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L’ipotetico Vaccino Monovalente Contro Il Morbillo

L’ipotetico vaccino monovalente contro il morbillo

Il vaccino contro il morbillo, composto da un virus attenuato, è disponibile come vaccino trivalente: insieme al virus attenuato del morbillo ci sono nella fiala anche quelli – attenuati pure loro -, della parotite e della rosolia.

Questo vaccino trivalente si è dimostrato efficace e sicuro; non esistono in concreto situazioni nelle quali è necessario il vaccino monovalente (ovvero che contiene un solo virus). Per questo motivo da molti anni non viene più prodotto dalle maggiori case farmaceutiche e, in Italia, non esiste più (controllate il sito AIFA se non vi fidate).

Siccome nel nostro Paese è vietato importare farmaci dall’estero, il vaccino in Italia non esiste, così come non esistono preparazioni iniettabili di eroina e di cianuro. Il che ovviamente non significa che non si possano importare e vendere illegalmente, ma questa è cosa che riguarda le forze dell’ordine e non un immunologo.

Perché il vaccino monovalente non esisterà mai?

Perché a fronte di nessun vantaggio (se non il soddisfare la superstizione di qualcuno particolarmente ignorante), i vaccini monovalenti avrebbero diversi svantaggi. Prima di tutto bisognerebbe fare a un bambino sei iniezioni invece di due; oltre a essere una crudeltà gratuita (le iniezioni non sono piacevoli), questo esporrebbe il piccolo a maggiori rischi. Un’iniezione (di qualunque farmaco), per quanto banale, può sempre provocare ascessi, infezioni e mille altri problemi. È quindi doveroso ridurne il numero.

Inoltre, cosa più importante, la somministrazione monovalente costringerebbe a distanziare tra loro di diverse settimane le singole vaccinazioni. Come risultato finale il bambino sarebbe protetto molto più tardi, con rischi che non è necessario indicare.

Perché, se per assurdo il vaccino monovalente venisse registrato in Italia, solo un pazzo se lo farebbe iniettare?

Perché la sicurezza mostruosa dei vaccini è legata al fatto che sono prodotti e somministrati a milioni di persone. Qualunque minimo problema si evidenzia istantaneamente e può essere controllato e risolto. Un vaccino monovalente sarebbe invece prodotto in piccolissima scala (servirebbe solo ai cretini, che sembrano molti, perché sono rumorosi e ragliano forte, ma invece sono pochi, per fortuna), e quindi intrinsecamente sarebbe molto meno sicuro.

Quindi, come avevo correttamente semplificato in un mio tweet, il vaccino monovalente non esiste (provate a comprarlo in farmacia senza contrabbandarlo illegalmente), non esisterà mai (nessuno spenderà mai un euro per registrarlo e accontentare i pochi idioti che lo desiderano), e se mai per assurdo esistesse, solo un pazzo se lo farebbe iniettare o lo inietterebbe a suo figlio (vedi ultimo ragionamento).

Che i soliti scemi antivaccinisti, che hanno fatto della disinformazione la loro ragione di vita, mi attacchino lo metto in conto e non mi stupisce. Lo fanno da anni e li capisco, sono nell’angolo e la loro rabbia è quella di Calibano, che si arrabbiava con lo specchio, che restituiva la sua bruttezza. Che a giocare pericolosamente con le parole confondendo i genitori (già abbastanza confusi dalle giravolte giornaliere), sia un giornale la cosa mi addolora, perché chi di mestiere informa le persone dovrebbe farlo con maggiore responsabilità, pensando che – al di là della legittima polemica e avversione nei miei confronti -, poi le parole hanno anche qualche conseguenza pratica.

 

PS: se volete prendervela con le case farmaceutiche scrivetegli chiedendogli  perché io sto perdendo il mio tempo per fare una corretta informazione che spetterebbe a loro, visto che con il trivalente sono loro a guadagnarci e non io.

 

Roberto Burioni

 

 

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