skip to Main Content
Cadute Negli Anziani: Come Individuare I Soggetti A Rischio

Cadute negli anziani: come individuare i soggetti a rischio

Il monitoraggio preventivo delle persone over 65 anni può scongiurare pericolose cadute. Qui due semplici test funzionali per iniziare uno screening, che dovrà comunque essere più ampio e coordinato da un medico.

Secondo i dati di una recente revisione sistematica, pubblicata dalla Cochrane Collaboration, una tra le più autorevoli fonti scientifiche da cui oggi possiamo attingere, risulta che la prevenzione sia la miglior strategia disponibile per contenere al minimo il fenomeno delle cadute negli anziani.

Quello che viene consigliato è di partire da un inquadramento generale dello stato di salute dell’anziano fino ad arrivare a una valutazione più specifica, mirata a individuare eventuali problematiche motorie rischiose e predisponenti a cadute.

Le statistiche

Circa il 25% degli over 70 è vittima di cadute almeno una volta all’anno,percentuale che sale al 50% se si considerano gli over 80.

Tale dato, già di per sé allarmante, assume ulteriore rilevanza se si considera che, dopo una prima caduta, il rischio di ulteriori eventi traumatici cresce in modo significativo. Basti solo pensare che nei 60 giorni immediatamente successivi a una caduta, circa il 10% di questi pazienti si presenta nuovamente in ospedale per un’ulteriore caduta.

Considerata l’enorme fetta di popolazione(in Italia circa 13 milioni di individui) che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene meritevole di attenzioni, risulta fondamentale focalizzare energie e risorse su soggetti realmente esposti a tale rischio, in modo da mettere in atto programmi di prevenzione estremamente mirati.

Sebbene sia vero che soggetti over 65 anni vengono generalmente individuati come potenzialmente a rischio caduta, è altrettanto veritiero che moltissime persone appartenente a questa fascia d’età godono di uno stato di salute e di condizione fisica invidiabile da moltissimi soggetti più giovani. Basti pensare a quanto frequentemente si ha a che fare con anziani che praticano serenamente, e con disinvoltura, attività quali trekking, sci, tennis e molti altri sport.

Per queste ragioni risulta fondamentale avere strumenti che ci permettano di rintracciare soggetti anziani predisposti a tale problematica.

Quindi, è oggettivamente possibile individuare un soggetto a rischio di caduta?

Sembra proprio di sì. In particolare, è dimostrato come il risultato di alcuni test funzionali possa essere predittivo di un incremento significativo del rischio di caduta nell’anziano.

Va precisato che con Test Funzionale in ambito riabilitativo s’intende la richiesta di azioni, gesti o procedure che possono essere assimilate ad attività che si svolgono nella vita di tutti i giorni.

Timed Up And Go Test

Si tratta di un test molto semplice, consiste nel misurare il tempo che una persona impiega per alzarsi da una sedia, camminare tre metri, girarsi e camminare nuovamente verso la sedia per poi sedersi nuovamente.

Se il soggetto normalmente cammina con un ausilio (bastone, deambulatore, stampella), esso dovrebbe essere utilizzato durante il test. Un tempo di svolgimento superiore o uguale ai 12 secondi indica che il soggetto è verosimilmente a rischio di future cadute.

Timed Up And Go

Timed Up And Go Test

Times Sit-to-Stand Test

Come già indicato dal nome del test, il soggetto in esame deve alzarsi e sedersi a braccia conserte per 5 volte da una sedia alta circa 40 centimetri. Nel frattempo si cronometra il tempo impiegato eil cronometro viene fermato quando il paziente raggiunge la stazione eretta per la quinta volta. Un tempo superiore ai 15 secondi permette di identificare individui potenzialmente a rischio di caduta.

Times Sit-to-Stand

Times Sit-to-Stand Test

La domanda che sorgerà spontanea a ogni lettore sarà: con due semplici test posso con certezza matematica individuare ogni anziano a rischio di caduta?

Assolutamente no. Questi due test possono essere visti come parte iniziale e integrante di uno screening più ampio, finalizzato a individuare persone a rischio. Aiutano a valutare degli aspetti motorimeritevoli di approfondimenti diagnostici, affidandosi al professionista sanitario più adeguato.

Contesto ambientale a domicilio

Altro aspetto su cui riflettere, in un’ottica d’individuazione di situazioni a rischio, è quello legato all’ambiente domestico, sede del 50% delle cadute accidentali.

Vari studi hanno evidenziato come alcune caratteristiche degli spazi domiciliari in cui vivono gli anziani possano a loro volta predisporre e facilitare cadute in soggetti già a rischio. Tra i più frequentemente citati rientrano gradini poco visibili, tappeti non fissati al pavimento, scarsa illuminazione, mobili poco stabili (spessissimo gli anziani li utilizzano come appoggio durante il cammino), e dislocati in posizioni d’intralcio.

Non da trascurare è anche la presenza di scale senza corrimano, sedie poco stabili senza braccioli e l’assenza di maniglioni all’interno del bagno.

Una riflessione

Dati alla mano, si evince quanto sia fondamentale porre particolari attenzioni a questa fascia di popolazione, che talvolta nella sua fragilità risulta trascurata. Frequentemente capita che non ci si renda conto del progressivo decadimento motorio negli anziani, questo perché è un processo che avviene progressivamente, lentamente e in un periodo di medio-lungo termine.

Il poter individuare precocemente soggetti a rischio comporta un minimo sforzo, sforzo che potrebbe tradursi in enormi benefici. È consigliabile, quindi, un costante monitoraggio di questa fascia di popolazione al fine d’individuare i soggetti più a rischio: i due test proposti possono essere un valido strumento di valutazione. Come ci ricorda un vecchio adagio pubblicitario, in questo caso come non mai in accordo con la letteratura scientifica, prevenire è meglio che curare.

 

 

Raffaele Barera

Fisioterapista

 

 

Fonti:

Gillespie LD, Robertson MC, Gillespie WJ, et al. Interventions for preventing falls in older people living in the community. Cochrane Database Syst Rev. 2012;(9):CD007146.

Sach TH, Logan PA, Coupland CA, et al. Community falls prevention for people who call an emergency ambulance after a fall: an economic evaluation alongside a randomised controlled trial. Age Ageing. 2012;41(5):635-41.

Shankar KN, Treadway NJ, Taylor AA, Breaud AH, Peterson EW, Howland J. Older adult falls prevention behaviors 60 days post-discharge from an urban emergency department after treatment for a fall. Inj Epidemiol. 2017;4(1):18.

Lusardi MM, Fritz S, Middleton A, et al. Determining Risk of Falls in Community Dwelling Older Adults: A Systematic Review and Meta-analysis Using Posttest Probability. J Geriatr Phys Ther. 2017;40(1):1-36.

Buatois S, Miljkovic D, Manckoundia P, et al. Five times sit to stand test is a predictor of recurrent falls in healthy community-living subjects aged 65 and older. J Am Geriatr Soc. 2008;56(8):1575-7.

Luukinen H, Koski K, Laippala P and Kivela S. Predictors for recurrent falls among the home-dwelling elderly. Scandinavian Journal of Primary Health Care. 1995;13(4):294–299.

Pighills AC, Torgerson DJ, Sheldon TA, Drummond AE, Bland JM. Environmental assessment and modification to prevent falls in older people. J Am Geriatr Soc. 2011;59(1):26-33.

Lord SR, Menz HB, Sherrington C. Home environment risk factors for falls in older people and the efficacy of home modifications. Age Ageing. 2006;35 Suppl 2:ii55-ii59.

 

Back To Top