skip to Main Content
Batteri Resistenti: Ecco Perché Gli Antibiotici Spesso Non Funzionano

Batteri resistenti: ecco perché gli antibiotici spesso non funzionano

L’Italia è in vetta alla classifica per morti causate da batteri multiresistenti (più di 10 mila all’anno), ovvero insensibili alla maggior parte delle molecole antibiotiche.

Vi è mai capitato di sognare di essere in un videogioco, o comunque di trovarvi in un mondo fantastico? Armati di tutto punto e pronti, con difficoltà, ma con successo, a superare i vari ostacoli, le varie creature mostruose che vi si parano davanti.

Ecco, poi, all’improvviso le vostre energie diminuiscono, le vostre armi diventano sempre meno efficaci e i mostri sempre meno controllabili. E sempre più potenti. L’angoscia sale. I mostri stanno avendo la meglio. Vi svegliate, siete tutti sudati. Era un sogno.

Cent’anni fa

Trasportate ora quest’altalena di stati d’animo al secolo scorso. Per migliaia di anni l’uomo è stato falcidiato dalle infezioni. Una banale ferita che s’infetta, va in cancrena e avvelena il sangue. Una polmonite che rapidamente uccide. Un’appendicite che si perfora e causa una mortale peritonite.

Tutte evenienze all’odine del giorno solo un secolo fa, quando una guerra catastrofica, La Prima Guerra Mondiale, era appena terminata. Gli anni successivi non furono certo migliori (né dal punto di vista delle malattie infettive, né dal punto di vista politico), e culminarono in un conflitto, ancora più catastrofico del precedente.

Durante quel conflitto, però, qualcosa cambiò nel contrasto agli agenti infettivi, in modo particolare nei confronti dei batteri: il primo antibiotico da usare su larga scala, la penicillina, fu finalmente disponibile. Una sorta di pozione magica, in grado di colpire al “cuore” i vari “mostri”.

L’era antibiotica

L’impatto fu fantastico. La mortalità da malattie infettive fu più che dimezzata, soprattutto fra i bambini. Negli anni il numero degli antibiotici aumentò notevolmente e ci fu chi, addirittura, parlò di «fine delle malattie infettive».

Mai profezia fu più sbagliata. Sin da subito, ci si accorse, infatti, che i batteri non stavano a guardare. Come i mostri del sogno, si adattavano alle armi in nostro possesso e diventavano sempre più resistenti a esse. Antibiotici che prima funzionavano, diventavano assolutamente inefficaci. Anzi, quanto più li si usava, anzi, quanto più se ne abusava, tanto più aumentava il numero dei batteri resistenti.

L’attualità

Siamo arrivati ai giorni nostri. Credetemi: non passa giorno senza che nel mio ospedale non sia identificato un batterio multiresistente, ovvero batteri contro i quali le molecole antibiotiche a disposizione, potenzialmente utilizzabili, sono una o due in tutto.

Anzi, con frequenza sempre più preoccupante, isoliamo batteri totiresistenti, ovvero per cui non abbiamo più molecole antibiotiche efficaci a disposizone. Per chi è religioso, sostanzialmente, non resta che affidarsi alle preghiere o all’acqua di Lourdes.

La situazione italiana

Questo è un problema mondiale, non solo italiano. L’Italia, però, rappresenta la linea del fronte. Insieme alla Grecia e ai Paesi dell’Est Europa, siamo ai primi posti come tasso di resistenza. Una recente analisi informatica di dati Europei, relativi all’anno 2015, ha stimato in più di 30.000 le morti causate da batteri multiresistenti. Di queste, un terzo (10.762) si sono avute in Italia. Un po’ come se, ogni anno, una cittadina come Volterra venisse cancellata dalla carta geografica. Questo dato è ancora più impressionante se si considera che la maggior parte di queste morti si ha fra le categorie più a rischio: bambini anziani.

Piccola precisazione: i dati riportati in questo articolo, seppur ottenuti per mezzo di modelli informatici, non sono i punteggi di un videogioco. È la realtà in cui viviamo e in cui rischiamo sempre più di trovarci invischiati, se non si agisce in fretta.

Possiamo farlo anche noi singolarmente. Come? Lo vedremo insieme nelle prossime settimane su MedicalFacts.

 

Nicasio Mancini

 

Fonti:

Lancet Infect Dis 2018 Published Online November 5, 2018 http://dx.doi.org/10.1016/ S1473-3099(18)30605-4

https://atlas.ecdc.europa.eu/public/index.aspx

 

 

 

Back To Top