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Attività Fisica: Fondamentale Per Una Persona Adulta

Attività fisica: fondamentale per una persona adulta

Continua il focus di Medical Facts sulle linee di indirizzo sull’attività fisica, recentemente pubblicate dal Ministero della Salute, e dopo i bambini e i ragazzi, oggi ci occupiamo degli adulti dai 18 ai 64 anni di età.

Dopo aver parlato dell’attività fisica per i ragazzi, oggi spostiamo lo sguardo sugli adulti, uomini e donne tra i 18 e i 64 anni. Anche per loro le: «Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione», pubblicate il 15 marzo 2019 dal nostro Ministero della Salute hanno direttive precise, anzi, direi molto specifiche.

Ma prima chiariamo un dubbio: perché l’adulto ha bisogno di attività fisica? Non serve solamente al giovane per formarsi e crescere correttamente? Un adulto non è già fatto e finito? Assolutamente no, l’adulto è una macchina che va curata e mantenuta attiva per poterne usufruire al meglio e per evitare i numerosi problemi che negli anni potrebbero insorgere.

«Le persone che non sono fisicamente attive hanno un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause rispetto a coloro che si impegnano in almeno 30 minuti di attività fisica di intensità moderata quasi tutti i giorni della settimana»,cita il testo. Tutte le cause. Non alcune. Tutte. Basta questo per capire quanto sia fondamentale l’attività fisica nell’adulto. Grazie a essa si riduce la mortalità per eventi cardiovascolari, per i tumori, per il diabete e qualsiasi malattia cronico-degenerativa.

Cosa fare

Quale attività fisica? «Le attuali raccomandazioni OMS sull’attività fisica per la salute della popolazione adulta consigliano di svolgere nel corso della settimana un minimo di 150 minuti di attività fisica aerobica d’intensità moderata, oppure un minimo di 75 minuti di attività vigorosa più esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari 2 o più volte a settimana. Ciò può essere realizzato, per esempio, attraverso 5 sessioni di esercizio a settimana della durata minima di 30 minuti oppure svolgendo almeno 25 minuti di esercizio di intensità vigorosa per 3 volte a settimana».

Spieghiamola bene

150 minuti settimanali di attività fisica aerobica moderata, cioè quel tipo di sforzo che decreta un modesto aumento della frequenza cardiaca e della ventilazione e che consente, durante il suo svolgimento, di poter parlare velocemente ma non cantare. Parliamo di una camminata veloce o, per i più informati, un’attività con un dispendio energetico pari a 3-6 equivalenti metabolici – MET (spiegheremo in modo semplice che cosa sono in un prossimo articolo).

Oppure

75 minuti di attività vigorosa, che porta a un sostanziale incremento della frequenza cardiaca e della ventilazione e durante la quale è difficile conversare. Come una corsa o un’altra attività con un dispendio energetico superiore ai 6 MET.

A una di queste due attività bisogna aggiungere: 2 o più volte a settimana un’attività fisica mirata al condizionamento di tutti i gruppi muscolari. Parliamo di esercizi di forza a corpo libero o con sovraccarico, che andrebbero svolti in giorni non consecutivi, finalizzati a mantenere e rafforzare la massa muscolare e contrastare la sarcopenia. Altrimenti rischiamo di essere “magri”, ma senza muscoli, tessuto necessario per mantenere un corpo in salute.

L’importanza della massa muscolare

In sostanza non basta camminare a passo leggero, ma neppure basta fare del semplice jogging, bisogna pensare anche alla massa muscolare. Perché? Perché siamo sedentari, possiamo essere attivi e fare sport, ma comunque facciamo lavori sedentari (la maggioranza di noi), e questa condizione atrofizza i muscoli. Fino a un centinaio di anni fa, ma anche meno, i lavori erano più fisici e non era necessario inserire un momento specifico dedicato all’attività fisica fuori dall’orario lavorativo. Ora è fondamentale per poter vivere a lungo e soprattutto in salute.

Devono cambiare le abitudini sociali

Come fare? L’impegno richiesto è elevato, senza dubbio, e se si pensa alle altre necessità extralavorative (legate alla famiglia, alla casa, agli amici), il tempo libero si riduce. Occorre un intervento che coinvolga tutta la società, il singolo cittadino, i comuni, il datore di lavoro. Per esempio proprio il luogo di lavoro è indicato come uno dei punti su cui intervenire maggiormente. È necessario incentivare le occasioni di movimento, ridurre il tempo passato in posizione seduta e favorire cambiamenti organizzativi per rendere i luoghi di lavoro ambienti favorevoli all’adozione consapevole e alla diffusione di stili di vita salutari. Nel testo si parla di: programmi di esercizio sui luoghi di lavoro, forme di trasporto attivo per gli spostamenti casa-lavoro, scrivanie ad altezza variabile (standing desk), e altre possibili accortezze.

Questo tipo di interventi ha già portato molte aziende, in primis nel mondo anglosassone e scandinavo, ad avere dipendenti più sani e più produttivi, riuscendo perfino a ridurre le ore di lavoro settimanale.

A questo va aggiunto un impegno personale che vada al di là del concetto di voglia. Uno non prende una medicina perché ne ha voglia, ma perché è necessario. L’attività fisica può avere il vantaggio di essere anche un momento piacevole e di svago, un hobby, un passatempo, un’occasione per vedere gli amici, facendo qualcosa di utile e di cui abbiamo bisogno. È necessaria una “rivoluzione motoria” per poter ottenere una salute e una qualità della vita migliore.

 

Giacomo Astrua

Dietista

 

Fonti: 

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2828_allegato.pdf

 

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