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Lenti A Contatto: Un Uso Errato Può Provocare Infezioni Della Cornea

Lenti a contatto: un uso errato può provocare infezioni della cornea

Le lenti a contatto sono uno strumento frutto dell’evoluzione della Medicina. Su Medical Facts parliamo delle conseguenze, spesso gravissime, del loro errato utilizzo. Infezioni gravi causate da diverse tipi di microrganismi, non tutti curabili con gli antibiotici.

In questi mesi, su Medical Facts avete avuto vari esempi di come i progressi della Medicina abbiano garantito un indubbio e generale miglioramento delle condizioni di vita di ognuno di noi. Il paradosso è, però, che anche le malattie “evolvono”. Nel senso che, noi medici del ventunesimo secolo ci troviamo ad avere a che fare con patologie che i nostri padri non conoscevano o vedevano sotto altre forme; la loro diffusione nella popolazione, è stata, infatti, favorita proprio da alcuni degli sviluppi tecnologici che la medicina ha avuto negli ultimi decenni. Questo è il caso delle lenti a contatto, o meglio, delle infezioni oculari associate al loro errato utilizzo.

La cornea: una fondamentale struttura del nostro occhio

L’occhio è un organo molto affascinante. È una propaggine diretta del nostro cervello a cui è direttamente e strettamente connesso. Come l’obiettivo di una macchina fotografica, però, qualsiasi alterazione dei componenti che lo costituiscono può portare a foto sfocate, alterate o del tutto nere. La prima “lente” dell’occhio è la cornea, la membrana trasparente che ne ricopre la parte più esterna. La prova della sua importanza è data dal fatto che è una delle strutture maggiormente innervate del nostro organismo.

Cosa vuol dire questo? Vi sarà sicuramente capitato di avere qualcosa di minuscolo nell’occhio che non riuscivate a togliere, e che vi ha fatto vedere le stelle (in senso figurato, e non solo), per un buon quarto d’ora o più. O peggio, di avere un occhio lacrimante per una giornata intera, dopo un colpo fortuito ricevuto. Il forte dolore è proprio il segno del fatto di come l’evoluzione abbia voluto preservare al massimo l’integrità di una struttura così fondamentale.

Lenti a contatto: strumenti da usare con accortezza.

È proprio su questa struttura così delicata che, chi ne ha bisogno, posiziona le lenti a contatto. Uno strumento che conferisce libertà di movimento a chi le indossa (pensate per esempio a chi fa sport), e che, spesso, titilla il nostro amor proprio e la nostra vanità. Chi, come me, le indossa, deve però sapere che le lenti a contatto sono il maggior fattore rischio d’infezioni della cornea nei Paesi sviluppati. Siamo a maggior rischio di cheratiti, e in particolare di quelle di natura infettiva. Le cheratiti infettive non devono assolutamente essere prese sottogamba. Una loro progressione, spesso rapidissima (poche ore), può infatti portare a un danno permanente della cornea, con conseguente diminuzione della capacità visiva. Nei casi più gravi, si può arrivare addirittura alla perforazione della cornea, con perdita dell’intero occhio.

Le principali cause di cheratiti infettive da lenti a contatto: batteri, funghi e… l’Acanthamoeba

Vari sono i microrganismi che possono danneggiare la cornea potenzialmente associati all’uso di lenti a contatto. La loro identificazione precisa da parte di un Laboratorio di Microbiologia è fondamentale per indirizzare l’oculista verso la terapia più efficace da usare.

La causa più frequente è quella batterica; con un batterio che ritornerà spesso sulle pagine di Medical Facts, lo Pseudomonas aeruginosaa far la parte del leone. Quelle batteriche sono anche le più devastanti; se non prontamente trattate sono associate a un alto rischio di perforazione, anche nel giro di pochissimo.

Meno frequentemente associate alle lenti a contatto sono le cheratiti micotiche, ovvero causate da funghi (candide o muffe). Le forme da funghi sonosolitamente caratterizzate da un andamento più lento, ma, non per questo, meno devastante se non prontamente riconosciute.

Altra causa possibile, e spesso non presa in considerazione da chi non è esperto in questo specifico settore, è un piccolo parassita appartenente al genere Acanthamoeba. Questo microrganismo vive libero in ambienti acquosi (vedremo in un prossimo articolo l’importanza di questo dettaglio nella prevenzione), e può danneggiare la cornea causando forme meno acute di quelle batteriche, ma, se non riconosciute, altrettanto pericolose. Per un motivo molto semplice: l’Acanthamoeba, non essendo un batterio, non risponde agli antibiotici. Bisogna, quindi, pensarci e iniziare una terapia specifica. Questo vale anche per i funghi.

Attenzione ai colliri a base di cortisone

Il quadro che vi ho fatto è, infine, ulteriormente complicato dalla frequente somministrazione di colliri con cortisonici per limitare l’infiammazione e il dolore di una cheratite. Questi colliri sembrano inizialmente essere efficaci ma, alla lunga, rischiano di peggiorare la situazione. L’infiammazione è, infatti, comunque un tentativo da parte del nostro occhio di difendersi dall’aggressione. Senza questa difesa, alla lunga, l’agente infettivo se la passa ancora meglio danneggiando ancora di più la cornea.

Bisogna, quindi, essere consapevoli dei rischi che si corrono usando male uno strumento così importante come le lenti a contatto. Nel prossimo appuntamento, vedremo proprio alcune piccole, ma fondamentali, accortezze che possono limitare questo rischio. Teneteci d’occhio!

 

Nicasio Mancini

 

Fonti:

Ophthalmology. 2016;123:1435–1441

PLoS One. 2017;12:e0181343

Clin Exp Ophthalmol. 2017;100:473–481

Br J Ophthalmol. 2018;102:1621– 1628.

Clin. Experiment. Ophthalmol. 2019;1–7.

 

 

 

 

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