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Batteri Resistenti: Ecco Dove Si Prescrivono Troppi Antibiotici

Batteri resistenti: ecco dove si prescrivono troppi antibiotici

In questa mappa, fornita dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), si vedono le regioni italiane classificate in base alla quantità di antibiotici prescritti in rapporto alla popolazione. Quelle in blu rischiano maggiormente di selezionare i pericolosi batteri multiresistenti.

Abbiamo parlato degli antibiotici e del pericolo per la nostra salute che costituiscono i batteri che diventano a essi resistenti, cosa che accade quando gli antibiotici vengono usati troppo e male.

Vi avevamo promesso d’iniziare a entrare più nel merito, ed ecco qua un’immagine che vale più di mille parole.

Cos’accade in Italia

In questa mappa dell’Italia vedete le regioni classificate per l’uso degli antibiotici in rapporto alla popolazione. È facile notare che in cinque regioni (Sicilia, Abruzzo, Calabria, Puglia e Campania, in blu intenso), l’utilizzo degli antibiotici è circa il doppio rispetto ad altre sei regioni (Provincia Bolzano – che vale Regione per la sanità -, Liguria, Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, in azzurro).

Come è possibile?

La prima spiegazione è che nelle regioni blu, dove si prescrivono molti antibiotici, i batteri circolano molto più intensamente e le malattie da essi causate sono molto più frequenti. Per fortuna questo non è vero. I batteri sono presenti in tutto il nostro Paese e la frequenza delle malattie è sostanzialmente uguale tra le varie regioni.

La seconda spiegazione è che i medici delle regioni azzurre, dove gli antibiotici si usano meno, non li prescrivono quando sono necessari. Se questo fosse vero sarebbe gravissimo e vedremmo una maggiore mortalità in questa parte del Paese, dove i pazienti non sono ben curati. Per fortuna neanche questo è vero.

Troppi antibiotici

Rimane quindi un’ultima spiegazione: nelle regioni blu si prescrivono troppi antibiotici e si prescrivono, quindi, male. Qualcuno di voi può pensare che questo sia uno spreco di soldi e invece si sbaglia: non è solo uno spreco, è sprecare soldi al fine di ottenere un danno.

Mi spiego meglio: voi avete una bella villa, vi mettete sul terrazzo che dà sul lungomare e iniziate a gettare banconote da 50 euro ai passanti, per un importo di 100 mila euro. Questo è sprecare.

Sempre nella stessa villa, voi chiamate gli operai e spendete 100 mila euro per farvi segare i pilastri di cemento armato che sorreggono la villa stessa. Questo è quello che facciamo quando prescriviamo antibiotici non necessari. Non solo sprechiamo denaro che potrebbe essere utilizzato per cure necessarie, ma mettiamo in pericolo la nostra salute, favorendo l’insorgenza di ceppi di batteri resistenti.

Questo non va proprio bene. E ne riparleremo, perché non ci sono solo i vaccini.

 

Roberto Burioni

 

(Foto fonte AIFA: Antibiotici, distribuzione in quartili del consumo 2017 – DDD/1000 ab die pesate)

 

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