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Flessioni: Un Test Semplice Per Il Nostro Cuore

Flessioni: un test semplice per il nostro cuore

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Attività fisica e cuore in salute: un binomio imprescindibile. Chi è più in forma ha minore rischio di problemi cardiovascolari a lungo termine. Lo dimostra uno studio su vigili del fuoco in attività, sulla base di un esame molto particolare: la capacità di fare piegamenti sulle braccia.

Che bello avere in estate del tempo libero da dedicare a noi stessi, al nostro benessere psico-fisico (qualsiasi cosa questo significhi). Quanto di questo tempo libero lo dedichiamo all’attività fisica? Sarebbe importante capirlo perché, come già più volte riportato su Medical Facts, una costante attività fisica è fondamentale per il mantenimento di buone condizioni di salute.

Otre al ruolo deleterio di fumo, ipertensione e diabete, sono infatti ormai chiari i danni al cuore (e non solo), legati all’inattività. Questo è un aspetto fondamentale. Talmente importante che ormai rientra nelle cose che un medico chiede a ogni paziente durante una visita. Sarà sicuramente capitato anche a voi. Alzi la mano chi non ha, in qualche modo, “adattato” alle circostanze la propria riposta.

L’iscrizione in piscina spacciata per un «faccio nuoto!», anche se l’unica volta che avete usato la vostra tessera è stato quando l’avete tirata fuori per sbaglio al lavoro. «Vado ogni giorno in bici», quando, in realtà, il tragitto quotidiano sono i 500 metri scarsi che separano casa dalla scuola dei vostri figli.

Vigili del fuoco e flessioni

Come può un medico tarare quanto gli viene riferito da un paziente? Come può, in qualche modo, rendere più oggettiva una di queste affermazioni? È la domanda che si sono posti i colleghi americani, autori dello studio che vi presentiamo. Hanno studiato i dati relativi a più di mille (1.104 per la precisione), vigili del fuoco, dall’età media di circa 40 anni, seguiti per dieci anni riguardo a problemi di tipo cardiovascolare (esempio placche di arteriosclerosi a livello delle coronarie, infarto, morte improvvisa per cause cardiache).

In questi 10 anni erano stati raccolti tutta una serie di dati clinici di varia natura, ma, e questa è la vera particolarità dello studio, anche la capacità di ogni vigile di eseguire flessioni a terra. Per intenderci: quelle che si fanno per allenare i muscoli pettorali.

Le flessioni

In questo modo, i ricercatori hanno potuto suddividere i vigili del fuoco in gruppi, sulla base della loro capacità di eseguire flessioni a un ritmo sostenuto (80 al minuto, ovvero più di una al secondo). Non proprio una passeggiata, ma qualcosa di facilmente replicabile in uno studio medico. Sono stati così identificati cinque gruppi: chi non riusciva ad arrivare a 10 flessioni, chi ne faceva fino a un massimo di 20 e così via, di dieci in dieci, fino a chi riusciva a farne più di 40.

Più flessioni riesci a fare, meno il tuo cuore rischia

Valutando i dati relativi a dieci anni di osservazione, chi, al primo controllo, riusciva a fare più di 40 flessioni aveva un rischio di eventi cardiovascolari inferiore di ben 25 volte rispetto a chi non arrivava a farne dieci. Pensate un po’, le semplici flessioni usate come uno di quei test, spesso molto complicati e costosi, per valutare lo stato di salute cardiovascolare. Qualcosa di così semplice da poter essere fatto senza problemi in un ambulatorio medico o, ancora più semplicemente, anche a casa.

Non improvvisiamoci né cardiologi, né atleti

Attenzione, però, questo non vuol dire che ognuno di noi può improvvisarsi cardiologo, fare flessioni e così evitare i normali controlli. I fattori di rischio per il nostro cuore sono, infatti, molti e non sempre facilmente identificabili. Lo studio presentato ha, inoltre, alcuni limiti evidenti. Prima di tutto, non include soggetti di sesso femminile. Non sappiamo, quindi, se quanto osservato è valido anche per le donne. Nello studio, poi, sono inclusi per lo più soggetti di mezza età. Non è chiaro, quindi, quanto il test sia attendibile in soggetti più giovani o più avanti negli anni. Altri studi futuri permetteranno di chiarirlo meglio.

Un ultimo suggerimento, nel caso voleste comunque usare questo test. Se siete fuori allenamento, cercate di non farvi venire un infarto per arrivare a fare le 40 flessioni al primo tentativo. Procedete per gradi con il vostro ritorno all’attività fisica. Ma iniziate, ritornate o continuate a farla! È questo il vero messaggio che Medical Facts vuole farvi arrivare.

 

Nicasio Mancini

 

Fonte:

JAMA Network Open. 2019;2(2):e188341. doi:10.1001/jamanetworkopen.2018.8341

 

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