di vista microbiologico, che negli ultimi anni ha riguadagnato notevole interesse in ambito medico a seguito della migliore conoscenza delle importantissime funzioni dei microrganismi (batteri e non solo), che naturalmente “abitano” il nostro corpo. Che ci colonizzano: il cosiddetto microbiota (o microbioma). Ovvero la possibilità di contrastare o, addirittura prevenire gli effetti di patologie di varia natura tramite la sua ricostituzione attraverso l’utilizzo di preparazioni contenenti microrganismi vivi con effetto benefico sulla nostra salute. Quest’ultima è esattamente la definizione che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dà dei cosiddetti probiotici, che in Italia vengono spesso chiamati anche (erroneamente) “fermenti lattici”.

Provate a fare un giro in farmacia: ne troverete di tutti i tipi e di tutti i colori. Per usare un eufemismo, l’introduzione di preparati a base di probiotici è molto meno controllata di quanto, per esempio, non si faccia con i farmaci. Questo è dovuto all’assunto di partenza che tali preparazioni siano sostanzialmente innocue (anche su questo si iniziano ad avere dubbi; torneremo a parlarne presto su Medical Facts), e non necessitino dei controlli serrati riservati ai farmaci non solo prima, ma anche dopo, la loro introduzione in commercio. Ma come la mettiamo con l’efficacia? Soprattutto quando di alcune preparazioni si decanta a vari livelli un’efficacia, per le più svariate indicazioni, solo di poco inferiore a quella del Santo Graal? Non dimentichiamo, poi, che questi prodotti li pagate e, spesso, sono tutt’altro che a buon mercato.

Dati ancora molto limitati

I dati sull’efficacia di singole preparazioni probiotiche in vari contesti sono ancora molto limitate. Spesso, si tratta di studi fatti su pochi pazienti e con un’impostazione sperimentale non proprio correttissima. Queste evidenze sono molto scarse anche per il loro utilizzo in una delle più frequenti indicazioni: per l’appunto, le gastroenteriti.

Circa 1.000 bambini studiati

Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha provato a iniziare a colmare questa lacuna. La domanda di partenza cui gli autori si proponevano di rispondere era tanto semplice quanto sostanziale: l’uso di una preparazione probiotica ha un qualche effetto sulla gravità delle gastroenteriti nei bimbi? Per rispondere a questa domanda, sono stati arruolati circa mille bambini affetti da gastroenterite ricoverati in 10 centri di Pronto Soccorso sparsi per gli Stati Uniti. L’ampio numero di bimbi arruolati e la loro diversa localizzazione geografica depongono sicuramente a favore della bontà del lavoro. Il principale punto di forza è, però, che si tratta di uno studio in doppio cieco.

I bambini, infatti, sono stati divisi in due gruppi: a uno è stata somministrata una preparazione commerciale contenente un ceppo probiotico molto usato (Lactobacillus rhamnosus GG), all’altro di controllo un placebo, ovvero sostanzialmente acqua. Né i medici che li somministravano, né i genitori sapevano cosa veniva dato a ogni singolo bimbo. Questo vuol dire doppio cieco: è una garanzia di assoluta imparzialità nella raccolta e nell’interpretazione dei dati.

Nessuna differenza

Le diverse preparazioni (probiotico e controllo), sono stati somministrate due volte al giorno per 5 giorni e i bimbi sono stati osservati fino a un mese dopo la somministrazione per verificare l’andamento della gastroenterite. Con quale risultato? Nessuna differenza sostanziale: stessa durata della diarrea, stesso numero di scariche, stessa durata e stesso numero di episodi di vomito, stessa incidenza di febbre e stessa necessità di ricorrere a terapie di supporto come la reidratazione. Il probiotico e l’acqua fresca avevano la stessa efficacia.

Quali conclusioni possiamo trarre da questi studio? Che i probiotici non hanno alcuna efficacia? Assolutamente no. Gli stessi autori ribadiscono la necessità di ripetere studi simili a dosaggi diversi del probiotico, con altre formulazioni o su bambini con forme più lievi di diarrea da non richiedere il ricovero in Pronto Soccorso. La vera importanza di questo studio è, però, proprio questa: ribadire la necessità di generare evidenze cliniche che supportino in modo chiaro l’uso dei probiotici. Questo appello è da girare anche e soprattutto alle autorità che regolano l’immissione in commercio di queste preparazioni.

 Permettetemi, infine, un’ultima considerazione da microbiologo medico. La flora intestinale è costituita da migliaia di specie diverse. Pensare di poterla ricostituire con preparati contenenti un solo ceppo batterico è lontano anni luce dalla realtà. Sarebbe un po’ come voler copiare tutta l’opera di Van Gogh usando un unico colore. Sta a noi microbiologi arricchire la tavolozza a disposizione, ben sapendo che, in ogni caso, un Van Gogh lo si può solo imitare.

  

Nicasio Mancini

 

 

Fonti: 

N Engl J Med 2018;379:2002-14. DOI: 10.1056/NEJMoa1802598

 

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