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Cadute Negli Anziani: Ecco I Dati Che Ne Dimostrano La Pericolosità

Cadute negli anziani: ecco i dati che ne dimostrano la pericolosità

L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce una corretta attività fisica nelle persone over 65 anni, per mantenere un buon tono muscolare e un buon equilibrio,  evitando  così le drammatiche conseguenze di possibili cadute accidentali.

«Per gli anziani, soprattutto, l’attività fisica è importante a mantenere il tono muscolare e un buon equilibrio, prevenendo in particolare le cadute», in questo modo si è espressa l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nelle sue nuove linee guida per l’attività fisica.

Quali sono le ragioni che hanno spinto un’agenzia così importante, impegnata nel raggiungimento del più alto livello di salute possibile per la popolazione, a considerare i problemi di equilibrio e le conseguenti cadute una tematica meritevole di attenzione?

Cos’è successo negli ultimi anni

Negli ultimi decenni si è assistito a un significativo incremento del numero di individui al di sopra dei 65 anni (si stima che in Italia essi siano poco più di 13 milioni, circa il 21% degli abitanti della penisola, percentuale che aumenterà nei prossimi anni). Il dato in sé non è affatto un problema, anzi, è conseguenza del miglioramento della qualità di vita e salute all’interno della nostra società.

D’altra parte, però, questo cambiamento demografico richiede di focalizzare maggiori risorse e attenzioniverso differenti condizioni patologiche. Inevitabilmente, l’invecchiamento comporta lenti, ma progressivi, cambiamenti a carico del nostro corpo. Tali cambiamenti, seppur assolutamente normali, hanno impatto su tutto l’organismo, rendendolo meno efficace in molti dei suoi processi.

Come ricordato dall’OMS, tra i meccanismi che frequentemente vengono meno, vi sono quelli atti a gestire e a modulare la possibilità di mantenere l’equilibrio.

Che cos’è l’equilibrio?

Ma cosa s’intende per equilibrio nel corpo umano? Esso viene definito come la capacità di percepire, e di conseguenza modulare, gli spostamenti del nostro corpo rispetto alla forza di gravità e ad altre perturbazioni esterne.

La stabilità del nostro corpo, sia da seduti che in stazione eretta, è mantenuta da innumerevoli sistemi recettoriali e compensatori che operano a vari livelli. Il  malfunzionamento di uno di questi sistemi di controllo ha comerisultato è un’instabilità del nostro, che talvolta può determinare cadute.

All’interno di strutture sanitarie riabilitative è sempre più comune avere a che fare con anziani in condizioni di disabilità fisica e motoria, condizione che molto frequentemente è sia causa che conseguenza di cadute accidentali. Se ancora vi fosse qualche perplessità riguardo al fatto che sia una tematica di grandissima rilevanza, qualche dato al riguardo toglierà ogni dubbio.

Dati epidemiologici

Si calcola che circa un terzo della popolazione over 65 sia vittima ogni anno di cadute accidentali. Questo dato è ancora più impressionante se si considerano le possibili conseguenze di tali eventi in una fascia di popolazione fisicamente fragile, quali gli anziani.

Basti considerare il fatto che i cosiddetti «traumi non intenzionali», nei Paesi altamente sviluppati, rappresentano tra la quinta e la settima causa di morte nei non giovani, e che la maggior parte di questi traumi sono appunto causati da cadute accidentali. Il numero di morti, a parità di traumi conseguenti a perdita di equilibrio, è 4 volte superiore negli over 65 rispetto alla popolazione generale.

In caso di sopravvivenza, il tutto non termina nell’immediato post-trauma. Sono infatti spesso molto gravi le le difficoltà fisiche dell’anziano conseguenti all’incidente.

Per esempio, dopo soli 10 giorni di allettamento, condizione frequentissima dopo una caduta, un anziano perde circa 2 chilogrammi di muscolaturadegli arti inferiori  (un giovane nelle stesse condizioni ne perde circa 300-350 grammi).

Altra situazione tristemente comune è la rottura di anca in seguito a trauma da perdita di equilibrio. I dati relativi a tale evento sono davvero allarmanti, se pensiamo che nei tre mesi successivi alla frattura si ha un rischio di decesso aumentato dalle 5 alle 8 volte.

Riflessione finale

Una volta presa coscienza della rilevanza di questo problema nella nostra società, è opportuno riflettere sull’importanza  di cogliere i primi segnali di allarme in questa fascia così fragile di popolazione. Non di rado capita, infatti, che non ci si renda conto del progressivo peggioramento motorio negli anziani:un processo che progressivo, ma spesso molto lento .

Il poter individuare precocemente soggetti che stanno andando incontro a processi di peggioramento motorio, comporta un minimo sforzo; sforzo che si tradurrebbe in enormi benefici per la qualità di vita della singola persona e dei familiari, prevenendo le drammatiche conseguenze che sono sempre più spesso causate da cadute accidentali. Di questo parleremo a breve su Medical Facts.

Nel frattempo, un’unica avvertenza: seppure in contrasto con quanto affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sconsiglio fortemente di chiamare anziano un 65enne. Sarete costretti a scappare più velocemente di quanto pensiate. Sicuramente sarà molto motivato nel farvi sapere le sue ragioni e a quel punto dovrete essere voi a fare molta attenzione a non “cadere” nelle sue mani.

 

Raffaele Barera

Fisioterapista

 

 

Fonti:

Stevens JA, Ballesteros MF, Mack KA, Rudd RA, Decaro E, Adler G. Gender differences in seeking care for falls in the aged Medicare population. Am J Prev Med. 2012;43(1):59-62.

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English KL, Paddon-jones D. Protecting muscle mass and function in older adults during bed rest. Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2010;13(1):34-9

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