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Coperture Vaccinali 2018: Un Grande Passo Per L’Italia, Ma Ben Poco In Confronto Al Resto Dell’umanità

Coperture vaccinali 2018: un grande passo per l’Italia, ma ben poco in confronto al resto dell’umanità

ROBERTO BURIONI: Le coperture migliorano ovunque, ma restano ancora in gran parte insufficienti. Germania e Francia ci hanno seguito sulla legge Lorenzin, mentre ancora non c’è traccia della comunicazione delle case farmaceutiche. I dati sul morbillo sono ancora preoccupanti.

Sono finalmente usciti i dati riguardanti le coperture vaccinali del 2018, ed è un quadro con luci e ombre. Le luci sono costituite dall’aumento delle coperture vaccinali infantili in tutto il nostro Paese. Dopo anni di divulgazione del tutto inefficace, di comunicazione inesistente da parte della comunità scientifica e di vuoto legislativo, le cose sono finalmente cambiate, si è formata una forte opinione pubblica a favore delle vaccinazioni e questo ha avuto un effetto notevole.

In particolare altri Paesi europei, come la Germania e la Francia, hanno approvato o messo in cantiere leggi molto simili alla nostra. Questo chiude il discorso sull’efficacia della legge Lorenzin. Per una volta siamo di esempio per gli altri e non il fanalino di coda.

La vittoria sul morbillo è ancora lontana

Le ombre, però, ci sono ancora. Partivamo da una copertura 2015 contro il morbillo inferiore a quella del Ghana e pari a quella della Namibia e abbiamo in parte recuperato, ma non abbastanza. Ancora siamo sotto le soglie di sicurezza per diversi vaccini e in diverse zone del Paese (incredibile il dato di Bolzano all’83%, con la soglia stabilita al 95%), e paghiamo i tanti anni con coperture vaccinali vergognose (nell’assoluto silenzio generale), che bisognerà recuperare, vaccinando non solo i bambini, ma anche adolescenti e adulti.

Insomma stiamo andando nella direzione giusta, ma c’è ancora molta strada da fare. Il nuovo Governo non ha fatto nulla; eppure la legge Lorenzin sarebbe da migliorare (magari introducendo obbligo anche per i sanitari e migliorando la comunicazione). Accontentiamoci del fatto che non abbiano modificato una legge che tutto sommato sta funzionando e che pare decisiva per la sicurezza dei cittadini.

Il silenzio delle case farmaceutiche

Vergognosa invece la totale assenza delle case farmaceutiche,che producono i vaccini, nel promuovere la loro immagine e nel comunicare la sicurezza dei loro farmaci, che i cittadini sono obbligati a iniettare ai loro figli. Tutti stanno facendo la loro parte, ma avete sentito o visto un singolo Tweet dalle case farmaceutiche? Avete visto un manifesto? Avete visto uno spot?

Questo comportamento è intollerabile e dovremmo cominciare a pretendere maggiore impegno da parte dei produttori dei vaccini. I loro profitti sono al sicuro con l’obbligo, qualcuno dovrebbe costringerli a non fregarsene completamente dei genitori spaventati.


Roberto Burioni

 

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