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Zuccheri Semplici O Complessi? Importante Conoscerli Per Un’alimentazione Corretta

Zuccheri semplici o complessi? Importante conoscerli per un’alimentazione corretta

Quando fate la spesa al supermercato o preparate la merenda a vostro figlio, sapete realmente quali sostanze state consumando? Ecco una piccola guida per imparare la terminologia corretta che riguarda zuccheri, amido e carboidrati.

Spesso sento i miei pazienti e i miei amici parlare di carboidrati, zuccheri e amidi senza che nessuno sappia davvero che cosa siano e quali siano le differenze e i punti in comune. Ne emerge una grande confusione e si finisce per usare questi termini in modo errato e casuale.

Social network, blog e pubblicità spesso sono i primi a utilizzare questi termini in maniera impropria e, così facendo, trasmettono informazioni  errate ai consumatori.

I glucidi

La macrocategoria di cui stiamo parlando, in realtà, è quella dei glucidi, detti anche carboidrati o zuccheri (al plurale). Queste sostanze sono suddivisibili in gruppi distinti in base alla numerosità e alla diversità delle molecole che li compongono. Guardiamo quali

I monosaccaridi sono zuccheri formati da una sola molecola: in questo gruppo troviamo il glucosio, il fruttosio (tipico della frutta) e il galattosio.

Gli oligosaccaridi sono, invece, catene formate da due fino a undici molecole. Tra loro abbiamo alcuni famosi disaccaridi (due molecole), tra cui il saccarosio, commercialmente chiamato zucchero (al singolare), formato da glucosio e fruttosio. Quindi, la dicitura commerciale «senza zucchero», significa «senza saccarosio», ma potrebbero esserci altri tipi di zuccheri. Altri disaccaridi, per esempio, sono il lattosio (presente nel latte), formato da glucosio e galattosio, e il maltosio, formato da due molecole di glucosio.

Ipolisaccaridi,infine, sono formati da più di undici molecole. Tra questi abbiamo l’amido, di origine vegetale e con funzione di riserva energetica nelle piante. Lo troviamo nelle farine, nel pane, nella pasta, nelle patate e nelle castagne. Un altro esempio di polisaccaride è la cellulosa, anch’essa di origine vegetale, ma con funzione strutturale nelle piante, che è molto importante nella nostra alimentazione, in quanto costituisce la fibra alimentare. E poi ricordiamo anche il glicogeno, di origine animale e importantissima riserva energetica per noi e per gli altri animali.

Le differenze nella vita quotidiana

Come dovremmo esprimerci parlando di questi nutrienti? Sarebbe sicuramente utile se tutti iniziassimo a parlare di zuccheri semplici, quando ci riferiamo a mono e oligosaccaridi, zuccheri complessi, se parliamo di polisaccaridi.

Perché è utile distinguerli in queste 2 categorie? Cosa li distingue? Forniscono tutti la stessa quota calorica per ogni grammo, circa 4 chilocalorie, ma presentano altre importanti differenze in termini nutrizionali, una tra tutte è lo specifico indice glicemico: la velocità con cui un alimento contente 50 grammi di carboidrati aumenta la glicemia. Ovviamente il tipo di carboidrato presente nell’alimento decreta un’importante differenza.

Per farla breve: un mono/oligosaccaride viene assorbito in fretta e aumenta rapidamente la glicemia, invece un polisaccaride affronta un processo digestivo più complesso e aumenta la glicemia più lentamente.

Un diverso indice glicemico ha effetti differenti in termini energetici: normalmente un indice glicemico basso permette un buon controllo della glicemia (molto importante nei diabetici), favorisce il dimagrimento in chi è a dieta e fornisce un maggior senso di sazietà. Un indice glicemico alto, invece, permette di ottenere rapidamente energia da utilizzare subito, ma potrebbe favorire l’aumento del peso e del diabete.

Quando si fa la spesa

È fondamentale utilizzare i termini zuccheri, zucchero, amido, glucidi e carboidrati in maniera corretta e riuscire già a distinguerli tra zuccheri semplici e complessi è uno strumento importante per fare la spesa al supermercato o per preparare la merenda a vostro figlio.

 

Giacomo Astrua

Dietista

 

Fonti:

http://aemmedi.it

http://www.siditalia.it

http://www.sinu.it

LARN – Livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana: CARBOIDRATI E FIBRA ALIMENTARE. Società Italiana di Nutrizione Umana-SINU

Linee guida per una sana alimentazione italiana. A cura di Ministero Politiche agricole e forestali, INRAN

I principi di biochimica di Lehninger di David L. Nelson e Michael M. Cox

 

 

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