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Attività Fisica: Le Linee Guida Per Bambini E Adolescenti

Attività fisica: le linee guida per bambini e adolescenti

Ecco cosa dovrebbero fare i nostri figli: dalla gravidanza alla fine dello sviluppo, tutti i suggerimenti del Ministero della Salute per crescere persone sane e attive.

Dopo aver parlato dei motivi per cui è importante svolgere l’attività fisica e delle ragioni che hanno spinto il nostro Ministero della Salute a pubblicare Linee di Indirizzo, entriamo più nello specifico: quale attività fisica bisogna svolgere? Come ci suggerisce il titolo Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione, questo documento distingue l’attività fisica tra le differenti fasce di età.

Bambini e adolescenti

«I bambini e gli adolescenti di età compresa tra i 5 e i 17 anni dovrebbero praticare almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di intensità moderata-vigorosa ed esercizi di rafforzamento dell’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana», cita il testo, che senza mezzi termini ribadisce come sia essenziale avere una quotidiana (tutti i giorni!) attività fisica, la cui definizione è «qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo»,comprendendo attività semplici come ballare, giocare, camminare e andare in bicicletta.

Oltre a ciò, vengono indicate come necessarie tre sessioni settimanali di esercizi di rafforzamento muscolo-scheletrico, cioè dei momenti di esercizio fisico più specifico, come possono esserlo le ore di ginnastica e attività sportive organizzate.

Per cui, nel concreto, è necessario che un bambino o un adolescente si muova, cammini, vada in bicicletta o giochi all’aperto tutti i giorni e che quasi un giorno sì e uno no svolga un “allenamento” più specifico. Un bell’impegno! Sono tante ore settimanali, ma d’altronde cosa dovrebbe fare in alternativa? Starsene tutto il giorno sui social o con i videogames?

Le fasi della crescita

Le motivazioni che giustificano un tale impegno sono molto specifiche e cambiano con il passare degli anni. Già dalla gravidanza si consiglia alla mamma di mantenersi attiva per favorire la salute del nascituro, il neonato poi può essere incoraggiato a muoversi con l’ausilio di giochi pensati apposta per lui. Per il bambino dai 3 ai 5 anni l’attività fisica ha una specifica funzione nella sua crescita e nel suo sviluppo nervoso, cardiorespiratorio e muscolare e contribuisce a consolidare il suo stato ponderale, cioè il suo peso e la sua tendenza a essere più o meno in forma.

Tra i 6 e gli 11 anni il bambino deve imparare la percezione corporea nello spazio circostante, la funzionalità del movimento, la coordinazione senso-motoria e l’equilibrio.

L’età prepuberale e puberale è fondamentale per la formazione di uno scheletro robusto e sano.

Nell’età adolescenziale, poi, si corregge definitivamente lo squilibrio morfologico e funzionale, e i piccoli e grandi attrezzi (elastici, palloni, ecc…), possono essere di supporto. È questa la fase in cui di più si può sviluppare la resistenza e la forza muscolare, ma anche la destrezza e la tecnica dei movimenti. Non bisogna dimenticare l’aiuto fondamentale nello sviluppo del carattere, della socialità e del senso civico.

Ragazzi italiani fra i più sedentari d’Europa

Nei ragazzi italiani la sedentarietà è maggiore della media europea e le cause non vanno attribuite solamente al fenomeno della generazione digitale. Le Linee di Indirizzo, infatti, sottolineano l’importanza del ruolo della famiglia, che ovviamente deve favorire il movimento fin dai primi mesi di vita, della scuola che deve organizzarsi e strutturare progetti finalizzati alla promozione dell’attività fisica, e del Setting Sanitario che, dal pediatra a tutti gli altri operatori sanitari coinvolti, ha il dovere di educare e informare la comunità di tutto ciò che abbiamo appena detto.

Infatti, solo una comunità informata e una società sensibile a questo tema può aiutare ad avere bambini e futuri adulti più attivi.

 

Giacomo Astrua

Dietista

 

Fonti:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2828_allegato.pdf

 

 

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